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Covid, pandemia fuori controllo: il governo allerta gli ospedali. L’ipotesi lockdown per i No vax

Record di contagi e ospedali in affanno. Il governo Draghi guarda al modello Austria. E pensa al coprifuoco per i non vaccinati nelle ore di punta a Natale e Capodanno

Il record di contagi nel 2021 fa pensare il governo al lockdown per i No vax. Ieri il bollettino del ministero della Salute sulla pandemia di Coronavirus ha registrato i numeri più alti dell’anno in corso. Intanto altre quattro regioni (Veneto, provincia autonoma di Trento, Liguria e Marche) sono in zona gialla e altre tre (Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna) sono a rischio per Capodanno. E mentre sul tavolo dell’esecutivo c’è l’ipotesi di ridurre da 9 a 6 mesi la durata del Green pass, il ministro della Salute Roberto Speranza sta preparando una circolare per mettere in guardia le Regioni dalla crescita delle ospedalizzazioni e delle terapie intensive. E rimane sul campo l’ipotesi dei tamponi ai vaccinati per i grandi eventi.


Modello Austria

Il modello a cui guarda il governo è quello dell’Austria. Dove ieri il ministro della Salute Wolfgang Mueckstein ha annunciato un lockdown per i No vax: dal 24 al 26 dicembre e il 31 dicembre le persone che non si sono immunizzate potranno uscire di casa solo «per visitare una persona cara». Niente cenone di Natale e niente festa di Capodanno. Questo tipo di eventi sarà permesso solo alle persone immunizzate, secondo la formula 2g in vigore anche in Germania: grazie al vaccino o per essere guarite da Covid-19.  Si tratta di un coprifuoco identico a quello varato dall’Italia l’anno scorso. E, spiega oggi La Stampa, nell’era dei vaccini da noi la stessa misura potrebbe essere riservata soltanto ai non immunizzati. Il coprifuoco per i No vax a cui pensa il governo potrebbe essere contenuto alle ore di punta dei grandi raduni tra parenti e amici.


Ovvero dalle 19 alle 24 del 24 dicembre, dalle 12 alle 16 del 25 dicembre e per tutto Capodanno. Il quotidiano spiega che autorevoli esponenti del governo ed esperti della Salute non smentiscono l’ipotesi. Che quindi rimane sul tavolo, così come – appunto – l’obbligo di tampone rapido per gli immunizzati che vogliono partecipare a eventi che raccolgono più di cinquemila persone. Come i concertoni di fine anno, che però nelle grandi città sono stati nel frattempo annullati. E l’obbligo di mascherina all’aperto, richiesto a gran voce dai governatori e già in vigore in alcune regioni. Un’altra idea sul tavolo del governo è il Green pass obbligatorio anche per gli studenti delle scuole medie. Il tutto accade mentre il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro avverte che sono in aumento i contagi tra gli under 20.

Le Regioni in allerta

Intanto il ministero della Salute prepara la circolare per mettere in allerta le Regioni sulla crescita dei ricoveri e sul rischio di intasamento delle aree mediche e delle terapie intensive. Speranza chiede agli enti locali di prepararsi a potenziare il sistema ospedaliero e ad aumentare i letti dedicati ai malati di Covid-19. L’azione è nel piano “Preparedness“, in base al quale i servizi sanitari vengono modulati in base alla situazione epidemiologica. E si apre un altro fronte: quello della scuola. Repubblica segnala oggi che la fascia di età dove è più alta la circolazione del virus è quella dei minorenni, che vanno a scuola. Il 28% dei casi sociali riguardano i ragazzi e la metà (il 51%) dei casi in età scolare è stato diagnosticato nella fascia di età 6-11 anni, e il 33% in quella 12-19.

Per questo decine di sindaci chiedono un «Green Pass anche per gli studenti, subito dopo le festività natalizie. È l’unico modo per salvare la scuola in presenza». Oggi una lettera-appello verrà spedita al premier Draghi e ai ministri della Salute e della Scuola, Speranza e Bianchi. Il criterio della richiesta dei primi cittadini è quello di equiparare il diritto allo studio a quello al lavoro. In questa ottica si chiederebbe un pass che scaturisca da vaccino oppure da tampone ogni 48 ore. Con test gratuiti per i minorenni. E l’obiettivo, nemmeno tanto scoperto, di far decollare la campagna vaccinale dai 5 anni in su.

Un Natale in sicurezza

E proprio per questo nel frattempo arrivano i consigli sul Natale in sicurezza. «Il pranzo di Natale in famiglia resta una pericolosa occasione di contagio, ma non dobbiamo essere pessimisti», afferma con l’agenzia di stampa Dire Fabrizio Pregliasco, direttore scientifico di Osservatorio Influenza, professore associato di igiene generale ed applicata presso la sezione di Virologia del Dipartimento di scienze biomediche per la salute dell’università degli studi di Milano e direttore Sanitario Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi. «Le feste quest’anno si potranno anche passare con i propri cari, ma tutto dovrà essere fatto all’insegna del buon senso, soprattutto se tra i commensali ci sono persone fragili».

Per questo Pregliasco sconsiglia ancora per quest’anno le lunghe tavolate, i baci e gli abbracci, tenendo i bambini a distanza dai nonni. Il consiglio è di condividere le feste solo con persone che fanno parte del proprio nucleo familiare, meglio se vaccinate. Raccomandato anche l’uso delle mascherine prima e dopo la cena e, quando possibile, è bene mantenere sempre un certo distanziamento, soprattutto nei momenti di massimo festeggiamento. E poi c’è la terza dose: «Il fatto di riunirsi tra persone vaccinate riduce il rischio di infezione anche se non lo esclude. Fatevi vaccinare e potrete godervi le Feste. Il tampone non può essere considerato un sostituto. Se siamo cauti e accorti questo Natale riusciremo a festeggiarlo in famiglia», conclude Pregliasco.

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