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Quirinale, ancora fumata nera: 336 voti per Mattarella. Salvini e Conte: «Lavoriamo per presidente donna»

Dopo il tentativo fallito dell’elezione di Casellati, i leader della maggioranza si sono incontrati per raggiungere il tanto agognato accordo. Si fa strada con forza il nome di Elisabetta Belloni

Quinta giornata di votazioni per eleggere il presidente della Repubblica e nuova fumata nera. A differenza delle precedenti, oggi sono stati previsti due turni di voto nel tentativo di uscire dallo stallo e di accelerare sull’individuazione di un nome quirinabile che metta d’accordo la maggioranza di governo. La prima votazione è stata alle 11, la seconda alle 17. Domani, invece, lo schema cambierà. I due scrutini si terranno alle 9.30 e alle 16.30. L’indicazione di voto della coalizione di centrodestra per oggi è stata quella di puntare sul nome della presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, ma l’operazione non è riuscita. Pd e Italia Viva, invece, hanno deciso di non rispondere alla chiama. Il M5s ha scelto di astenersi. Solo in serata si è aperto un dialogo tra tutte le forze politiche che, adesso, spingono per una donna al Colle, archiviato il trasloco del premier Draghi al Quirinale. La preferita resta la responsabile degli 007 italiani, Elisabetta Belloni. A partire da ieri, 28 gennaio, è sufficiente la maggioranza assoluta (quindi 505 voti in tutto) e non più quella qualificata, richiesta per le prime tre votazioni, per l’elezione del Capo dello Stato. La svolta potrebbe arrivare domani, 29 gennaio.


23.17 – La nota congiunta di Pd, M5s e Leu: «Sul tavolo non solo donne»

ANSA/FABIO FRUSTACI

Dopo la giornata di confronti, Pd, M5s e Leu hanno rilasciato una nota condivisa. «Sono in corso contatti e confronti e nessuna decisione è già stata assunta», si legge nel testo. «Sul tavolo ci sono diverse candidature con autorevoli personalità, anche femminili. Come abbiamo sempre detto è fondamentale che sul nome del prossimo Presidente della Repubblica ci sia una larga condivisione». Letta ha dichiarato che domani mattia ci sarà un incontro «fondamentale» fra le forze di maggioranza per trovare l’unità. Al vertice sarà presente anche Tajani di Forza Italia.


22.25 – Di Maio: «Indecoroso bruciare così Belloni»

ANSA/ANGELO CARCONI | In foto Luigi Di Maio

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che conosce bene Belloni avendoci lavorato a lungo insieme, ha preso una posizione forte e chiara sull’ipotesi trapelata nelle ultime ore che vedrebbe la responsabile degli 007 italiani come candidata al Colle:« Trovo indecoroso che sia stato buttato in pasto al dibattito pubblico un alto profilo come quello di Elisabetta Belloni. Senza un accordo condiviso. Lo avevo detto ieri: prima di bruciare nomi bisognava trovare l’accordo della maggioranza di governo. Tutto ciò, inoltre, dopo che oggi è stata esposta la seconda carica dello Stato. Così non va bene, non è il metodo giusto», ha detto.

22.08 – Meloni difende le candidate al Quirinale. Forza Italia si stacca (per le trattative) dagli alleati

ANSA | In foto Giorgia Meloni

La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, difende le candidate al Quirinale e tuona: «Tutti parlano dell’importanza delle donne nei ruoli chiave, ma alla prova dei fatti quando esce il nome di una donna per un’alta carica si assiste a un fuoco di sbarramento di una violenza inaudita. Ecco a voi la latente misoginia italiana». Intanto arriva la prima rottura: Forza Italia, «allo scopo di favorire una rapida e il più possibile condivisa elezione del presidente della Repubblica», da questo momento in poi «discuterà e tratterà autonomamente con le altre forze politiche». Il partito guidato da Silvio Berlusconi si è già espresso per il no a Elisabetta Belloni al Colle. Questa, dunque, sembra essere una presa di distanza dagli alleati che, invece, sembrano appoggiare la responsabile degli 007 italiani. «È giusto che ognuno faccia valere le sue priorità», è stata la reazione di Salvini alla decisione dei vertici di Forza Italia di fare da soli. «Io lavoro per chiudere la partita già domani», ha concluso il leader della Lega. «Conte, Meloni e Salvini, se domani votano Belloni è perché vogliono andare a votare. La candidatura di Belloni nasce dall’asse che vuole andare al voto. Belloni è lo strumento surrettizio per il voto, la garanzia della fine della legislatura», ha detto invece Renzi.

22.00 – Casini: «Belloni? Un’amica e una servitrice dello Stato»

quirinale pier ferdinando casini
ANSA | In foto Pier Ferdinando Casini

Quello che sembrava uno dei possibili candidati al Quirinale, Pier Ferdinando Casini, ha rilasciato stasera un’intervista alla trasmissione Quarta Repubblica (Rete 4) commentando l’ipotesi di una donna al Colle. Queste le sue parole: «Conte e Salvini hanno parlato di una donna? È una cosa sicuramente bella, perché ci sono donne di grande prestigio che sapranno servire l’Italia molto bene». «Se sono ancora in corsa? In corsa dove, ragazzi? Mi sento benissimo, speriamo di avere presto un presidente della Repubblica», aggiunge. E su Belloni: «Se sarà il nome non lo so, è una persona che stimo da sempre, un’amica, una servitrice dello Stato». Insomma, anche Casini “promuove” Belloni, dopo l’endorsement di Grillo su Twitter. Un no secco arriva, invece, da Italia viva. Immediata la replica di fonti della Lega: «È incredibile l’agitazione di Matteo Renzi, perché lo terrorizza l’idea di una donna in gamba al Quirinale?».

