Il monitoraggio dell’Iss: indice Rt stabile a 1,16. Aumentano le Regioni oltre la soglia d’allarme delle terapie intensive: ora sono 13

Aumentano i ricoveri anche in area non critica, che raggiungono la soglia critica del 40%

L’indice Rt nazionale, il parametro che indica la trasmissibilità del Coronavirus, resta a 1,16, lo stesso valore riscontrato nel monitoraggio della scorsa settimana. Ma ad aumentare, e a preoccupare, è l’incidenza a livello nazionale, che questa settimana si attesta a 264 casi ogni 100 mila, superando quindi la soglia dei 250 casi ogni 100 mila italiani, e aumentando rispetto alla settimana precedente, in cui si attestava a 225,64. L’aumento è riconducibile alla «prevalenza di alcune varianti virali a maggior trasmissibilità». Indicatori che, a detta degli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute, impongono «il massimo livello di mitigazione possibile» e il mantenimento della «drastica riduzione delle interazioni fisiche tra persone e della mobilità».


16 Regioni con l’Rt sopra a 1: i valori più alti in Campania, Piemonte e Friuli Venezia Giulia

In totale sono 16 le Regioni e Provincie autonome che hanno un Rt superiore a 1. Tra queste troviamo la Campania che ha un Rt con il limite inferiore maggiore di 1,5, il Piemonte e il Friuli Venezia Giulia, con un limite inferiore maggiore di 1,25. Per quanto riguarda il profilo di criticità, secondo l’Iss 10 Regioni continuano ad osservare un livello di rischio alto, lo stesso numero della settimana precedente, mentre le altre 11 Regioni e Province autonome hanno un rischio moderato. Di queste 7 hanno una probabilità alta di progressione a un rischio alto nelle prossime settimane.

13 regioni superano la soglia d’allarme di ricoveri nelle terapie intensive

Desta altrettanta preoccupazione il tasso di occupazione delle terapie intensive nelle strutture ospedaliere italiane che continua ad aumentare e a restare sopra la soglia critica. Se la settimana scorsa si attestava al 31% dei posti letti occupati, negli ultimi sette giorni questo valore è aumentato raggiungendo il 36%. Il numero di persone ricoverate in condizioni critiche è passato dalle 2.756 del 9 marzo 2021 alle 3.256 del 16 marzo 2021. Nel documento, in tal senso, gli esperti dell’Iss specificano: «Si osserva un peggioramento nel numero di Regioni/Province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica. Per la precisione 13 contro le 11 la settimana precedente». 

Aumentano i ricoveri anche in area non critica

Ma la pressione ospedaliera aumenta anche sul fronte dei ricoveri in area non critica, che sono passati da 22.393 a 26.098 nell’arco degli ultimi 7 giorni. Numeri che a livello nazionale comportano il raggiungimento della soglia di allarme del 40% di posti letto occupati. 

Preoccupazione per i casi non individuati con il tracciamento

Altro dato rilevante è il numero di casi individuati che non risultano essere associati a catene di trasmissione (54.964 contro i 50.256 rilevati nella settimana precedente). «La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è pari al 28,2%. Invece, il 37,2% dei casi è stato rilevato attraverso la comparsa dei sintomi. Infine, il 20,5% attraverso attività di screening e per il 14,1% dei casi non era disponibile tale informazione». Come tradurre questi dati? In sostanza, l’aumento dei casi non legati a specifiche catene di trasmissione evidenti e note conferma che la capacità di tracciare i casi non è al momento all’altezza. 

Le indicazioni dell’Iss: «Evitare contatti fuori dal proprio nucleo abitativo»

Oltre alla raccomandazione di rispettare le misure di distanziamento e l’uso corretto delle mascherine, l’Istituto superiore di sanità invita a rimanere a casa il più possibile ed «evitare tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie».

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