Coronavirus e quarantena, cresce il numero delle donne che si rivolgono ai centri antiviolenza: 1.039 solo nel mese di aprile

Aumentano le segnalazioni raccolte dal numero antiviolenza e antistalking e dall’app 1522 per i mesi di marzo e aprile. Bonetti: «Da inizio dell’epidemia preoccupano le conseguenze per le categorie più fragili»

La quarantena da Coronavirus non frena la violenza sulle donne, anzi. Crescono i casi e le segnalazioni raccolte dal numero antiviolenza e antistalking come anche dall’app 1522 per i mesi di marzo e aprile 2020. I centri antiviolenza rilevano una crescita importante delle telefonate e dei contatti per segnalare episodi di violenza domestica e chiedere aiuto. Ad aprile le chiamate sono state 1.039 contro le 397 dello stesso periodo del 2019. Nel mese di marzo i contatti sono stati 716 mentre erano stati 670 nel marzo 2019. «È stata cruciale l’opera di informazione in questi mesi in cui si è costretti a restare in casa», ha detto la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti.

Le segnalazioni via chat a gennaio 2020 sono state in tutto 37 e a febbraio 50: questo evidenzia un fatto, e cioè che le donne preferiscono ancora il mezzo telefonico. Bisogna però considerare che con la campagna di comunicazione per l’app le segnalazioni via chat sono salite a 143 a marzo e a 253 nei primi 18 giorni di aprile. «Questi numeri sono un segno – spiega Bonetti – che ci dice l’emersione di un fenomeno purtroppo nascosto, difficile da contrastare proprio nella misura in cui più viene taciuto mentre si consuma nelle mura domestiche. Una delle nostre preoccupazioni ha sempre riguardato, dall’inizio dell’epidemia, le conseguenze che lo stare a casa avrebbe comportato per le categorie più fragili».

Per la ministra «l’opera di informazione che i media stanno svolgendo in queste ore è cruciale per diffondere il messaggio alle donne che ne hanno bisogno per salvare se stesse e i propri figli». Bonetti ha anche ricordato l’importanza dell’app Youpol della Polizia di Stato per la segnalazione di violenza domestiche, anche in anonimato, alle questure. Così come il sostegno della rete delle farmacie che, con l’accordo recentemente raggiunto con il dipartimento per le Pari Opportunità, si aggiungono come un presidio informativo fondamentale per l’accesso al 1522».

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