21.42 – Grillo: «Belloni? Benvenuta Signora Italia, ti aspettavamo da tempo»

ANSA/VALERIO PORTELLI | In foto Beppe Grillo

«Benvenuta Signora Italia, ti aspettavamo da tempo. #ElisabettaBelloni», questo il tweet di Beppe Grillo a proposito della possibile elezione di Elisabetta Belloni a Capo dello Stato. Arriva, dunque, il primo endorsement alla responsabile degli 007 italiani da parte del Garante del Movimento Cinque Stelle, segno che il suo profilo potrebbe trovare un’ampia convergenza in Parlamento (riunito in seduta comune da giorni). Belloni, dunque, piace ai grillini ma anche a Giorgia Meloni. Un no secco, invece, arriva da Italia Viva, che si riunirà domattina, e da Forza Italia. Perplessità sono state espresse da Coraggio Italia e da Leu. Anche quella di domani, 29 gennaio, si preannuncia una giornata di fuoco. Belloni resta la più accreditata ma non sarà facile mettere d’accordo tutti. Domani alle 8 in punto previste le assemblee dei grandi elettori di Forza Italia, Pd e Italia viva. Alle 8.30 sarà la volta di Leu e Lega.

21.30 – Leu e Coraggio Italia dicono no a Belloni al Colle

ANSA/ANGELO CARCONI | La responsabile degli 007 italiani

Non è bastato il no di Forza Italia (non è un caso che, in questi minuti, Salvini stia incontrando il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, ndr). Adesso arriva anche quello di Leu e di Coraggio Italia alla candidatura di Belloni al Colle. «Con tutto il rispetto per la competenza e la capacità di Elisabetta Belloni, in un Paese democratico è assolutamente inopportuno che il capo dei servizi segreti diventi presidente della Repubblica. Allo stesso modo non è accettabile che la presidenza della Repubblica e la guida del governo siano affidate entrambe a personalità tecniche e non politiche», spiegano fonti di Leu che, in pratica, ricalcano le posizioni del partito guidato da Silvio Berlusconi. Perplessità vengono espresse anche da Coraggio Italia di Brugnaro e Toti: non conoscono «né il percorso politico» né «le motivazioni per scegliere un’ulteriore tecnico per il Quirinale avendo la disponbilità del tecnico migliore, Mario Draghi». «O la politica si riappropria di se stessa – concludono le stesse fonti – e sceglie un politico oppure si scelga all’interno dei nomi già esaminati».

Intanto arrivano messaggi forti e chiari da fonti del Pd (che confermano la rosa di nomi tutta al femminile Severino, Belloni e Cartabia, ndr): «Sono finalmente in corso, dopo il fallimento del muro contro muro voluto dal centrodestra, confronti e discussioni su alcune possibili soluzioni. Tra queste anche candidature femminili di assoluto valore. Ma ci vuole serietà, la cosa peggiore è continuare col metodo di questi giorni che consiste nel bruciare con improvvide fughe in avanti ogni possibilità di intesa. Per noi rimane fondamentale preservare l’unità della maggioranza di governo. Intanto invitiamo tutti a prendere atto della spinta che, da due giorni e in modo trasversale, in Parlamento viene a favore della riconferma del presidente Mattarella».

A non promettere bene – segno che anche tra i dem potrebbe esserci spaccature – sono le parole del senatore del Pd Dario Stefano: «Il presidente della Repubblica deve avere una autorevolezza istituzionale riconosciuta, non tra gli addetti ai lavori ma nella comunità nazionale, grammatica parlamentare e profilo politico. La candidatura di Elisabetta Belloni non ha queste caratteristiche». «Dopo un errore grave, quello di sottoporre la seconda carica dello Stato a una bocciatura, l’impressione è che si siano fatti dei passi avanti. Ci sono dei nomi autorevoli, dei nomi di donne sul tavolo, c’è un segnale molto forte del Parlamento nella direzione della riconferma di Mattarella, sono tutti fatti che credo possono far pensare che si vada a un risultato», ha aggiunto il ministro Andrea Orlando, lasciando Montecitorio.

21.04 – Sesta votazione: oltre 300 voti per Mattarella

ANSA/UFFICIO STAMPA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA/FRANCESCO AMMENDOLA | In foto Sergio Mattarella

Tutto come previsto. Anche al sesto scrutinio non è stato raggiunto il quorum dei 505 voti previsti per l’elezione del Capo dello Stato. Si spera, dunque, nella giornata di domani, 29 gennaio. Quello che salta subito all’occhio è che Mattarella abbia raccolto oltre 300 voti, nello specifico 336 seguito da Di Matteo con 41, Casini con 9, Cartabia con 5, Draghi con 5, Belloni con 4 e Casellati con 2. Gli astenuti sono stati 445 mentre i votanti 531. Come spiegato dal presidente della Camera Roberto Fico prima dell’annuncio dei risultati, non c’è stata corrispondenza tra il numero di votanti in Aula e quello delle schede consegnate. Probabilmente uno dei grandi elettori, per errore, ha ricevuto due schede. Questo, però, non ha influito sull’esito dello scrutinio che, dunque, non è stato annullato. Domani la settima votazione comincerà alle 9.30.

