Juve-Napoli, la lettera di De Laurentiis: «Partire per Torino sarebbe una violazione delle norme sanitarie»

Il presidente del Napoli scrive a tutte le parti in causa, spiegando che giocare la partita avrebbe comportato «le responsabilità previste dalla legge a carico dei contravventori» delle norme che regolano la sicurezza sanitaria

Non c’erano alternative: il Napoli, dopo la scoperta del secondo caso di positività al Coronavirus in squadra, quello del centrocampista Eljif Elmas, ha dovuto rinunciare alla trasferta all’Allianz Stadium di Torino. Lo spiega il presidente della società partenopea Aurelio De Laurentiis in una lettera indirizzata a Lega Serie A, Figc e Juventus. Giocare la partita, come nelle intenzioni dei bianconeri e seguendo le indicazioni della Lega, avrebbe portato i giocatori del Napoli a violare le disposizioni dell’Asl e delle autorità sanitarie regionali.


Nella lettera spedita ieri, 3 ottobre, De Laurentiis ripercorre la procedura seguita dalla sua società: arrivato l’esito del tampone di Elmas, secondo caso in squadra dopo Piotr Zieliński, il Napoli «ha immediatamente informato la competente Asl territoriale – sottolineando che si tratta – dell’unico soggetto deputato all’adozione delle misure di profilassi ai fini di interrompere la catena di trasmissione del virus». L’azienda sanitaria ha così ordinato «l’isolamento fiduciario per 14 giorni per venti tesserati, di cui sedici calciatori».

Le risposte delle autorità regionali competenti

In un’altra richiesta di precisazioni, proprio per evitare di incorrere nelle sanzioni della Lega Serie A, l’Asl ha ribadito che non sarebbe stata fatta «alcuna eccezione – all’isolamento dei giocatori -, evitando anche di abbandonare il territorio nazionale»: disposizione impartita ai giocatori stranieri della società convocati nelle rispettive nazionali. De Laurentiis rimarca il fatto che, decidendo di partire per Torino, i contatti stretti dei positivi Elmas e Zieliński sarebbero entrati a loro volta «in contatto con il personale dell’aeroporto, l’equipaggio del volo, il personale dell’hotel, oltre che i tesserati e addetti di Juventus».

Sollecitando ulteriori chiarimenti, alle 18.25 di ieri il Napoli ha ricevuto un’ulteriore prescrizione da parte del Gabinetto della Regione Campania: l’isolamento «comporta l’obbligo di rimanere nel proprio domicilio con divieto di allontarvisi per 14 giorni dall’ultimo contatto intercorso. Per quanto di competenza, si comunica pertanto che i soggetti destinatari della nota Asl di data odierna sono tenuti a non allontanarsi dal domicilio comunicato». La squadra partenopea si è attenuta alla disposizioni arrivate dalle autorità competenti.

Le responsabilità previste dalla legge

Non avrebbe potuto fare altrimenti poiché, come lo stesso De Laurentiis ricorda nella lettera, «la partenza per Torino rappresenterebbe una violazione del provvedimento dell’autorità locale competente per la sicurezza sanitaria, nonché delle vigenti norme statuali in materia, con le conseguenti responsabilità previste dalla legge a carico dei contravventori». Il presidente sostiene anche che la fattispecie rientri nei «fatti salve» che delegano alle autorità statali e locali la risoluzione delle casistiche relative al campionato di calcio durante la pandemia.

Il Napoli, attraverso la missiva del presidente, ha chiesto dunque già da ieri il rinvio della gara in programma per questa sera alle ore 20.45. La Lega Serie A, al momento, non ha accolto la richiesta e la Juventus ha già annunciato che scenderà in campo regolarmente. Se le cose non dovessero cambiare nelle prossime ore, il Napoli perderebbe uno dei match più importanti del calendario per 0-3.

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