Verso il lockdown di Natale sulla spinta tedesca: i tre scenari sul tavolo del governo per chiudere tutto, anche dal 24 dicembre al 6 gennaio

Saranno gli esperti del Cts a illustrare i rischi legati ai diversi scenari in fase di valutazione. La certezza è che per le feste natalizie arriverà una stretta per provare a contenere la terza ondata di contagi prevista a gennaio

La chiusura all’ultimo minuto per le feste natalizie è sostanzialmente decisa, dopo il vertice di governo di ieri sera, 13 dicembre. A stabilire i dettagli sarà il parere decisivo degli esperti del Cts, che stamattina dovranno illustrare possibilità e rischi legati a sostanzialmente tre scenari possibili, con lo spettro della terza ondata di contagi di Coronavirus a imporre l’attenzione massima.


La scansione quotidiana dei dati ancora alti, accompagnati dalle scene di assembramenti per le strade dello shopping e non ultima la stretta della Germania che ha deciso il lockdown duro per le prossime tre settimane, diventano una miscela esplosiva capace di accelerare la spinta rigorista nel governo, con l’ipotesi sempre più concreta di una chiusura quasi totale dal 24 dicembre al 6 gennaio.

Ministri come quello della Salute, Roberto Speranza, e degli Affari regionali, Francesco Boccia, non fanno segreto di voler seguire l’esempio tedesco. D’altronde un reset di almeno tre settimane durante le feste natalizie era un’ipotesi già circolata da tempo, almeno da quando in Italia l’aveva rilanciata Andrea Crisanti, che invocava la necessità di interrompere la trasmissione dei contagi con una chiusura drastica, dopo che tracciamento e monitoraggio erano andati a farsi benedire.

L’esecutivo valuta ora tre scenari, come riportano la Repubblica e La Stampa, tutti e tre rigidissimi:

  • Scenario 1: zona arancione nazionale dal 24 dicembre al 1 gennaio. Prevista quindi la chiusura di bar e ristoranti anche a pranzo e lo stop all’uscita dal proprio comune;
  • Scenario 2: zona rossa nazionale nei giorni prefestivi e festivi, quindi dal 24 al 27 dicembre, dal 31 dicembre al 3 gennaio e dal 5 al 6 gennaio. Chiudono quindi anche i negozi, oltre a tutte le attività non essenziali. Stop alle uscite di casa se non per i motivi previsti dal Dpcm, cioè salute, lavoro e necessità comprovata;
  • Scenario 3: zona arancione nazionale dal 24 dicembre al 6 gennaio, con il rafforzamento del coprifuoco che partirebbe dalle 20, se non addirittura dalle 18.

Gli spostamenti tra i comuni

Restano in ballo le deroghe sugli spostamenti tra piccoli comuni, come dovrebbe essere votato in Parlamento mercoledì 16 dicembre. L’ipotesi consolidata nella maggioranza è di concedere l’uscita dal comune nei giorni festivi per chi abita nei centri sotto i 5 mila abitanti, con spostamenti che non dovrebbero prevedere viaggi oltre i 30 km.

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