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Fumata nera anche nel secondo spoglio. Il centrodestra propone tre nomi. Il centrosinistra: «Presidente sia super partes»

Un’altra giornata di trattative per i leader in cui emergono i primi nomi e orientamenti. L’intesa tra gli schieramenti si complica, e il leader del Pd propone il metodo “conclave”

Si è conclusa poco prima delle 18.30 la seconda votazione in Parlamento per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Le operazioni di voto, iniziate alle 15, sono state molto più rapide rispetto a ieri: quasi un’ora e mezza in meno. I grandi elettori chiamati a esprimersi sono stati 1.009, con il quorum fissato a 673, perché in mattinata in sostituzione del senatore forzista Fasano, deceduto lo scorso 23 gennaio, è stata proclamata grande elettrice la deputata di Forza Italia Rossella Sessa. Dopo una prima giornata all’insegna delle schede bianche, anche oggi continuano i movimenti politici per trattare sul nome del prossimo Capo dello Stato. Il centrodestra, nel pomeriggio, ha reso nota la propria rosa di candidati: Marcello Pera e Carlo Nordio e Letizia Moratti. Il vertice del centrosinistra si è concluso invece senza la «contrapposizione di una rosa di nomi». Pd, M5s e LeU hanno bocciato la terna di nomi proposta da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, richiedendo però un incontro tra le due coalizioni per la giornata di domani, 26 gennaio.


Lo spoglio

Fumata nera anche al secondo scrutinio per l’elezione del Capo dello Stato. La somma di schede bianche, nulle e dei voti isolati a vari candidati non ha permesso di raggiungere il quorum di 673 voti. 527 schede bianche, in diminuzione rispetto a ieri, quando erano state 672. In aumento invece i voti dispersi: 125 contro gli 88 di ieri. Le schede nulle sono state invece 38. I più votati in questo secondo scrutinio, con 39 voti a testa, sono stati l’uscente presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e il vicepresidente emerito della Corte costituzionale, Paolo Maddalena, nome avanzato dal Gruppo Misto. Crescono le preferenze per il parlamentare friulano Renzo Tondo del Gruppo Misto (18), per l’avvocato forzista Roberto Cassinelli (17), per il presidente di Italia Viva Ettore Rosato (14) e per il fondatore della Lega Nord, Umberto Bossi (12). A seguire 8 voti per il titolare del Mise Giancarlo Giorgetti, così come per la Guardasigilli Marta Cartabia e per il politico e sociologo Luigi Manconi, marito di Bianca Berlinguer. Sette preferenze per Silvio Berlusconi, così come per il senatore forzista Giuseppe Moles e sei voti per il il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri. Voti anche per Rosy Bindi, Massimo D’Alema e Paolo Savona. Anche oggi, come durante il primo scrutinio, non sono mancati i “nomi curiosi“, tra cui spiccano il ct della Nazionale italiana maschile di calcio, Roberto Mancini, Albano, Nino Frassica, Christian De Sica, Claudio Baglioni, Dino Zoff, Giorgio Agamben e Massimo Giletti.


Letta dopo il vertice: «Nessuno ha la maggioranza, troviamo soluzione condivisa»

ANSA | Il segretario del Partito Democratico Enrico Letta

«La nostra proposta è di terminarla coi tatticismi, chiudersi in una stanza e trovare una intesa». Così il segretario del Pd Enrico Letta dopo la conclusione del vertice tra Pd, M5s e LeU. La decisione di non proporre nessuna rosa di nomi, a detta di Letta, è legata al fatto che «abbiamo voluto dimostrare che abbiamo la volontà  di arrivare a una soluzione condivisa e super partes». E infine il segretario dem ha aggiunto: «La proposta che facciamo è quella di chiuderci dentro una stanza e buttiamo via le chiavi, pane e acqua, fino a quando arriviamo a una soluzione, domani è il giorno chiave». In precedenza, il leader della Lega Matteo Salvini ha fatto sapere che rivedrà Letta e Conte: «Io dalle 6 del mattino alla notte sono a disposizione e il mio telefono è acceso», ha commentato.

