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Addio Green Pass con una dose di vaccino? Il governo pensa alla marcia indietro. Pregliasco a Open: «È presto per decidere»

Il sottosegretario Sileri ha dichiarato: «Il documento potrebbe essere consegnato dopo la seconda dose di vaccino, ma aspettiamo ancora i dati di una o due settimane»

La variante Delta potrebbe portare il governo a rivedere le modalità di rilascio del Green Pass italiano. Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha spiegato che, con la diffusione di questa nuova mutazione del virus legata al Covid, «il documento potrebbe essere consegnato dopo la seconda dose di vaccino: ma è presto per dirlo, aspettiamo ancora i dati di una o due settimane», ha detto ai microfoni di Radio 24. «La scelta di rilasciare il Green Pass dopo la prima dose non è stata un errore, allora i dati ci dicevano questo – ha aggiunto il sottosegretario -. Al momento una modifica non serve ma va messa in cantiere: da medico e non da politico, dico che probabilmente si arriverà ad una rimodulazione». La domanda, ora, è se per caso varrà il criterio di retroattività per chi ha già scaricato il pass, e quindi si troverà ad avere un documento senza alcun valore in mano, nel caso di modifiche. Dal ministero della Salute non si hanno risposte in merito.


Il virologo Fabrizio Pregliasco spiega invece a Open che «le possibilità sono tutte valide». Eppure per lo scienziato un cambio di rotta adesso potrebbe apparire prematuro: «Dovremmo aspettare che la variante Delta si diffonda – ha affermato – per capire in che direzione si andrà». Il ministro della Salute Roberto Speranza ha fatto sapere che ad oggi, 28 giugno, 13 milioni e 700 mila persone hanno già scaricato il pass. «Io penso che questo sia già un fatto molto positivo, perché segnala che c’è una grande attenzione e questo meccanismo che abbiamo costruito anche a livello europeo sta funzionando».


Come funziona il Green Pass in Italia

In Italia la certificazione verde viene rilasciata in tre casi. A partire da 15 giorni dopo la prima dose di vaccino; in caso di negatività al tampone; o se si è guariti dal Covid. Nel caso della vaccinazione, dal momento della somministrazione della seconda dose, la validità è di 9 mesi. Per chi invece è guarito dal Covid, il certificato vale 6 mesi dalla data della certificazione rilasciata dal medico o dalla struttura sanitaria. Il rilascio è gratuito: l’unica spesa da sostenere è quella del tampone molecolare o rapido (per chi non è stato vaccinato o non è guarito dal Covid). Il Green Pass può essere scaricato digitalmente attraverso un fascicolo sanitario elettronico, l’applicazione Immuni, l’app IO, oppure direttamente dal sito dedicato. 

I punti ancora da risolvere

I vaccinati all’estero

Ci sono alcuni aspetti che non sono stati chiariti. È il caso, ad esempio, dei vaccinati all’estero. Come spiegato da Il Sole 24 ore, ci sono due categorie che aspettano di sapere se il loro pass riceverà una sorta di convalida da parte del nostro Paese. Chi, da cittadino italiano, ha avuto il vaccino (uno di quelli riconosciuti dall’Ema) in un Paese extra Ue (per motivi di studio, lavoro) e ora vuole il pass; e chi ha fatto la prima dose all’estero (anche in Europa) e vuole proseguire con il richiamo qui in Italia. La seconda dose che servirebbe ovviamente non solo per il pass ma anche per completare la copertura vaccinale.

I bambini tra i 2 e i 6 anni

Si aggiunge poi il nodo dei minori che dovrebbero viaggiare con i genitori in Europa. Sotto i 2 anni non c’è obbligo di pass. Tra i 6 e i 12 si può fare un tampone, sopra i 12 anche un vaccino. Tutti possono avere il pass se guariti dal Covid da massimo 6 mesi. Resta però il vuoto della fascia di età tra i 2 e i 6 anni, per cui non è possibile fare il tampone.

Il pass in Europa

Quanto al Green Pass europeo, fino ad ora sono 20 i paesi Ue connessi alla piattaforma digitale. La certificazione entrerà in vigore nell’Unione europea il 1° luglio. I paesi che non figurano ancora nella lista sono Cipro, Ungheria, Irlanda, Malta, Olanda, Romania e Svezia. Il Green Pass europeo verrà rilasciato in formato digitale o cartaceo, con QR Code e firma digitale, scritto sia nella lingua nazionale che in inglese e valido in tutti i Paesi dell’Ue. Potranno accedervi le persone vaccinate (a partire dal 14esimo giorno dopo la seconda dose di vaccino, o dalla monodose di Johnson&Johnson). Ma anche i guariti dal Covid-19 negli ultimi 6 mesi, e le persone in possesso del referto negativo a un test antigenico o molecolare, effettuato 48 ore prima del viaggio. La certificazione durerà 9 mesi per i vaccinati, 6 mesi per i guariti dal Covid. Per chi si sottoporrà a tampone molecolare, il documento sarà valido per 72 ore, mentre per chi svolgerà un test antigenico il pass avrà una validità di 48 ore. 

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