L’amore ai tempi del Coronavirus: anche New York dice sì ai matrimoni su Zoom

Con il prolungamento del lockdown in alcuni Stati americani si pensa anche al matrimonio “da remoto”. Ma gli Usa non sono l’unico esempio di questo tipo

C’è chi annulla, chi posticipa e chi, invece, sceglie di sposarsi online. La pandemia di Coronavirus ha cambiato anche questo rito religioso e civile, costringendo molte coppie a rivedere i loro programmi. Secondo un sondaggio di fine maggio del sito matrimonio.com, il 97% delle coppie interpellate in Spagna, Francia e Italia hanno deciso di rimandare. Ma nel mondo si fa strada anche una terza via: quella del matrimonio via Skype o su Zoom.


Il sì del Governatore Cuomo

L’ultimo “sì” è arrivato dal Governatore democratico dello Stato di New York, Andrew Cuomo. Dopo che il lockdown nel principale focolaio d’America (sono oltre 13mila i decessi da Covid) è stato posticipato a metà maggio, Cuomo ha emanato un decreto esecutivo che permette ai newyorchesi di ottenere da remoto, senza essere presenti fisicamente, la licenza per il matrimonio e che consente la celebrazione online dell’unione stessa attraverso piattaforme come Zoom o Skype.

Anche in Colorado e in Ohio i governatori hanno aperto ai matrimoni online. Una decisione che negli Stati Uniti, dove non esiste un sistema sanitario pubblico nazionale come quello italiano, potrebbe anche avere dei risvolti importanti per la salute dei cittadini, permettendo ai coniugi di beneficiare dell’assicurazione medica dei propri partner.

Ma gli Stati Uniti non sono l’unico Paese al mondo a imboccare questa strada. Negli Emirati Arabi, dove sono state introdotte ferree misure di contenimento, come il coprifuoco obbligatorio, e i morti da Covid sono attualmente 41 (dati John Hopkins), i cittadini e i residenti possono già sposarsi online. Dopo aver caricato i documenti richiesti su un sito web creato appositamente dal ministero della Giustizia, le coppie possono tenere una cerimonia virtuale, con tanto di testimoni, e sposarsi tranquillamente via Zoom.

Il parere degli esperti:

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