Pd-M5s-Leu bocciano i nomi del centrodestra. Letta: «Stop tatticismi, troviamo soluzione»

ANSA | Enrico Letta, Roberto Speranza e Giuseppe Conte al vertice

«Non contrapponiamo una nostra rosa dei nomi» di candidati al Quirinale. È quanto reso noto in un comunicato congiunto al termine della riunione dopo l’incontro pomeridiano tra Giuseppe Conte, Enrico Letta e Roberto Speranza, insieme ai capigruppo di Camera e Senato delle tre forze politiche. I partiti dell’asse giallorosso hanno bocciato la rosa di nomi proposta dal centrodestra: «Prendiamo atto della terna formulata, che appare un passo in avanti utile al dialogo», si legge nel comunicato congiunto del Pd, del M5s e di LeU, «pur rispettando le legittime scelte del centrodestra – si legge ancora – non riteniamo che su questi nomi possa svilupparsi quella larga condivisione in questo momento necessaria». Nel comunicato è stato richiesto un «incontro ristretto tra le delegazioni del centrosinistra e del centrodestra», per avanzare ulteriori nomi e proposte.

Conte prima del vertice: «Draghi non si può cambiare ora»

ANSA/GIUSEPPE LAMI | Giuseppe Conte

«L’obiettivo del M5s non è difendere il destino dei singoli ma difendere l’interesse nazionale, dell’intero paese – ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte mentre si dirigeva al vertice con Enrico Letta e Roberto Speranza -. Abbiamo affidato al timoniere una nave che è ancora in difficoltà ma non ci sono le condizioni per cambiare e il timoniere non può lasciare. Tutti i segnali ci dicono che dobbiamo affrontare responsabilmente questa fase e il timoniere non può lasciare». Per quanto riguarda la rosa di nomi espressa dal centrodestra, Conte ha commentato: «Ci riserviamo di fare una valutazione, ma nessuno vanti un diritto prelazione a eleggere il capo dello Stato. Il M5s non dà patenti di legittimità a nessuna forza politica – ha proseguito -. Sono i cittadini che attribuiscono queste patenti, quindi il centrodestra ha il dovere e diritto di presentare proposte». Rispetto all’incontro, Letta aveva commentato poco prima: «Abbiamo intenzione di muoverci di comune accordo con gli alleati. Vogliamo discutere con gli alleati, facciamo tutto con loro. Mi fido di Conte, senza nessun dubbio».

La rosa di nomi del centrodestra

Letizia Moratti, Carlo Nordio, Marcello Pera. Sono queste le candidature decise dal centrodestra nel corso del vertice con i leader della coalizione. Alle 16.30 è comincia la conferenza stampa a tre: Meloni, Salvini, Tajani. «Sono soddisfatto e sono qui per presentare i tre nomi del centrodestra», ha esordito il leader della Lega. «Nessuno di loro ha una tessera di partito ma hanno ricoperto ruoli importanti». Poi ha evidenziato la necessità di fare presto: «Vogliamo chiudere in fretta. Non diciamo no pregiudizialmente a nessuno e speriamo che anche gli altri si confrontino nel merito». «Siamo soddisfatti per la compattezza e l’unità della coalizione», ha commentato Meloni. «Sono contenta di come stiamo operando e della proposta avanzata per cercare di fare un passo avanti per evitare che sull’elezione del Capo dello stato la politica dia una pessima immagine continuando a perdere giorni. Quanto al nome di Tajani, che era uscito nei giorni scorsi: «Ha un curriculum fantasmagorico, ma abbiamo deciso di non inserirlo tra i nomi perché è il coordinatore di un partito, non volevamo che si dicesse che le nostre proposte fossero fatte per non avvicinare. Intanto, in Transatlantico Letta ha commentato ai giornalisti in attesa di sviluppi la rosa di nomi espressione del centrodestra: «Sono sicuramente di qualità e li valuteremo senza spirito pregiudiziale». Nessuna domanda da parte dei giornalisti è stata accettata dopo la conferenza.

Fedeli: «Lasciamo Draghi fuori da queste dinamiche»

«Che i leader dei partiti si rinchiudano tutti insieme in una stanza e non escano finché non c’è un nome comune da eleggere presidente della Repubblica»: così commenta l’ex ministra Valeria Fedeli ai microfoni di Open.

Renzi: «Fare presto, si voti due volte a giorno»

Matteo Renzi | ANSA/GIUSEPPE LAMI

«Spero che la presidenza inizi a far votare due volte». Queste le parole del leader di Italia viva Matteo Renzi, secondo cui è necessario fare presto nell’individuare le figure quirinabili. «C’è una crisi pesantissima in Ucraina, la crisi economica su energia e gas, regole assurde a scuola per la Dad, almeno il Parlamento abbia la consapevolezza di quello che si sta giocando – ha spiegato il senatore -. Il mio è un appello a fare presto». Quanto alle rose di nomi che stanno circolando Renzi ha risposto ai giornalisti con ironia: «Le cinquine vanno bene a tombola, questo è il Parlamento, non una sala di super bingo».

