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Saltato corridoio umanitario a Mariupol, per Mosca è colpa dei mortai ucraini. Colpito un ospedale nel Donbass

L’Onu sulla strage di Bucha: «Inchiesta indipendente su crimini di guerra». Scholz chiede nuove sanzioni Ue contro la Russia

Tornano a suonare le sirene in diverse città ucraine, compresa Kiev. Nella notte del 3 aprile bombardieri russi sono stati segnalati in volo anche su Leopoli, Dnipropetrovsk e Odessa. Nelle prime ore della mattina, quest’ultima è finita sotto attacco. Nel frattempo, il Cremlino fa sapere: «Il nostro obiettivo è salvare le repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk».


21.00 – Mosca: «Kiev ha fatto saltare i corridoi umanitari a Mariupol’»

«L’operazione umanitaria ben organizzata per salvare civili e stranieri da Mariupol è stata cinicamente interrotta dalla parte ucraina, perché la parte della via di evacuazione vicino a Mariupol che è stata colpita dal fuoco intensivo delle unità dell’esercito ucraino e dei battaglioni nazionalisti, che hanno usato mortai e armi pesanti». Lo ha affermato il ministro della Difesa Russo, Mikhail Mizintsev, citato dall’agenzia Tass. «Mosca – ha proseguito – è disponibile ad aprire nuovi corridoi umanitari».


20.30 – I russi colpiscono un ospedale nell’est dell’Ucraina: un morto

Le forze russe hanno colpito un ospedale nella città di Rubižne, nel Donbass, al confine tra Ucraina e Russia. Secondo quanto riferito su Telegram il governatore Serguii Gaidai, il bilancio provvisorio sarebbe di un morto e tre feriti. La città è stata già stata ripetutamente bombardata dall’inizio dell’invasione russa.

19.19 – Scholz: «Dopo Bucha nuove sanzioni contro la Russia»

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha annunciato nuove sanzioni contro la Russia dopo i “crimini di guerra” commessi a Bucha. Lo ha detto in uno statement a Berlino. Scholz ha spiegato che le misure saranno decise con i partner nei prossimi giorni. (ANSA).
PGL/ S0A QBXB

18.55 – Onu: «I cadaveri a Bucha solleva questione su crimini di guerra»

I corpi scoperti a Bucha «sollevano serie domande su eventuali crimini di guerra», dice l’Ufficio dei Diritti umani Onu da Ginevra in una nota – Non siamo ancora in grado di commentare direttamente le cause e le circostanze della morte di civili a Boucha, ma ciò che si sa fino ad oggi solleva chiaramente interrogativi seri e inquietanti su possibili crimini di guerra e gravi violazioni del diritto umanitario internazionale». Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, si è detto: «profondamente scioccato dalle immagini dei civili uccisi a Bucha, in Ucraina. È essenziale che un’indagine indipendente porti a una responsabilità effettiva».

18.50 – Bloccati i corridoi umanitari a Mariupol e Kharkiv

Nei territori occupati dall’esercito russo a Mariupol e Kharkiv non sono più percorribili i corridoi umanitari, attivati da ieri 2 aprile per permettere alla popolazione civile di evacuare le città e agli operatori umanitari di portare cibo e medicine. A lanciare l’allarme è il capo dell’unità di crisi di Leopoli, Nataliya Smikh, che ha parlato con l’agenzia italiana Ansa: «I corridoi per l’arrivo di cibo e le evacuazioni a Mariupol e Kharkiv sono bloccati. E quello di Odessa va a singhiozzo, funziona al 50%».

18.15 – Ritrovati 410 cadaveri nella regione di Kiev

I cadaveri di 410 civili sono stati ritrovati nella regione di Kiev recentemente lasciata dai russi. Lo ha riferito il procuratore generale ucraino Iryna Venediktova durante un programma trasmesso su diversi canali televisivi ucraini.

17.30 – Russia: «Le immagini di Bucha sono una provocazione di Kiev»

«Tutte le fotografie e i materiali video pubblicati dal regime di Kiev, che presumibilmente testimoniano una sorta di crimini del personale militare russo sono un’altra provocazione» contro Mosca, ha reso noto il Cremlino in una nota pubblicata da Ria Novosti in cui si sottolinea che le immagini di Bucha sono «una produzione di Kiev per i media occidentali», negando dunque un coinvolgimento delle truppe russe. «Il 24 febbraio Mosca – si legge sull’agenzia di stampa russa – ha lanciato un’operazione militare speciale per smilitarizzare e de-nazificare l’Ucraina». Il presidente Vladimir Putin ha definito il suo obiettivo «la protezione delle persone che sono state oggetto di bullismo e genocidio dal regime di Kiev per otto anni». L’articolo precisa che «le Forze armate colpiscono solo le infrastrutture militari e le truppe ucraine. Il 25 marzo hanno completato i compiti principali della prima fase: hanno ridotto significativamente il potenziale di combattimento dell’Ucraina. L’obiettivo principale del dipartimento militare russo era chiamato la liberazione del Donbass».

