Coronavirus, vandalizzano una scuola di Napoli e organizzano una grigliata in giardino. La preside: «Mariuoli incalliti»

Sono entrati nell’edificio e hanno portato fuori in giardino tavoli e sedie, acceso una brace e festeggiato il lunedì

Hanno pensato di festeggiare la Pasquetta nel cortile del complesso scolastico San Francesco al Rione Amicizia di Napoli. Sono entrati nell’edificio, hanno vandalizzato armadietti e altri arredi, poi hanno portato fuori in giardino tavoli e sedie, acceso una brace e festeggiato così il lunedì. Tutto per sfuggire alla quarantena imposta dai decreti del governo per contenere il contagio da Coronavirus. La notizia è stata riportata in un post scritto su Facebook da Ivo Poggiani, presidente del III Municipio, che ha pubblicato anche una foto dell’atto vandalico.


«Alla Preside, al personale scolastico, ai tanti genitori e residenti nel quartiere, alle associazioni che proprio nei mesi scorsi ci avevano dato una mano a dipingere, abbellire la scuola, organizzare attività con i bambini, posso solo dire che sto con voi – scrive il presidente Poggiani -. Una volta finito questo periodo torneremo a lavorare ancora di più per rendere quello spazio pubblico più sicuro e più accogliente per i tanti ragazzi del quartiere», conclude.

La reazione della preside

La preside della scuola Mena Nocera si è detta «amareggiata» per l’accaduto. E in un comunicato non ha usato mezzi termini rivolgendosi a chiunque abbia commesso il gesto, chiamandoli «mariuoli incalliti che devastano i pochi beni ancora disponibili nelle aule dei vostri figli». Nocera parla di «ladri di quart’ordine che pensano di trovare chissà quali tesori all’interno degli armadietti sistemati nelle aule». Affonda il colpo e li definisce «giovinastri che ne hanno fatto un diversivo di giornate annoiate alla ricerca di un brivido in nome del quale vandalizzano le nostre aule e gli arredi».

«Usurpano lo spazio pubblico e mettono a rischio anche la salute di tutti noi. Dei veri campioni! Credetemi, faccio fatica a collocarli, a censirli, anche a giudicarli», dice. «A voi sembra normale che una scuola possa essere oggetto di tali e tanti ripetuti attacchi solo perché non è dotata di raffinati sistemi anti intrusione, come se un cancello, una porta blindata, dei catenacci, non fossero di per sé già delle discrete difese? Pensate sia sufficiente inviare alla mia attenzione o alla responsabile del plesso foto che ritraggono gli abusi per essere a posto con i doveri propri di un comune cittadino? Per quanto ci riguarda, la scuola farà la sua parte ma, vi chiedo, il territorio, il Rione Amicizia, potrà dire di aver fatto lo stesso? Avrà fatto tutto quello che poteva per stringersi intorno al poco che è rimasto e proteggerlo?», conclude.

Il parere degli esperti:

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