20.50 – Renzi: «Il capo dei servizi non può essere presidente della Repubblica». Forza Italia esprime perplessità

ANSA | In foto Matteo Renzi

Il primo no alla candidatura di Elisabetta Belloni al Colle arriva dal leader di Italia viva, Matteo Renzi, che oggi non ha partecipato agli incontri con Salvini, Letta e Conte. Secondo l’ex premier «Elisabetta Belloni è una straordinaria professionista, un’amica. Ma in una democrazia compiuta nel 2022, il capo dei servizi segreti in carica non diventa presidente della Repubblica, se non lasciando tutti gli incarichi e candidandosi davanti a tutti i cittadini». Poi ha tuonato: «Se il nome è il suo, domani diremo no con forza». «Sarebbe inaccettabile, si tratta di una deriva senza precedenti», ha aggiunto poi in un tweet. Forti perplessità, intanto, vengono espresse da Forza Italia: non tanto sul nome della responsabile degli 007 italiani – spiegano – quanto sul fatto che ci possa essere un tecnico come presidente del Consiglio (Draghi) e un tecnico come presidente della Repubblica (Belloni). A confermarlo è stata anche Licia Ronzulli, vicepresidente dei senatori di Forza Italia: «Belloni per noi non va bene».

20.25 – Conclusa la sesta votazione, al via lo spoglio

ANSA/GIUSEPPE LAMI | Le votazioni per il presidente della Repubblica

Intanto si è chiusa la sesta votazione del Parlamento riunito in seduta comune per eleggere il presidente della Repubblica. Partito anche lo spoglio (con un record di voti per Mattarella, oltre 300), che viene effettuato dal presidente della Camera Roberto Fico. Accanto a lui la presidente del Senato Elisabetta Casellati, stamattina candidata dal centrodestra al Colle (con risultati ben al di sotto delle aspettative, nonostante l’endorsement di Silvio Berlusconi con tanto di post sui social). Anche in questo caso, dunque, ci si aspetta una fumata nera: la metà dei grandi elettori, al sesto scrutinio, si è astenuta. A un risultato si potrebbe giungere soltanto domani, 29 gennaio. E si fa sempre più strada il nome di Elisabetta Belloni al Quirinale. Intanto, nei locali del gruppo Pd alla Camera, è in corso un incontro tra i leader del Pd Enrico Letta, del M5s Giuseppe Conte e di Leu Roberto Speranza.

20.08 Conte: «Presidente sia donna»

ANSA/FABIO FRUSTACI | Il presidente del Movimento Cinque Stelle

Il presidente del Movimento Cinque Stelle ha appena confermato l’accordo su una presidente donna. Fatale l’incontro tra Salvini, Letta e appunto Conte. Il nome più accreditato resta quello di Elisabetta Belloni ma in ballo c’è anche quello della ministra della Giustizia Marta Cartabia. Dall’accordo sembra restare fuori Italia Viva, il partito guidato da Matteo Renzi che, da quanto si apprende, domattina alle 8 in punto ha riunito i suoi deputati e senatori per decidere cosa fare in Aula.

19.53 – Salvini: «Lavoro a una presidente donna»

ANSA/ POOL/ ROBERTO MONALDO/ LA PRESSE | In foto Matteo Salvini

«Abbiamo mantenuto la parola, abbiamo messo a disposizione la più alta carica dello Stato dopo quella del Capo dello Stato. Mi dispiace che la sinistra non sia entrata in Aula per dire cosa pensava (di Casellati, ndr). Avremmo avuto l’occasione di eleggere la prima presidente donna. Ora sto lavorando perché ci sia una presidente donna in gamba. Ma non faccio nomi», ha detto Salvini che spera di «chiudere domani». «Sono assolutamente fiducioso», ha concluso. Dunque, si va verso l’asse giallo-verde: Elisabetta Belloni potrebbe essere il nome giusto. Responsabile degli 007 italiani, ha ricevuto promozioni bipartisan, ha sempre avuto contatti con la politica ma non si è mai schierata. Piace anche ai grillini e a Giorgia Meloni (ma non a Forza Italia).

Fonte: Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev

19.48 – Chiusa seconda chiama per i deputati, ora tocca ai delegati regionali

Si è chiusa la seconda chiama per i deputati. Adesso è la volta dei delegati regionali che, essendo in numero esiguo, impiegheranno pochissimo. Prima delle 20.20 si conoscerà l’esito del sesto scrutinio che, anche in questo caso, porterà quasi sicuramente all’ennesima fumata nera. Manca ancora un accordo tra i partiti. La svolta potrebbe arrivare solo domani, 29 gennaio, forse alla settima o ottava votazione.

19.41 – La Russa: «Se vogliono Draghi, hanno i numeri»

ANSA/RICCARDO ANTIMIANI | In foto Ignazio La Russa

Il vicepresidente del Senato di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa, non le manda a dire e, a chi gli chiede cosa ne pensa di Draghi al Colle, risponde: «Non credo che la nostra Repubblica preveda che per l’elezione del Presidente serva un accordo sul governo e sarei molto stupito se Draghi lo facesse. D’altra parte se la maggioranza lo vuole eleggere noi siamo ininfluenti». Il centrodestra, dunque, sembra essere sempre più spaccato. Bisogna capire quale sarà la posizione del partito guidato da Giorgia Meloni sulla possibilità che i partiti, compresa la Lega, convergano sul trasloco di Draghi al Quirinale.

