Dpcm, ecco le indicazioni del Cts: «Giro di vite nelle zone gialle e chiusure nel weekend come a Natale»

Il Comitato tecnico scientifico chiede anche l’inasprimento delle misure in zona rossa. Ora la palla passa al governo

Il Comitato tecnico scientifico (Cts) chiede la stretta. In occasione della riunione odierna, volta a discutere un rafforzamento delle misure anti-Covid per far fronte all’aumento dei contagi, gli esperti hanno stilato una serie di indicazioni, trasmettendole al governo, che ora dovrà decidere se e come recepirle. Tra queste, spiccano l’inasprimento delle misure nelle zone in fascia gialla e l’imposizione di chiusure nel fine settimana sul modello di quanto avvenuto durante le vacanze di Natale. Inoltre, il Cts chiede che nelle zone rosse venga previsto il massimo delle restrizioni per limitare gli spostamenti delle persone nelle aree di maggiore contagio.


Weekend come a Natale, confermato modello Codogno

Gli esperti del Comitato tecnico scientifico non hanno dubbi sulla necessità di rendere ancora più rigide le misure restrittive per tutte le fasce di colore. La zona gialla verrà rafforzata da nuove regole mirate soprattutto a ridurre i contatti tra le persone. Le zone rosse invece seguiranno il modello Codogno: misure ancora più stringenti di adesso con confinamenti, chiusure durante i fine settimana, così come è successo durante le vacanze natalizie. Uno dei principali obiettivi è quello di ridurre il tasso di incidenza: il numero di casi di Covid 19 su 100mila abitanti. Solo così si potrà riconquistare la capacità di tracciamento di contagi e contatti stretti ormai da tempo perduta.

«Estendere vaccinazioni a più persone possibili»

Le restrizioni non potranno essere l’unico strumento per uscire dalla terza ondata di contagi. Il Cts ha invitato il governo Draghi a estendere le vaccinazioni «a più soggetti possibili e nel più breve tempo possibile». Arginare la diffusione dei contagi con l’immunizzazione dei cittadini è secondo gli esperti la strategia da dover adottare in parallelo alle misure anti Covid. Un piano su cui anche il virologo Crisanti aveva espresso poche ore fa parere favorevole, definendo «i provvedimenti sul tavolo del Cts la direzione giusta per spegnere la trasmissione». Le varianti continuano a correre e l’altro nodo fondamentale su cui il Comitato ha esortato il governo è proprio quello del sequenziamento: analizzare in laboratorio più campioni possibili di virus presente nei positivi permetterà di individuare in modo tempestivo le mutazioni.

Sileri: «No a lockdown generalizzato»

A mostrarsi favorevole a una strategia localizzata è anche il vice ministro della Salute, Pierpaolo Sileri. «Se chiedete la mia posizione su un lockdown nazionale, penso che adesso non serva qualcosa di generalizzato. Vanno guardati i dati di settimana in settimana» ha detto il vice ministro supportando l’idea di un «rafforzamento localizzato». Mentre le vaccinazioni «vanno avanti», il vice ministro invita il governo a valutare azioni il più possibile «chirurgiche e di differente ampiezza a seconda delle aree a rischio».

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