Incontro Letta-Speranza-Conte

Stando a quanto si apprende, l’incontro tra Enrico Letta, Roberto Speranza e Giuseppe Conte è stato riprogrammato per le 17.15. L’occasione potrebbe essere buona per sciogliere alcuni nodi. Secondo fonti dell’Adnkronos, nel corso della riunione potrebbe anche essere ufficializzata una lista di candidati targata M5S-Pd-Leu. La rosa di nomi includerebbe certamente quello di Andrea Riccardi ma prende piede anche quello dell’ex ministra Paola Severino. Nel frattempo, si è concluso intorno alle 15 l’incontro tra il numero due di Fi Antonio Tajani e Letta. Parallelamente è cominciato il vertice tra i leader di centrodestra negli uffici di Giorgia Meloni alla Camera, che si è poi concluso in meno di un’ora, intorno alle16.

La risposta di Salvini: «Basta no, io lavoro per il sì»

Il segretario della Lega a proposito del presidente del Consiglio: «Non è ancora stato fatto un nome e già si bocciano», ha detto ai giornalisti. «Se arrivano una serie di “no”, allora non si può andare avanti. Io sto lavorando perché arrivino sì». Ma a chi gli chiedeva se il premier fosse nella rosa dei nomi proposti dal centrodestra per il Quirinale, Salvini ha risposto in modo secco: «Draghi è a Chigi e lavora bene a Chigi».

Il no di Letta e Renzi a Frattini

Alla proposta della Lega di scegliere Franco Frattini come presidente della Repubblica arriva il no di Enrico Letta e Matteo Renzi: il profilo non è ben visto né da Italia viva né dal Partito democratico, come si apprende da fonti di entrambe le parti. L’opinione condivisa è che in una fase delicata per la crisi Ucraina serva un profilo di presidente della Repubblica «europeista e atlantista» – aggettivi con cui si era definito Draghi durante il suo discorso di insediamento alle Camere.

Letta alla Cnbc: «Chiudere entro venerdì»

In un’intervista alla Cnbc, il segretario del Partito democratico ha detto: «Il mio ruolo è proteggere Draghi ed è assolutamente importante averlo nelle istituzioni del Paese». Letta ha anche dichiarato che «bisogna essere veloci», nell’elezione del presidente, perché «in questo momento al Paese serve stabilità». Per il Quirinale, «abbiamo bisogno di un profilo chiaramente atlantista e che rassicuri i mercati», ha detto ribadendo il suo no a Frattini. «E poi dobbiamo difendere l’Ucraina. Abbiamo bisogno di qualcuno che unisca i Paese, come ha fatto Mattarella».

Doppio vertice alle 15 per destra e sinistra

Probabilmente con un sincronismo concordato, sia il centrosinistra sia il centrodestra hanno fissato per le 15 i vertici di coalizione per confrontarsi sui nomi da proporre in votazione. Neppure oggi sarà il giorno buono per convergere su una figura effettivamente eleggibile, visto che le riunioni partiranno proprio all’ora fissata per l’apertura dell'”insalatiera” e della seconda votazione.

L’assemblea della Lega

In mattinata, alle 10 si è svolto l’incontro del segretario della Lega Matteo Salvini con i gruppi parlamentari e i delegati regionali del suo partito, durato all’incirca un’ora e conclusosi con una standing ovation per Umberto Bossi. Salvini ha ringraziato pubblicamente l’ex leader della Lega Nord, che per partecipare all’elezione del Presidente della Repubblica è arrivato da Varese in macchina. La Lega ha dichiarato che non sono in corso trattative con Mario Draghi, che in questi giorni è a colloquio con i partiti: il segretario leghista ha fatto il nome del presidente del Consiglio di Stato ed ex ministro Franco Frattini come nome di coalizione. Ma la situazione, come visto, non sembra essere delle più favorevoli: il candidato del centrodestra ha una posizione russofila, e questo danneggia la sua corsa in un momento in cui la crisi in Ucraina impone un’attenzione particolare al tema. Più in generale, Salvini avrebbe dichiarato di voler fare cinque o sette nomi: «Il centrodestra oggi è di maggioranza nel Paese, ci aspettiamo che il candidato possa essere espresso da noi. Il centrodestra farà 5-7 nomi di alto profilo. Non ci devono essere veti su questi nomi altrimenti significa che non c’è alcuna volontà di dialogo».

Il borsino di Open della mattina

Le quotazioni della mattina di Open danno Draghi in testa al 25%, seguito da Frattini al 20% – a pari merito con Mattarella -, che però potrebbe scendere dopo i no del centrosinistra. Al 15% Belloni e Casini, ultima Casellati al 5%.

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