19.13 – Letta: «Serve un o una presidente all’altezza di Mattarella»

ANSA/RICCARDO ANTIMIANI | In foto Enrico Letta

«Abbiamo cominciato a parlarci questo pomeriggio. Avremmo dovuto farlo prima. Nessuno in questo Parlamento ha la maggioranza, nessuno può imporre la propria idea agli altri. Purtroppo siamo rimasti in attesa che il centrodestra facesse tutto il giro che l’ha portato al risultato di stamattina. Siamo pronti a discutere tutta la notte. Certo, non è semplice. Una parte non può pensare di fare un assalto al Colle, ci vuole un accordo», queste le parole del segretario del Pd Enrico Letta. «Abbiamo discusso in modo franco». Di Draghi? «Non abbiamo parlato». Serve «un o una presidente all’altezza di Mattarella ma non so se domani è il giorno buono», ha concluso, escludendo dunque dalla rosa dei nomi l’attuale Capo dello Stato. Dichiarazioni che, tradotte, significano che ci vuole ancora tempo per decidere e per trovare una soluzione che possa andare bene a tutti e che non ci saranno vincitori in questa “partita”.

18.39 – Letta: «Con Salvini ci stiamo parlando, sono ottimista»

ANSA/FABIO CIMAGLIA | In foto Enrico Letta

Per la prima volta il segretario del Pd Enrico Letta ha ammesso l’incontro con Salvini e Conte e si è detto «ottimista». «Sono in corso discussioni e poi vedremo, ci stiamo parlando», ha aggiunto. I tre si rivedranno fra un’ora, alle 19.30 circa. Hanno vagliato alcune ipotesi. «Abbiamo finalmente iniziato a parlare, ma siamo all’inizio», ha spiegato poi il segretario del Pd Enrico Letta. Le prossime notizie si avranno tra circa un’ora quando i tre dovrebbero rivedersi per fare il punto della situazione e capire se si possa convergere su un nome condiviso. Ancora in ballo i nomi di Draghi e Mattarella ma anche quelli di Casini e della responsabile degli 007 italiani Belloni.

18.22 – Salvini ha incontrato Draghi

ANSA/CIRO FUSCO | In foto Matteo Salvini

Il segretario della Lega oggi ha incontrato il premier Mario Draghi. Sono stati visti uscire a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro dallo stesso palazzo nei pressi di via Veneto. Fonti del Carroccio, appresa la notizia diffusa dalla stampa, non smentiscono né confermano: si limitano a un secco «no comment» sul presunto incontro tra Salvini e Draghi. Questo aggiunge un altro tassello al racconto: sale sempre di più, dunque, l’ipotesi di Draghi al Colle. Resta da capire, però, chi prenderebbe, in caso, il suo posto a Palazzo Chigi. Salvini, tra l’altro, come riferiscono fonti della Lega, ha incontrato anche Tajani e Ronzulli per Forza Italia.

18.13 – Conte incontra Letta e Salvini

ANSA/RICCARDO ANTIMIANI | Giuseppe Conte

Il presidente del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte, in questi minuti, sta incontrando Letta e Salvini negli uffici del M5s alla Camera. Si vuole arrivare a un accordo il prima possibile, a un nome condiviso. Vogliono provare a “chiudere” la partita domani, 29 gennaio. Quella di oggi, invece, sarà l’ennesima fumata nera (il sesto scrutinio è in corso alla Camera dei deputati con il Parlamento riunito in seduta comune) visto che i partiti non hanno ancora trovato un accordo e sono agli inizi delle loro difficili interlocuzioni.

18.11 – Pd domani proporrà quattro nomi

elisabetta belloni mario draghi
ANSA | In foto Belloni e Draghi

Secondo alcune fonti del Pd, citate da Domani, nella giornata del 29 gennaio verranno proposti agli alleati e al centrodestra quattro nomi: Casini, Amato, Draghi e la responsabile degli 007 italiani Elisabetta Belloni. Altre fonti, contattate da Open, confermano che il primo nome che il Pd proporrà domani sarà quello dell’attuale presidente del Consiglio. Ma «prima serve un accordo largo», ci dicono. Fallita l’ipotesi Casellati, le forze politiche hanno capito che nessuno ha effettivamente i numeri per eleggere, da solo, il prossimo Capo dello Stato. Nemmeno il centrodestra che oggi ha fallito al quinto scrutinio. Da qui la necessità di partire con i primi serrati incontri. L’obiettivo è di arrivare già domani, 29 gennaio, con un nome condiviso.

18.03 – Terminata la chiama dei senatori

I senatori hanno votato. Adesso tocca ai deputati, a seguire ai delegati regionali. Questo è il sesto scrutinio che, quasi sicuramente, non porterà al nome del nuovo Capo dello Stato. Per eleggere il prossimo presidente della Repubblica, infatti, servirebbero almeno 505 voti. Tanti, visto che nemmeno la presidente della Camera Casellati – con l’appoggio compatto del centrodestra (o almeno così era stato annunciato) – è riuscita a superare i 400 voti, anche grazie a 71 franchi tiratori. Qualcosa, dunque, potrebbe cominciare a muoversi domani o al massimo domenica 30 gennaio.

18.02 – Meloni: «Andare subito alle urne»

ANSA/RICCARDO ANTIMIANI | In foto Giorgia Meloni

Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d’Italia, interviene su Twitter per ribadire che bisogna andare subito alle urne, una volta scelto il Capo dello Stato: «L’Italia ha solo un modo per uscire dal blocco creato da certa politica: #elezionisubito per dare alla nazione un governo degno di questo nome. Dopo l’elezione del presidente della Repubblica, la parola torni agli italiani», ha scritto.

