Coronavirus, decreto Maggio: nella maggioranza manca l’intesa su reddito di emergenza e su sostegno a fondo perduto alle imprese

Per il sostegno alla sanità e il rafforzamento dei Covid Hospital i fondi dovrebbero passare dai 2,5 miliardi originariamente previsti a oltre 3 miliardi

Ancora al lavoro sul decreto Aprile/Maggio, quello che alcuni giornali hanno cominciato a chiamare il decreto Cura Italia bis e che dovrebbe essere varato entro la settimana: 55 miliardi di misure economiche per fare fronte alla crisi causata dall’emergenza Coronavirus nella Fase 2 appena cominciata. Mentre su alcuni capitoli – quello dei trasferimenti a fondo perduto alle imprese o dello sblocco dei circa 12 miliardi di debiti della Pubblica amministrazione – l’esecutivo sembra aver trovato l’accordo, per altri la sintesi sembra ancora lontana.


Di certo nella notte tra il 3 e il 4 maggio il primo round è andato in scena con un lungo vertice notturno a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, il sottosegretario Riccardo Fraccaro, i capi delegazione e i responsabili economici dei partiti di maggioranza. Ora il secondo round è atteso per le 18, quando il premier incontrerà i sindacati per un confronto sulle misure economiche del nuovo decreto. L’appuntamento con Confindustria, invece, è per domani mattina.

In serata probabilmente è previsto un nuovo vertice tra Conte, Gualtieri, la maggioranza e i tecnici al lavoro sulle bozze. Dal vertice notturno non sarebbe stata definita una cifra, ma per il sostegno alla sanità e il rafforzamento dei Covid Hospital i fondi dovrebbero passare dai 2,5 miliardi originariamente previsti a oltre 3 miliardi.

Manca l’intesa

Tanti i nodi: dal vertice notturno emerge il braccio di ferro sulle norme per il sostegno alle imprese, incluse ricapitalizzazioni con risorse pubbliche e stanziamenti a fondo perduto: in particolare il confronto è sul ruolo che dovrà ricoprire lo Stato. Sintesi e decisioni sarebbero state rimandate alla fase successiva agli incontri con le parti sociali. Anche perché a ballare sarebbero anche gli importi definitivi messi sul piatto.

Resta irrisolto nel governo anche il nodo del Reddito di emergenza, con un confronto molto acceso: da un lato Partito democratico e Italia Viva, che optano per una misura una tantum, non strutturale, e dicono no quindi all’approccio voluto dal Movimento 5 Stelle nell’attuale formulazione di quel passaggio nelle bozze, per il sostegno ai redditi più bassi «a decorrere da maggio 2020» per alcuni mesi.

Ufficio Stampa Palazzo Chigi/Filippo Attili/ANSA | Giuseppe Conte in videoconferenza con i leader del G20 da Palazzo Chigi, Roma, 26 marzo 2020.

Alta la tensione anche rispetto alle risorse per le famiglie: «Le ritengo del tutto insufficienti per rispondere alle reali esigenze delle famiglie, tuona oggi la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti Tgcom.24 ai microfoni di Paolo Liguori durante ‘Fatti e Misfatti‘. La mia richiesta non è stata accolta, non sono stati stanziati sufficienti soldi».

Irregolari

A proposito di ministre renziane, sul tavolo del governo anche il richiamo della titolare dell’Agricoltura, Teresa Bellanova che ha chiesto di mettere nel decreto aprile-maggio la regolarizzazione dei migranti irregolari. «Braccianti irregolari che lavorano nei nostri campi. Donne che stanno nelle nostre famiglie come badanti e sono in nero. Chiedo che siano regolarizzati subito con permessi di soggiorno temporanei di sei mesi rinnovabili per altri sei mesi», aveva detto pochi giorni fa la ministra renziana.

A quanto si appende , il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano è a favore dell’inserimento nel Decreto maggio non solo dei lavoratori del settore agricolo ma anche di colf e badanti e per regolarizzare anche i lavoratori italiani di questo settore. Provenzano sta incontrando la ministra degli Interni Luciana Lamorgese e quella al lavoro Nunzia Catalfo per cercare un accordo sul tetto da portare in consiglio dei ministri a metà settimana.

Pronta la risposta del leader dell’opposizione Matteo Salvini. «Con tutte le difficoltà che abbiamo, di lavoro, di risparmio, di mutuo, il governo sta lavorando a una maxisanatoria di immigrati clandestini. Il Tg1 non ha detto niente, lo stesso il Tg La7, il Tg4 niente». Affonda il leghista su Fb. La ministra Bellanova «parlava di 600mila immigrati da sanare per decreto. Follia, e ora pare che al governo stanno facendo il mercato degli schiavi, 300mila, 400mila…follia. Vedremo di impedirlo in ogni maniera, dentro e fuori il Parlamento».

ANSA/Riccardo Antimiani | La ministra delle Politiche Agricole e Forestali Teresa Bellanova durante la conferenza sulla promozione del Made in Italy, Ministero degli Affari Esteri, Roma, 3 marzo 2020.

Trasporti

«Il decreto Maggio prevede incentivi sia per l’acquisto sia per lo sharing di monopattini e bici, compresi quelli elettrici». A raccontarlo stamane, 5 maggio, in un’intervista a la Repubblica è la ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli. «Per le biciclette è previsto fino a un massimo di 500 euro. Ma non verrà calcolato per soglie di reddito: ci sarà un rimborso dopo l’acquisto. È un meccanismo già sperimentato. E ai comuni daremo soldi e regole per realizzare piste ciclabili temporanee, dove potranno circolare solo due ruote non a motore».

Piste solo per biciclette dunque: una marcia indietro dell’esecutivo – che aveva inizialmente annunciato «bike lanes aperte anche ai mezzi a motore» come prima risposta emergenziale alla mobilità della “fase 2” nelle città, dopo una netta levata di scudi delle associazioni impegnate per la mobilità sostenibile: una lettera collettiva, firmata da 31 sigle tra cui Salvaiciclisti, Legambiente, Fiab, Kyoto Club, Fondazione Scarponi, Consulta Bici di Bologna, Alleanza Mobilità Dolce, che definiva «pericolosa e mortale per la mobilità ciclistica la proposta annunciata dalla ministra».

Un’ipotesi definita «sbagliata in quanto pericolosa per il concreto rischio di aumentare gli incidenti» anche da Paolo Magri, presidente di Ancma Confindustria, l’associazione dei produttori di cicli e motocicli.

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