Elezioni in Germania, chi è Olaf Scholz, il socialdemocratico favorito per il post Merkel

Il candidato dell’Spd, attualmente vicecancelliere di Merkel e ministro delle Finanze, ha alle spalle una lunga esperienza politica. Ma è anche al centro di grandi scandali giudiziari

È Olaf Scholz, attuale vice cancelliere e ministro delle Finanze, il candidato socialdemocratico che correrà per l’Spd alle elezioni in Germania. Il 26 settembre i cittadini tedeschi saranno chiamati alle urne per decidere che volto avrà il Paese dopo 16 anni di Angela Merkel al comando. Un passo importante in un momento particolarmente delicato per il Paese, tra pandemia di Coronavirus, crisi dei rifugiati in Afghanistan ed equilibri complicati con la Russia. Secondo gli ultimi dati, il 67% degli elettori prevede che sarà Scholz a guidare il nuovo Bundestag (il Parlamento federale), contro il 16% raccolto da Armin Laschet, il candidato della Cdu/Csu, e il 2% da Annalena Baerbock, candidata dei Verdi. Se dovesse vincere, sarà il primo cancelliere dell’Spd della Germania da quando Gerhard Schröder ha lasciato l’incarico nel 2005. Scholz, classe 1958, è nato a Osnabrück, in Bassa Sassonia, ma cresciuto nel distretto Rahlstedt di Amburgo. Si è avvicinato alla politica entrando nelle fila della Gioventù socialista dopo aver studiato diritto del lavoro all’Università di Amburgo. È sposato con la collega politica dell’Spd, Britta Ernst.


La carriera politica

EPA/CLEMENS BILAN | Olaf Scholz, 12 settembre 2021

Scholz è stato eletto per la prima volta al Bundestag nel 1998. Dal 2002 al 2004 ha ricoperto la carica di Segretario generale dell’Spd, durante l’ultimo periodo del governo Schröder. Dal 2007 al 2009, Scholz è stato ministro del Lavoro per il primo governo Merkel. Per anni il suo soprannome è stato “Scholzomat“, un gioco di parole con “automat“, scelto per indicare il suo approccio tecnico alla politica. Negli ultimi due decenni il suo posizionamento si è spostato sempre più al centro e ora all’interno del suo partito è visto come un esponente dell’ala conservatrice. Una posizione maturata durante il periodo in cui è stato sindaco di Amburgo, tra il 2011 e il 2018, e consolidata negli anni di coalizione con la Cdu di Merkel. A differenza del centrodestra, però, in questa campagna elettorale Scholz sostiene la proposta di un aumento del salario minimo a 12 euro l’ora – posizione su cui si trova d’accordo con i Verdi.


Il ruolo da ministro delle finanze durante la pandemia

PA/Omer Messinger | Scholz e Merkel, 1 settembre 2021

In quanto ministro delle Finanze, Scholz ha potuto guadagnare un palcoscenico importante durante il periodo più duro della pandemia: è lui a essere stato incaricato di gestire ed elargire gli aiuti economici per i cittadini in difficoltà economiche durante la crisi. Non a caso il nome di Scholz per la corsa alle elezioni del settembre 2021 è stato annunciato ad agosto 2020: la sua gestione pragmatica della crisi da Coronavirus («bisogna lavorare, non indulgere in vanità») gli è valsa un picco negli indici di gradimento. In più, la Germania di Scholz-Merkel è stata la principale autrice insieme alla Francia del fondo di aiuti europeo per la ripresa dalla pandemia, dal valore di 750 miliardi di euro.

Gli scandali giudiziari

EPA/RONALD WITTEK

Tra gli elementi più rilevanti della personalità pubblica di Scholz c’è il suo coinvolgimento in alcune importanti inchieste della magistratura in corso tutt’ora. Le indagini in cui è coinvolto il ministro sono talmente grandi che alcuni dei più famosi giornali internazionali, tra cui Politico, si chiedono come mai agli elettori non interessi che «le impronte digitali del ministro delle finanze siano su alcuni dei più grandi scandali della Storia tedesca recente». Nella settimana appena precedente alle elezioni, Scholz è stato convocato davanti a una Commissione parlamentare per rispondere all’accusa di aver ostacolato alcune operazioni di giustizia. Secondo i magistrati, un ufficio del suo Ministero – la “Financial Intelligence Unit” (Fiu) – non avrebbe girato alla polizia e alle procure alcune informazioni su possibili operazioni di riciclaggio.

Diverse segnalazioni di transizioni illecite sono state segnalate dalle banche alla Fiu tra il 2018 e il 2020, ma l’ufficio non avrebbe fatto partire le procedure di controllo necessarie, né avrebbe trasmesso le informazioni ai magistrati. A lanciare l’allarme erano stati, tra gli altri, il Financial Times e lo Spiegel. Perché questo dovrebbe essere un problema di Scholz? Perché da quando la Fiu è stata messa sotto il controllo del suo Ministero nel 2017 (prima era controllata dalla Procura generale) le segnalazioni sugli abusi sono diminuite drasticamente. Nonostante questo, il leader socialdemocratico resta il favorito nei sondaggi.

Immagine di copertina: EPA/FILIP SINGER

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