17.47 – Il centrodestra sta trattando con il centrosinistra

ANSA/RICCARDO ANTIMIANI | La capogruppo di Forza Italia Anna Maria Bernini

La conferma arriva dalla capogruppo al Senato di Forza Italia, Anna Maria Bernini, parlando coi giornalisti alla Camera. «Abbiamo aperto una trattativa con il centrosinistra», ha detto. «Vediamo».

17.24 – Toti: «Entro stasera il nome e domani si chiude»

ANSA/MASSIMO PERCOSSI | In foto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti

«Spero che entro stasera si abbia il nome del quirinabile in modo che domani si possa chiudere la partita e si elegga il presidente della Repubblica», queste le parole di Giovanni Toti, governatore della Liguria, parlando fuori da Montecitorio. L’attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella, invece, «non è in campo, con grande onestà infatti ha detto tante volte che non è interessato, che il Parlamento lo consideri un rifugio credo sia lusinghiero» ma «non è in campo».

17.12 – Conte sente il centrodestra

Da fonti del Movimento Cinque Stelle si apprende che Giuseppe Conte sta sentendo il centrodestra che «dopo questa forzatura istituzionale e il fallimento della prova appare molto diviso». Ora, dunque, «si intensificano le trattative».

17.03 – Al via la sesta votazione

Dopo la fumata nera alla quinta votazione, comincia ora la sesta con il Parlamento in seduta comune integrato dai delegati delle regioni. Per eleggere il nuovo presidente della Repubblica è sufficiente la maggioranza assoluta, ovvero 505 voti.

16.58 – Italia viva vota scheda bianca

ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI | In foto Matteo Renzi

Anche il partito guidato da Matteo Renzi ha deciso: voterà scheda bianca al sesto scrutinio. Lo hanno deciso dopo l’assemblea di gruppo.

16.50 – Il centrodestra si astiene. M5s, Pd e Leu voteranno scheda bianca

Quando mancano 10 minuti all’inizio della sesta votazione arriva l’indicazione di voto per il centrodestra: l’astensione. I grandi elettori della coalizione non ritireranno affatto la scheda. M5s, Pd e Leu voteranno invece scheda bianca. Questa la decisione presa durante il vertice nella sede del gruppo Pd alla Camera. I leader Letta, Conte e Speranza hanno fatto il punto sulla fumata nera alla quinta votazione e sui 382 voti espressi dal centrodestra per la presidente del Senato Elisabetta Casellati.

16.20 – Il centrodestra ha segnato le schede: la conferma

Tentativo del centrodestra di contarsi alla quinta votazione segnando le schede sulle quali esprimere la preferenza. La conferma arriva dopo lo spoglio. La coalizione ha escogitato un metodo per contarsi e contenere il rischio dei franchi tiratori. Il modus operandi si è basato sul diverso modo di scrivere il nome della presidente del Senato. Stando a quanto si apprende, da fonti del centrodestra, la Lega ha scritto Casellati, Fdi e Nci hanno scritto Elisabetta Alberti Casellati, Fi e Udc Elisabetta Casellati, Coraggio Italia Alberti Casellati.

EPA/ROBERTO MONALDO | In foto Elisabetta Casellati

16.15 – Boldrini: «La destra cambi metodo»

La deputata del Pd ed ex presidente della Camera Laura Boldrini commenta l’esito della quinta votazione, conclusasi anche questa con un nulla di fatto. «382 voti per Casellati, molto lontani dal quorum: la seconda carica dello Stato esposta a una candidatura alla presidenza della Repubblica che si sapeva avrebbe dato esito negativo. Cos’altro deve accadere perché la destra cambi metodo, capendo che serve una figura non di parte?», è la domanda retorica che Boldrini lancia in un tweet.

16.07 – Di Battista: «Casellati dovrebbe dimettersi subito»

Durissimo attacco dell’ex deputato del M5s Alessandro Di Battista nei confronti della presidente del Senato: «La Casellati dovrebbe immediatamente rassegnare le dimissioni da presidente del Senato in quanto non più meritevole di rappresentare la seconda carica dello Stato». Inoltre, secondo Di Battista il premier Draghi dovrebbe dichiarare «di voler fare esclusivamente il presidente del Consiglio date le tragedie economiche, sociali, psicologiche e sanitarie che sta vivendo il popolo italiano. In un Paese normale accadrebbe questo. Ma – ha concluso – non viviamo in un Paese normale».

15.55 – Meloni: «Fdi e Lega leali, gli altri no»

«Fratelli d’Italia, anche alla quinta votazione, si conferma come partito granitico e leale. Anche la Lega tiene. Non così per altri – sono le dure parole della leader di FdI, Giorgia Meloni – C’è chi in questa elezione, dall’inizio ha apertamente lavorato per impedire la storica elezione di un presidente di centrodestra. Le decine di milioni di italiani che credono in noi non meritano di essere trattati così. Occorre prenderne atto, e ne parlerò con Matteo Salvini, per sapere cosa ne pensa».

ANSA/CLAUDIO PERI | In foto Giorgia Meloni

15.40 – Iniziato il vertice di centrodestra. In corso quello del centrosinistra

Secondo quanto si apprende, è cominciato un nuovo vertice del centrodestra e si svolge negli uffici della Lega alla Camera. Sono presenti: Meloni, Salvini, Tajani, Toti, La Russa, Cesa, Brugnaro. Dopo la fine dello spoglio si è registrato un momento di tensione tra Toti e La Russa in Transatlantico. Parallelamente è in corso un vertice anche nel centrosinistra, tra M5s, Pd e Leu. Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto speranza si sono riuniti per fare il punto dopo la fumata nera. Lo stallo non sembra per il momento sbloccarsi.

