Campania, è guerra di ordinanze. De Luca: «La regione resta arancione». De Magistris: «Conflitto istituzionale gravissimo»

di Redazione

Ristoratori in piazza bloccano il traffico contro l’ordinanza del governatore, che lascia la regione in zona arancione (sarebbe passata per pochi giorni in zona gialla con la scadenza dell’ordinanza del ministro Speranza)

Guerra di ordinanze in Campania. Sullo sfondo le scene di assembramento e folla per le vie del centro di Napoli in particolare per lo shopping natalizio. Il sindaco Luigi de Magistris annuncia in serata all’Ansa che si appresta a revocare l’ordinanza, firmata stamane, in cui individuava alcune strade e piazze del capoluogo campano che le forze dell’ordine avrebbero potuto chiudere, dalle 20 alle 23, in caso di assembramenti per combattere i contagi da Coronavirus.


L’ordinanza di De Magistris «era stata emessa in vista del rientro della Campania da domani in zona gialla», spiega il primo cittadino raggiunto dall’Ansa. «Abbiamo lavorato tutta la mattina al provvedimento per aiutare la ripresa economica ed evitare il rischio di assembramenti, poi è arrivata l’ordinanza del presidente Vincenzo De Luca che ci mantiene in zona arancione. Tutto ciò denota mancanza di rispetto nei confronti di sindaci, prefetti e forze dell’ordine cui poi viene chiesto di controllare il territorio».


In giornata, nel quartiere collinare del Vomero, meta dello shopping, ma anche in via Toledo e in centro, non sono mancate scene di assembramenti e di caos, con strade bloccate e panico da traffico. La Campania resta com’è, ha prima annunciato, poi messo nero su bianco in un’ordinanza il governatore campano Vincenzo De Luca. «Vengono confermate, spiega il governatore, le limitazioni previste dalla zona arancione». Nell’ordinanza infatti sono previste le misure di prevenzione e contenimento del contagio da Covid-19, con il divieto per i bar e gli altri esercizi di ristorazione, dalle 11 del mattino, di vendita con asporto di bevande alcoliche e non alcoliche.

«La Campania non cambia colore, rimane come è adesso: arancione. Fino al 24 , poi si adottano le misure anti-Covid nazionali», dice De Luca. L’ordinanza regionale interviene alla scadenza di quella del ministro della Salute Roberto Speranza che aveva contrassegnato fino a questo momento la Campania come zona di pericolo più elevato.

Giunta Regionale della Campania – Ordinanza n° 98 del 19 dicembre 2020

«Quello che è accaduto nelle ultime 24 ore in Campania denota una totale mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini», attacca De Magistris. «Non è possibile che dopo ore e ore di incontri e di tavoli tra Governo e Regione non si mettano d’accordo se Napoli debba essere gialla o arancione. Stiamo assistendo a un conflitto istituzionale gravissimo e in mezzo ci sono i cittadini che sono vittime e lo sono in particolare i ristoratori, gli imprenditori, i commercianti».

La barricata dei ristoratori

ANSA/Cesare Abbate | Un blocco stradale è in corso sul lungomare di Napoli, nella zona di piazza Vittoria, da parte di alcune decine di ristoratori e pizzaioli che contestano la decisione del governatore De Luca di mantenere la Campania in fascia arancione anziché in quella gialla, Napoli, 19 dicembre 2020.

Alla notizia dell’ordinanza di De Luca molti ristoratori sono scesi in piazza per protestare contro la decisione di restare in zona arancione: una decisione che impedisce l’apertura a pranzo da domani del settore con servizio ai tavoli. E molti ristoratori si erano preparati tra spesa e altro per questo momento. Più di un centinaio di manifestanti hanno allestito una barriera su via Caracciolo a Napoli, bloccando il traffico.

In copertina ANSA/Cesare Abbate | Un blocco stradale è in corso sul lungomare di Napoli, nella zona di piazza Vittoria, da parte di alcune decine di ristoratori e pizzaioli che contestano la decisione del governatore De Luca di mantenere la Campania in fascia arancione anziché in quella gialla, Napoli, 19 dicembre 2020.

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