Coronavirus, i numeri in chiaro. Pregliasco: «C’è ancora una circolazione in comunità del virus in tutte le regioni» – La videointervista

Il direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano ha analizzato gli ultimi dati dell’epidemia. Se ieri si erano registrati 2.972 nuovi casi postivi, il 15 aprile il numero è calato a 2.667

I dati pubblicati dalla Protezione civile il 15 aprile dicono che in Italia, attualmente, ci sono stati 165.155 casi di positività al Coronavirus: 38.092 guariti, 105.418 ancora infetti e 21.645 morti. Se nella giornata di ieri si erano registrati 2.972 nuovi casi positivi, oggi il numero è sceso a 2.667.

«Tutto sommato i dati sono positivi. L’aspetto che noto con più piacere è la riduzione consistente, che si ripete da 10 giorni in tutta Italia, del numero di terapie intensive. Questo spiega che l’azione di distanziamento sociale sta funzionando», spiega Fabrizio Pregliasco, epidemiologo e direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano.

«In lieve tendenza di decremento i contagi. I casi di decesso, ugualmente, sono in calo. Ma per quanto riguarda i morti stiamo ancora vivendo la coda del recente passato e dei guai avvenuti nelle regioni del Nord – afferma Pregliasco -. I dati lombardi sembrano tenere, e tiene soprattutto Milano: nello tsunami del contagio in Lombardia, che ha una peculiarità di diffusione anticipata, è molto importante che il capoluogo stia reggendo», aggiunge Pregliasco.

«Il dato negativo di oggi è che continuiamo a muoverci poco sotto i 3.000 nuovi casi giornalieri – sottolinea l’epidemiologo -. Ancora tutte le regioni contribuiscono a far crescere il numero dei nuovi casi, e ciò evidenzia una circolazione del virus in comunità: ci sono catene di trasmissione in ambito familiare, nelle attività lavorative che non si sono fermate e, purtroppo, nelle Rsa».

Il parere degli esperti:

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