15.29 – Brugnaro: «Dopo Casellati non resta che Draghi»

«Dopo Casellati non resta che Mario Draghi». Questa la breve a significativa affermazione del leader di Coraggio Italia Luigi Brugnaro.

Giovanni Toti e Luigi Brugnaro|ANSA/CLAUDIO PERI

15.15 – Lega e Fdi: «Noi tutti per Casellati»

Fonti del carroccio assicurano che le loro preferenze sono andate tutte alla presidente del Senato: «I 208 voti della Lega sono andati compatti alla presidente Casellati». Anche Fratelli di Italia dice la stessa cosa: «In questi voti ci sono tutti quelli di Fdi. Avevamo il dovere di provare a verificare i voti del centrodestra in aula – afferma Ignazio La Russa, vice presidente del Senato dopo l’esito della quinta votazione -. Dovevamo farlo alla terza votazione. Il centrodestra che c’è in Parlamento non corrisponde al centrodestra che c’è nel Paese», è la sua critica. Stando al conteggio ufficiale, i franchi tiratori nel centrodestra sono stati 71.

15.04 – L’esito del quinto scrutinio

14.52 – Concluso lo spoglio

Le operazioni di spoglio si sono concluse. Il presidente della Camera Fico ha finito di leggere le schede con il voto espresso dai grandi elettori. Casellati, nome su cui oggi ha puntato il centrodestra, si è fermata a 382 voti. Segue Mattarella con 46 preferenze e Di Matteo con 38. A Berlusconi sono andati 8 voti e a Tajani 7. A Cartabia, candidata di +Europa e Azione, sono andati 7 voti. Casini si ferma a 6. Le schede bianche sono 11, gli astenuti 406. In tutto i votanti 530, i presenti 936. A questo punto ci sarà un’interruzione dei lavori per un paio di ore, così da consentire la sanificazione dell’Emiciclo. Poi, alle 17, seguirà la sesta votazione per eleggere il prossimo capo dello Stato.

14.38 – Orlando: «Dal centrodestra gestione sconcertante»

Duro attacco al centrodestra da parte del ministro del Lavoro Andrea Orlando. «La maggioranza relativa del centrodestra dava un ruolo e una funzione a quella compagine nella soluzione dello scioglimento di questo nodo. Dobbiamo dire che da un lato si è abusato di quella posizione, dall’altro si sta proseguendo su una forma di gestione assolutamente sconcertante – ha scandito il dem -. Forse qualcuno sarà in grado di comprendere ma è incomprensibile ai più, mi pare che siamo di fronte a qualcosa di totalmente inedito e non per questo positivo».

14.20 – Si chiude la sesta votazione, comincia lo spoglio

Si è conclusa nell’Aula di Montecitorio la quarta votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai delegati delle regioni per eleggere il presidente della Repubblica. Comincia ora lo scrutinio che viene effettuato dal presidente della Camera Roberto Fico che legge una per una tutte le schede. Accanto a lui la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, nonostante le critiche del centrosinistra alla luce della sua candidatura.

Maria Elisabetta Alberti Casellati, Roberto Fico|ANSA/ETTORE FERRARI/POOL

14.11 – Zan: «Se passa Casellati la legislatura è finita»

«Se passa Casellati, la legislatura è finita». Questo il tweet del deputato del Pd Alessandro Zan a proposito della sesta votazione per il Quirinale. «Mandata allo sbaraglio dal centrodestra e da un Salvini che le sta sbagliando tutte».

14.00 – Di Maio: «La situazione si complica»

«La situazione si sta complicando, vediamo cosa accade» con l’esito della quinta votazione per il Quirinale. Questo il breve commento che il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha lasciato ai cronisti in Transatlantico poco prima dello scrutinio.

Luigi Di Maio|EPA/ETTORE FERRARI / POOL

13.40 – Conte: «Salvini? Non ci sottraiamo al confronto»

«Noi non ci sottraiamo ad alcun confronto – evidenzia il presidente del M5s Giuseppe Conte – ma è chiaro che se prima della votazione, quando ormai siamo lì intenti a valutare come procedere e a valutare quali eventuali candidature proporre, riceviamo un avviso di convocazione, questo non esiste», ha sottolineato Conte rispondendo a chi gli domandava se vedrà il segretario della Lega Salvini. L’ex premier ha poi aggiunto che il centrodestra dovrebbe farsi «un esame di coscienza». «La soluzione, lo ribadisco, non può che essere di alto profilo, ampiamente condivisa e super partes. Deve nascere super partes e deve essere realmente super partes – ha concluso -. Non si può procedere con questi strappi».

13.25 – Il Pd: «Inopportuno che Casellati co-presieda lo scrutinio»

«Ci sembra del tutto inopportuno che la Presidente Casellati nello spoglio odierno co-presieda lo scrutinio delle schede, di fatto controllando i voti per sé stessa. Nel 1992, quando Oscar Luigi Scalfaro si trovò in analoga condizione, si astenne dal presiedere lo scrutinio lasciando il compito al vicepresidente Rodotà. Ci auguriamo il medesimo rispetto delle istituzioni». Questa la dichiarazione di Enrico Borghi della segreteria nazionale del Pd.

