Dl Rilancio, slitta (ancora) il consiglio dei ministri. Gualtieri: «Norme per accelerare la cig in deroga». Nella bozza reddito d’emergenza fino a 800 euro

La firma dovrebbe arrivare entro domani mattina. Tra le varie misure anticipate ci sono anche degli aiuti al settore dello sport e un bonus per gli operatori sanitari

Il Governo è al lavoro per finalizzare il decreto “Rilancio” per far ripartire l’economia italiana dopo due mesi di lockdown a causa del Coronavirus. Inizialmente previsto per il pomeriggio, slitta ancora (a domani) il pre-Consiglio dei ministri e il Cdm vero e proprio per definire gli ultimi dettagli di quello che era nato come “decreto Aprile”, poi slittato a maggio. Un maxi-provvedimento da 258 articoli con il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e incentivi a fondo perduto per le imprese. Il pre-Consiglio previsto alle 17 di oggi è slittato alle 11 di domani e, nel pomeriggio, si terrà il Consiglio per l’ok definitivo al decreto.

Gualtieri a Che tempo che fa

«Ci saranno dei ristori a fondo perduto per tutte le imprese fino a 5 milioni di fatturato», dice in serata il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri parlando a Che Tempo che fa. «Si arriverà fino a 62mila euro possibili», che verranno dati alle imprese «con bonifico» da parte dell’Agenzia delle entrate, spiega ancora Gualtieri. «Sulla liquidità stiamo migliorando, i numeri sono incoraggianti, ma vogliamo fare più e chiediamo un impegno maggiore al sistema bancario».

Sulla cassa integrazione «abbiamo fatto un intervento massiccio, abbiamo stanziato a marzo risorse per coprire tutta la cig per tutti lavoratori, dice il titolare dell’economia. Molti la stanno prendendo ma alcuni milioni no e questo riguarda la cig in deroga» che è una procedura regionale che prevede «una serie di passaggi e che si è rivelata troppo lunga. Non va bene, e abbiamo chiesto all’Inps di preparare delle norme che saranno nel decreto per accelerare queste procedure».

«Abboneremo il saldo e acconto dell’Irap» di giugno. Le medie imprese, con il decreto Rilancio, avranno anche «incentivi fiscale e misure di sostegno da parte dello Stato alla ricapitalizzazione, un meccanismo un po’ complesso ma estremamente incisivo». Un’aggiunta decisa oggi, spiega il ministro, «anche per effetto di questa discussione in corso per dare aiuto maggiore a questa fascia di imprese».

I nodi da sciogliere

Turismo, fisco, i rigurgiti del caso Bonafede: sono soprattutto i nodi politici a frenare l’iter che dovrebbe portare all’ok del Consiglio dei ministri al decreto rilancio, che potrebbe comunque concretizzarsi nella giornata di domani. Ed è Italia Viva, nella riunione-fiume di maggioranza a Palazzo Chigi – ancora in corso – con il premier Giuseppe Conte, ad alzare la posta. Chiedendo, innanzitutto, una eliminazione almeno parziale dell’Irap che nella strategia del premier non è prevista visto che, come lui stesso ha spiegato nell’intervista al Corsera, non considera questo come il momento opportuno per la riforma del fisco.

A prescindere dalla partita sulle regolarizzazioni degli stagionali – che neanche figurano nella bozza del decreto circolata in queste ore – sono diversi gli argomenti su cui Iv starebbe puntando i piedi. Ad esempio, il bonus per il turismo, su cui – raccontano fonti di maggioranza – sarebbe
emerse una diversità di veduta tra i renziani e il capo delegazione del Pd Dario Franceschini.

E poi c’è il Reddito di emergenza, sul quale il M5S non ha intenzione di fare neanche mezzo passo indietro ma che resta, per così dire, poco digeribile all’universo renziano, concentrato più sugli aiuti alle imprese. E tutto ciò a poche ore dal Cdm sul dl con cui Alfonso Bonafede ha posto una stretta per le scarcerazioni che, evidentemente, in Iv non ha sciolto ancora i dubbi sull’operato del Guardiasigilli. Si tratta di nodi politici che non precluderebbero la convocazione del Cdm domani, scrive l’Ansa.

