Boccia bocciato: no dalla maggioranza agli «assistenti civici». La ministra Catalfo: «Perplessa». Dal Viminale: «Noi non informati»

A nulla è servita la precisazione del Ministero degli Affari Regionali: «Saranno volontari, non ronde»

La “carica dei 60 mila“, appena annunciata, è stata già subissata da critiche da ogni parte: sia all’interno della stessa maggioranza che nell’opposizione. A nulla è servita la precisazione del Ministero degli Affari Regionali: «Saranno volontari, non ronde», in merito ai compiti degli “assistenti civici” voluti dal ministro Boccia, che dovrebbero aiutare a gestire la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus.

L’iniziativa sembra essere bocciata anche dal Viminale che denuncia di non essere stato informato dal Ministero. Ha detto di essere «perplessa» anche la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo. «A breve avrò una riunione con il premier Giuseppe Conte e i ministri competenti, per agli Affari regionali e dell’Interno, Francesco Boccia e Luciana Lamorgese proprio per affrontare il tema», ha detto la ministra.

Critiche dalla maggioranza

L’ultimo a intervenire sulla questione è Gianluca Castaldi, sottosegretario grillino ai Rapporti con il Parlamento. «La fuga in avanti di Francesco Boccia sui 60mila #assistenticivici non mi convince. E non convince il #M5S. Per noi i cittadini devono controllare quello che fanno i politici, non quello che fanno altri cittadini: auspico passo indietro del ministro e confronto con tutta la maggioranza», ha twittato.

Ma anche dal Pd criticano l’iniziativa: «Se apri i locali nei luoghi dove ci sono i locali le persone ci vanno. Se non vuoi che ci vadano o vuoi che ci vadano in numero limitato, organizzi prima afflusso, modalità e controlli. Non servono assistenti civici. Servono ministri che facciano i ministri e amministratori che facciano gli amministratori. Non una schiera di influencer che commentano indignati le foto del giorno», scrive Matteo Orfini.

Ritwittato a sua volta da Matteo Renzi, leader di Italia Viva. Pensiero condiviso anche da un altro esponente sempre di Italia viva, Gennaro Migliore.

Mentre nel Pd, l’iniziativa non convince nemmeno il senatore Dario Stefano: «Non è condivisibile l’idea di 60 mila volontari per controllare i comportamenti sociali. È compito delle forze di polizia controllare e sanzionare eventuali scorrettezze. Per assicurare un’estate tranquilla, servono pianificazione, prenotazioni e organizzazione dei luoghi e dei locali attraverso protocolli ragionevoli». Mentre Tommaso Nannicini (sempre Pd) scrive: «Abbiamo bisogno di professionisti del bene comune e del welfare di comunità, non di vigilantes, sotto le spoglie di assistenti civici. Prima di lanciare programmi improvvisati torniamo a investire seriamente su servizio civile, volontariato e terzo settore».

Dall’opposizione

«Che strana la sinistra italiana. Da sempre contro le “ronde” di cittadini disarmati per controllare parchi giochi e quartieri dove giocano i nostri figli, adesso con la scusa del virus inventa “assistenti civici” per controllare cosa fanno gli Italiani», twitta Matteo Salvini.

Attacchi ancora più duri dall’opposizione. «Cos’è la versione grillo-piddina dei guardiani della rivoluzione? Credo veramente che si stia esagerando. La deriva autoritaria alla quale stiamo assistendo sta assumendo contorni grotteschi ma non per questo meno pericolosa di ogni altra deriva liberticida. Al governo consiglio di non tirare troppo la corda perché gli italiani sono stanchi e arrabbiati», ha detto Giorgia Meloni.

«Ci mancavano gli ‘ausiliari del Covid’, la goffa Guardia civica composta da assistenti civici reclutati tra cassa integrati e percettori del reddito di cittadinanza ai quali verrà richiesto di effettuare controlli anti contagio e di ‘dimostrare senso civico’. Chiamiamo le cose con il loro nome: è l’ennesima pagliacciata di un governo che ritarda il futuro e insegue il presente. Una domanda tra le tante… che fine ha fatto la App Immuni con la quale ci avete assillato per mesi come precondizione per l’avvio della Fase 2? Ah saperlo..», dice Giorgio Mulé,  Forza Italia.

Viminale: Noi non informati

L’iniziativa sembra non convincere nemmeno Luciana Lamorgese. «Le decisioni assunte, senza preventiva consultazione del ministero dell’Interno, per l’istituzione della figura degli “assistenti civici” in relazione alle misure di contrasto e di contenimento della pandemia Covid-19, non dovranno comportare compiti aggiuntivi per le prefetture e per le forze di polizia già quotidianamente impegnate nei controlli sul territorio», fanno sapere fonti del Viminale.

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