Enrico Letta | ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

13.02 – Alle 14.30 un nuovo vertice del centrodestra. Salvini: «Casellati anche al sesto voto, poi vediamo»

Il leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato che alle 14.30 è previsto un nuovo vertice del centrodestra. «Vediamo l’esito del voto e vediamo come proseguire. Il centrodestra punta su Casellati anche nel pomeriggio, poi si vedrà», ha fatto sapere il segretario che ha inviato un invito formale anche al centrosinistra per un incontro che possa avere luogo prima della sesta votazione. Quanto al ruolo di Mario Draghi, Salvini ha ribadito: «Mi auguro che il presidente del Consiglio possa continuare a fare bene il premier. L’ho detto e non l’ho nascosto. Non pongo veti a nessuno. Da italiano, sarei più tranquillo se andasse avanti, spero che continui a stare lì». Poi ha scherzato: «Vado che magari mi ha chiamato Letta», riferendosi a una telefonata che invece non sarebbe mai avvenuta.

Matteo Salvini|ANSA/CLAUDIO PERI

12.54 – Cingolani: «Draghi è fantastico, farà bene ovunque»

«Mario Draghi è un tipo talmente fantastico che dovremmo comunque averlo a bordo in questo paese. Lui è davvero una soluzione a tanti problemi, e dovunque sarà, lavorerà molto bene. Spero che rimanga in circolazione il più possibile». Queste le parole del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ai microfoni di Bloomberg. «Sono un ministro tecnico, non sono un votante – ha aggiunto Cingolani -. Mi auguro come tutti i cittadini italiani di avere un presidente di alto profilo, e spero che sarà trovato in un paio di sedute».

Roberto Cingolani, immagine di archivio | ANSA / MATTEO BAZZI

12.40 – Conte: «Non partecipiamo ad atti di forza»

Il leader del M5s Giuseppe Conte motiva alla stampa la decisione odierna di astenersi dalla quinta votazione: «Noi non partecipiamo a questo atto di forza, a queste conte sulle cariche istituzionali – ha detto riferendosi alla scelta del centrodestra di puntare sul nome di Casellati -. Noi non partecipiamo a una conta, è una forzatura istituzionale, sono tre giorni che lavoriamo ad un metodo che è anche difficile definire». «Ieri ho messo a disposizione la mia capacità di mediazione – ha concluso – non ho fatto incontri non trasparenti, né inciuci né caminetti».

12.23 – Salvini: «Casellati la massima proposta dopo Mattarella. Propongo un nuovo incontro di maggioranza»

Il leader della Lega Matteo Salvini in conferenza stampa a Montecitorio critica le ultime mosse del centrosinistra che non ha partecipato al vertice di maggioranza per individuare un nome condiviso. «Sono deluso, da cittadino italiano dalla fuga della sinistra che diserta il voto. E anche le riunioni della maggioranza. Proporrò di riincontrarci prima del secondo voto del pomeriggio. Se si fugge e non si vota, la situazione non si risolve». Quanto al nome di Casellati: «Oggi abbiamo fatto la massima proposta possibile, tolto il presidente Mattarella», ha evidenziato il segretario della Lega. «Non c’è una figura istituzionale superiore tolto Mattarella, che la Repubblica può esprimere – ha proseguito – in più la presidente Casellati è una donna. Perché deve essere divisiva? Potrebbe essere la prima donna al colla. E si è messa generosamente a disposizione», ha concluso.

12.16 – Pd, M5s e Leu disertano l’incontro proposto Salvini

Continua a non esserci un accordo intorno a un nome condiviso dalla maggioranza. L’ultima news che arriva da Montecitorio è che i leader di Pd, M5s e Leu, Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza, hanno disertato il vertice di maggioranza proposto da Matteo Salvini. I tre leader di centrosinistra hanno parallelamente tenuto un altro incontro e sono rimasti riuniti per circa tre ore nella sede del gruppo Pd alla Camera.

Un momento del vertice di M5s, Pd e Leu, con Giuseppe Conte, Enrico Letta e Roberto Speranza e i capigruppo delle tre forze politiche, alla Camera dei deputati | ANSA

12.10 – Indicazione di astensione per il M5s

Dopo i senatori M5s, anche i deputati del Movimento hanno ricevuto l’indicazione di astenersi dalla quinta votazione. Ai parlamentari è arrivato un messaggio con le istruzioni da seguire: «Dite “astenuto”, non ritirate la scheda, passate sotto al banco della presidenza e uscite».

12.00 – Bersani: «Su Casellati il centrodestra non ha tenuta»

«In questi momenti ci vuole tenuta numerica e non solo quella. Su Casellati il centrodestra non ha tenuta – commenta Pier Luigi Bersani interpellato dai giornalisti a Montecitorio -. Noi oggi ci asteniamo e speriamo che dopo oggi il centrodestra capisca che l’unica soluzione è un candidato della maggioranza di governo magari votato anche dall’opposizione».

Pier Luigi Bersani | ANSA/FABIO FRUSTACI

11.50 – Salvini sponsorizza Casellati

Il segretario della Lega Matteo Salvini sostiene la causa Casellati evidenziando l’elemento di novità «donna al Quirinale». «Un onore proporla», commenta il leader in un post pubblicato sulla sua bacheca Facebook.

11.45 – Pd, M5s, Leu: «Oggi ci asteniamo»

Astensione totale dalla quinta votazione per eleggere il capo dello Stato. Questa l’indicazione di voto data da Pd, M5s e Leu alla fine del vertice tra i tre. «Consideriamo la unilaterale candidatura della seconda carica dello Stato, peraltro annunciata a un’ora dalla quinta votazione, un grave errore. Per il rispetto che si deve alle istituzioni – fanno sapere le tre forze politiche – oggi esprimeremo un voto di astensione nella formula “presente non votante”».

