Coronavirus, Di Maio all’attacco (dell’Olanda): «Porterò in Europa il tema dei paradisi fiscali»

I Paesi Bassi sono tra i più strenui oppositori della proposta italiana sugli Eurobond. La mossa punterebbe a smascherare alcuni Paesi che in Ue «predicano bene ma razzolano male»

All’attacco dei paradisi fiscali in Europa. Lo avrebbe promesso il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, e la notizia che viene fatta trapelare ha il sapore di un riferimento neanche troppo velato all’Olanda. Paese tacciato di mettersi di traverso nel tentativo europeo di trovare una via comune alla risposta economica alla crisi provocata dalla pandemia di Coronavirus in tutto il mondo. (Una risposta che per l’Italia si traduce in Eurobond o Coronabond. Una soluzione invece impensabile per gli olandesi, come ribadito ancora una volta al termine del cruciale Eurogruppo di pochi giorni fa: nel corso della trattativa, i Paesi Bassi sono stati tra i più strenui oppositori della proposta italiana).

«È un tema che necessariamente deve essere affrontato, in Europa non si può continuare ad andare avanti con questa doppia morale», avrebbe riferito il capo della Farnesina parlando con il suo staff: Di Maio starebbe infatti lavorando per portare il tema dei paradisi fiscali in Europa. Lo confermano fonti vicine al ministro spiegando che la mossa punterebbe a smascherare alcuni Paesi che in Ue «predicano bene ma razzolano male».

Paesi Bassi «paradiso fiscale»

Quella che viene descritta come una lotta tra il nord e il sud del continente europeo è una storia fatta, tanto per cambiare, di soldi. Il punto è che i Paesi Bassi offrono aliquote molto convenienti: lo conferma anche un recente rapporto di Tax Justice Network, un’associazione che da quasi 20 anni si occupa proprio di lotta ai paradisi fiscali e alla globalizzazione finanziaria.

I paesi più colpiti in Europa dall’epidemia di coronavirus sono anche quelli che nel tempo hanno perso più soldi a causa delle imposte sulle società applicate in Olanda. L’associazione parla di un buco da 10 miliardi nelle più grandi economie europee a vantaggio dei Paesi Bassi, «dove le aliquote delle imposte societarie possono essere inferiori al 5%».

«Invece che dichiarare i profitti nei paesi Ue in cui sono stati generati», spiega Tax Justice Network, «le società statunitensi hanno spostato miliardi di utili nel paradiso fiscale olandese». Riducendo così ogni anno le «cartelle fiscali di alcune importanti aziende statunitensi». “Vittime” di questo meccanismo sono la Francia, con una perdita di più di 2,7 miliardi di dollari «imposte sulle società nei Paesi Bassi», l’Italia, che perde (come anche la Germania) 1 miliardo e mezzo di dollari, mentre per la Spagna la perdita è di 1 miliardo.

I Paesi Bassi «hanno detto di essere disposti a donare un miliardo di euro (1,08 miliardi di dollari) al fondo» di solidarietà per far fronte alla ricostruzione necessaria per la crisi causata dalla pandemia. Peccato che, si legge nel report, «per ogni dollaro che i Paesi Bassi hanno raccolto dai profitti spostati delle società statunitensi, l’Ue nel suo insieme ne ha perso quasi 4 in termini di imposte dalle società».

«Le società statunitensi hanno registrato maggiori profitti solo nei Paesi Bassi rispetto al resto dell’UE, esclusi i paradisi fiscali sulle società di Irlanda e Lussemburgo. Tuttavia, la bassa aliquota fiscale effettiva dei Paesi Bassi e il suo uso frequente come condotto per lo spostamento degli utili verso altri paradisi fiscali delle società come le Bermuda, si traduce in un enorme trasferimento di ricchezza dall’Europa e nei conti bancari offshore delle società e degli individui più ricchi del mondo», spiegano dall’associazione.

«La pandemia di coronavirus ha messo in luce i gravi costi della cosiddetta” concorrenza fiscale tra i paesi», dice Alex Cobham, amministratore delegato della Tax Justice Network. «Per anni, i Paesi Bassi hanno provocato una corsa verso il basso all’interno dell’Ue, consegnando sempre più ricchezza e potere alle più grandi corporazioni e portandola via dagli infermieri e dagli operatori di servizio pubblico che oggi rischiano la vita in tutta Europa per proteggere la nostra».

La Tax Justice Network «esorta l’UE a smettere di tollerare il paradisi fiscale all’interno dell’UE, avvertendo che l’economia europea non può essere ricostruita» sopra a quella che definisce «botola economica».

In copertina ANSA/Alessandro Di Meo | Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, al lavoro nel suo ufficio della Farnesina, Roma, 10 aprile 2020.

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