Promemoria sul Natale in zona rossa: quali negozi sono aperti, come fare gli auguri a casa di amici e parenti, quando scatta il coprifuoco

di Felice Florio

La vera novità di questo lockdown natalizio è che, a differenza della scorsa primavera, le deroghe, come quelle delle visite agli amici o delle messe, permettono comunque una certa mobilità

Ieri, 24 dicembre, la zona rossa uguale per tutta l’Italia è stata interpretata in modi diversi: le immagini di alcuni centri cittadini popolati di gente, contrapposte ai video di piazze e arterie stradali deserte, hanno restituito l’idea della complessità delle misure adottate per le festività. O forse, dell’insofferenza di parte della popolazione alle variegate restrizioni che, nel corso del 2020 ormai agli sgoccioli, si sono alternate senza soluzione di continuità. Le stesse misure per l’emergenza Coronavirus della Vigilia, valgono oggi, giorno di Natale, il 26 e il 27 dicembre. Ecco un promemoria di cosa si può fare e ciò che, invece, è passibile di sanzioni.


Le attività commerciali

A differenza del primo lockdown primaverile, in questi giorni di zona rossa restano aperte più attività commerciali. Si tratta di alimentari, farmacie, parafarmacie, tabaccai, edicole, librerie, parrucchieri e lavanderie. Devono tenere le saracinesche abbassate, invece, negozi di abbigliamento, gioiellerie e centri estetici. I bar e i ristoranti possono tenere accesi fornelli e macchine del caffè: se è vietato fare servizio al tavolo, ai cittadini è consentito recarsi negli esercizi di ristorazioni per acquistare cibo da asporto. È prevista, inoltre, la consegna a domicilio dalle 5 alle 22.


Il coprifuoco e l’eccezione per le onlus

Il delivery di cibo si adegua, appunto, all’orario previsto dal coprifuoco nazionale: dalle 5 alle 22 è interdetta l’uscita dalla propria abitazione, ad eccezione delle comprovate esigenze, siano esse lavorative, di salute o di natura emergenziale. Anche in questo caso sono state concesse alcune deroghe: secondo la circolare del Viminale, firmata dal capo di Gabinetto Bruno Frattasi, sono «consentiti, senza limiti di orario – gli spostamenti di chi svolge – attività assistenziali, nell’ambito di un’associazione di volontariato, anche in convenzione con enti locali, a favore di persone in condizioni di bisogno o di svantaggio».

Le visite ad amici e parenti

Ad ogni modo, per spostarsi bisognerà essere muniti di autocertificazione o compilarla, qualora non si abbia la possibilità di stamparla, in presenza delle forze dell’ordine. La novità delle festività natalizie rispetto ai lockdown applicati nei periodi precedente consiste in due deroghe particolari. La prima riguarda la possibilità di giocarsi uno spostamento al giorno, andata e ritorno dalla propria abitazione, per far visita, in massimo due persone, ad amici o parenti.

Le messe

A scanso di equivoci, è giusto ricordare che il coprifuoco inizia alle 22, quindi bisogna essere nel proprio domicilio entro quell’ora e non trovarsi per strada per rientrarvi. Inoltre, sempre dalla circolare del Viminale, si apprende che «l’accesso ai luoghi di culto e la partecipazione alle funzioni religiose restano comunque consentite – e – anche in questi casi troveranno applicazione i limiti orari imposti dal cosiddetto coprifuoco». Tanto per partecipare alle funzioni religiose quanto per le visite ad amici e parenti, bisognerà compilare il modulo dell’autocertificazione nello spazio relativo ai «motivi ammessi dalle vigenti normative».

Sport e norme generali

Si potrà svolgere attività motoria e sportiva individuale in prossimità della propria abitazione e rispettando la distanza interpersonale di un metro. Vietato, invece, ogni tipo di feste ed eventi nei locali pubblici e privati. Resta sempre consentita la visita a casa di parenti non autosufficienti, il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Recarsi nelle seconde case, invece, è permesso qualora esse si trovino all’interno dei confini regionali. Come deterrente per far rispettare le misure di contenimento del Coronavirus, il governo ha previsto sanzioni da 400 a 1.000 euro per i trasgressori delle norme sopracitate.

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