11.37 – Meloni: «Con questo Parlamento è impossibile decidere»

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni critica lo stallo della situazione in un tweet: «La desolazione delle manfrine sull’elezione del Presidente della Repubblica certifica due cose che Fdi sostiene da sempre: 1. Con questo Parlamento è impossibile decidere qualsiasi cosa. 2. Se fossero stati gli italiani ad eleggere il PdR lo avrebbero fatto in un giorno».

11.28 – I senatori Pd e Iv non rispondono alla prima chiama

Come deciso prima dell’apertura delle operazioni di voto, i senatori del Pd e di Italia viva non stanno rispondendo alla prima chiama per l’elezione del presidente della Repubblica.

11.22 – Berlusconi: «Tutto Parlamento voti Casellati»

Invito del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi a tutti i parlamentari a votare la presidente del Senato: «Elisabetta Casellati da Presidente del Senato, seconda carica dello Stato, diventerebbe prima carica dello Stato. Io conosco Elisabetta Casellati da oltre 30 anni e posso garantire sulla sua assoluta adeguatezza a questo eventuale nuovo ruolo super partes. Per tale motivo mi rivolgo ai Parlamentari di tutti gli schieramenti, per chiedere loro di sostenere la Casellati».

11.10 – Meloni: «La soluzione sono le elezioni»

«Con questo Parlamento non si decide niente. La soluzione sono le elezioni», questa la critica della leader di FdI Giorgia Meloni, intercettata dai giornalisti fuori da Montecitorio. «Ora combattiamo e sulla base di quello che accadrà faremo le nostre valutazioni. Il centrodestra è compatto, ma è anche molto attrattivo». Meloni intesta al centrodestra anche la battaglia quote rose e rimarca l’importanza di votare Casellati: «È sempre la destra a candidare le donne. Casellati non è divisiva, è la proposta più istituzionale, la meno politica. Ma si dice di no solo perché non è di sinistra».

11.03 – Al via la quinta votazione a Montecitorio

Al via nell’Aula di Montecitorio la quinta votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai delegati regionali per eleggere il presidente della Repubblica. Al banco della presidenza, come di consueto, ci sono i presidenti di Camera e Senato Roberto Fico e Elisabetta Alberti Casellati. Il quorum richiesto è quello della maggioranza assoluta dei componenti del Collegio, ovvero 505.

10.54 – Pd, M5s non risponderanno alla prima chiama. M5s verso l’astensione

Pd e Iv non parteciperanno alla prima chiama della quinta votazione per eleggere il capo dello Stato. Stando a quanto si apprende, risponderanno alla seconda chiama. Cresce il pressing per adottare la stessa linea anche tra tanti parlamentari del M5s, ma ci sono ancora alcune divisioni sull’indicazione di voto poiché in tati vorrebbero astenersi dal voto contando sull’effetto franchi tiratori. Il centrodestra va avanti sul nome di Casellati.

10.41 – Da oggi due votazioni al giorno

Si prova ad accelerare. A partire da oggi ci sarà una doppia votazione per sbloccare lo stallo ed eleggere il presidente della Repubblica. La prima è fissata, come di consueto, per le 11. La seconda si terrà alle 17, come hanno deciso i capigruppo. Domani lo schema cambierà. Le due votazioni utili – se ancora necessarie – si terranno alle 9.30 e alle 16.30. Tra le due operazioni di voto è prevista una pausa di un’ora e mezza per la sanificazione dell’Emiciclo.

L’Aula della Camera pronta per il voto | ANSA/ FRANCESCO BONGARRA’

9.46 – Il centrodestra vota Casellati. Salvini convoca una riunione con tutti i leader

Il centrodestra ha deciso che alla votazione prevista per le 11, la quinta di questa sessione di voto, scriverà il nome di Maria Elisabetta Alberti Casellati, attuale presidente del Senato. Un modo per contare la forza del centrodestra, strategia che anche Giorgia Meloni ha detto di apprezzare e su cui la presidente del Senato ha chiesto di forzare, come ricostruito da Open. Il primo obiettivo di questo voto è la conta interna per una coalizione che ieri si è divisa fino a tarda notte. Matteo Salvini ha poi diffuso un invito rivolto a tutti i leader della maggioranza: un incontro prima della prossima votazione e la disponibilità a rivotare già nel pomeriggio.

9.40 – Centrosinistra: «Centrodestra non ci ha fatto sapere cosa voteranno»

Nel corso del vertice di centrosinistra si sta discutendo molto del tentativo di forzatura da parte di centrodestra per il Quirinale. La coalizione avversa non ha fatto sapere cosa intenda votare, dicono dalla riunione di M5s, Pd e Leu. Per provare a far saltare la prova di forza, il centrosinistra sta valutando di uscire dall’aula o astenersi.

9.13 – Fonti Pd: «Al momento non sono in programma incontri con il centrodestra»

Il clima dentro la coalizione di governo non è certo quello che precede la scelta di un nome condiviso. Fonti citate dall’agenzia di stampa Ansa chiariscono infatti due cose. La prima è che il centrodestra non ha ancora comunicato il nome che si dovrebbe votare per il Quirinale. Se quindi Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia sceglieranno un candidato di bandiera per il centrodestra non è chiaro cosa faranno M5s, Pd e Leu. La seconda notizia che si apprende è che al momento non sono in programma nuovi incontri fra Enrico Letta e i leader di centrodestra.

Foto in copertina di repertorio: TWITTER/CAMERA DEI DEPUTATI

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