Nelle prossime ore Conte potrebbe essere chiamato a trovare una quadra anche sulla task force guidata da Vittorio Colao. Dall’ex Ceo della Vodafone arrivano infatti nuovi malumori. «Io non sto qui per fare brutte figure», avrebbe detto di recente Colao ad alcuni suoi collaboratori.

La bozza del decreto Rilancio

Mascherine

Una prima misura riguarda i dispositivi di protezione. Per cercare di renderle più accessibili il Governo avrebbe deciso di abolire nel 2020 l’Iva su mascherine, gel disinfettanti, camici, guanti, termometri e tutti gli altri dispositivi anti-Coronavirus. La norma vale anche per i ventilatori polmonari per la terapia intensiva e per gli strumenti per la diagnostica, come i tamponi.

Premio per gli operatori sanitari

Sono stati chiamati “eroi” per il lavoro svolto coraggiosamente dall’inizio della pandemia e adesso il Governo intende premiarli. In arrivo un bonus fino a 1.000 euro per tutti gli operatori sanitari, medici, infermieri, tecnici in prima linea contro il Covid. Nella bozza è anche previsto un incremento di fondi della contrattazione integrativa per riconoscere un premio a tutto il personale sanitario dipendente delle aziende e degli enti del Servizio sanitario.

Reddito di emergenza

Il reddito di emergenza, destinato alle famiglie che non beneficiano di altri sussidi con un limite di Isee di 15mila euro, dovrebbe essere distribuito in due quote tra 400 e 800 euro per ciascuna famiglia. La domanda andrà presentata entro la fine di giugno e sarà l’Inps a gestirlo.

Credito d’imposta

Per aiutare le aziende invece è previsto un credito d’imposta dell’80% per un massimo di 80 mila euro da spendere in investimenti necessari per riaprire in sicurezza. Si va dagli interventi edilizi, per il rifare gli spogliatoi e le mense, alla realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni e l’acquisto di tecnologie per l’attività lavorativa e apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti.

Altro credito di imposta fino al 60% è previsto per le spese di affitto delle imprese con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro, riservato a chi ha subito almeno il dimezzamento del fatturato e dei corrispettivi ad aprile 2020. Il credito per le strutture alberghiere è previsto indipendentemente dal volume d’affari.

Turismo

È previsto anche un credito vacanze fino a 500 euro per le famiglie con un reddito Isee non superiore ai 35mila euro. Il bonus scende a 300 euro per le famiglie da 2 persone e a 150 euro per i singoli. Partirà dal 1 luglio e sarà valido – al 90% sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto e per il 10% come detrazione di imposta – fino al 31 dicembre 2020.

Alitalia

Nella bozza non ci sarebbe alcun riferimento esplicito alla compagnia aerea di bandiera ma le norme per il trasporto aereo sono le stesse indicate nei giorni scorsi per Alitalia dal ministro dello sviluppo economico Patuanelli: si parla di una “newco” controllata interamente dal Tesoro o da una società prevalentemente a controllo pubblico per la quale il minstero economia e finanze può partecipare con 3 miliardi per il 2020.

Sport

È previsto anche un fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale. Dovrebbe essere di almeno 20 milioni di euro per il 2020, 40 milioni per i 2021 e 20 milioni per il 2022. Al fondo dovrebbe essere destinata una quota della raccolta da scommesse relative a eventi sportivi di ogni genere fino al 31 luglio 2022 (non è ancora chiaro se pari o inferiore all’1% del totale).

In copertina ANSA/ Ufficio Stampa Palazzo Chigi/ Filippo Attili| Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri durante una conferenza stampa a palazzo Chigi a Roma, 11 marzo 2020.

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