17.10 – Draghi sulla strage di Bucha: «La Russia dovrà rendere conto»

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, in una dichiarazione ha dichiarato che «le immagini dei crimini commessi a Bucha e nelle altre aree liberate dall’esercito ucraino lasciano attoniti. La crudeltà dei massacri di civili inermi è spaventosa e insopportabile. Le autorità russe devono cessare subito le ostilità, interrompere le violenze contro i civili e dovranno rendere conto di quanto accaduto. L’Italia condanna con assoluta fermezza questi orrori e esprime piena vicinanza e solidarietà all’Ucraina e ai suoi cittadini».

16.30 – Blinken e Stoltenberg: «Le immagini di Bucha sono un pugno allo stomaco»

Il segretario di Stato americano Antony Blinken e il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg hanno condannato alla Cnn le atrocità contro i civili attribuite ai russi a Bucha, vicino a Kiev. «Quelle immagini sono un pugno allo stomaco», ha osservato Blinken, ribadendo che gli Usa stanno documentando eventuali «crimini di guerra», senza però dire se li considera «crimini contro l’umanità» o «genocidio». Quelle di Bucha sono «violenze orribili», ha detto Stoltenberg denunciando una «brutalità inedita in Europa da decenni».

15.00 – Altre esplosioni in Russia a Belgorod

Un’esplosione si è verificata oggi nel villaggio di Tomarovka nella regione russa di Belgorod, a 40 km dal confine dell’Ucraina. Lo ha reso noto il capo dell’amministrazione del distretto urbano di Yakovlevsky Oleg Medvedev, come riporta l’agenzia Ria Novosti. «Tutto è calmo a Tomarovka, detriti sono caduti a terra. La strada è stata transennata, sono stati chiamati i servizi di emergenza. I detriti sono stati ispezionati: non rappresentano un pericolo, sono stati portati via, non si segnalano danni», ha aggiunto. Venerdì Mosca aveva denunciato un attacco aereo ucraini su un deposito di petrolio, sempre a Belgorod.

14.15 – Nuove sirene di allarme a Odessa

A Odessa sono tornate a suonare le sirene di allarme a fine mattina con le autorità che hanno invitato la popolazione a mettersi al riparo, nelle abitazioni o nei rifugi.

14.03 – Esplosioni a Belgorod

Nelle ultime ore sono state sentite due esplosioni nella città russa di Belgorod, vicina al confine con l’Ucraina, già oggetto di un attacco, in quel caso al deposito di petrolio, da parte delle forze ucraine (almeno secondo le accuse del Cremlino, seguite da una non-smentita di Zelensky). A riferirlo, oggi 3 aprile, sono due testimoni a Reuters. Uno di loro, tra l’altro, ha detto che le esplosioni erano così potenti da scuotere i vetri delle finestre del suo appartamento a Belgorod.

13.00 – Von der Leyen: «Aprire indagine su orrori indicibili»

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si è detta “sconvolta dalle notizie di orrori indicibili nelle aree da cui la Russia si sta ritirando”. In un tweet, von der Leyen chiede una “indagine indipendente. Gli autori di crimini di guerra saranno ritenuti responsabili”.

12.00 – Kiev chiede sanzioni più dure dopo il massacro di Bucha

«Il massacro di Bucha è stato deliberato. I russi mirano ad eliminare il maggior numero possibile di ucraini. Dobbiamo fermarli e cacciarli via». Così il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba su Twitter, chiedendo «nuove devastanti sanzioni del G7 ora: embargo su petrolio, gas e carbone; chiudere tutti i porti alle navi e alle merci russe; scollegare tutte le banche russe da Swift».

11.40 – Michel: «Scioccato dalle atrocità dei russi»

Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, si è detto «scioccato dalle immagini delle atrocità commesse dall’esercito russo nella regione di Kiev ora liberata». Michel ha aggiunto che l’Ue è pronta a nuove sanzioni contro Mosca.

11.00 – La Polonia: «Pronti a ospitare armi nucleari Usa»

«Se gli americani ci chiedessero di mantenere le armi nucleari statunitensi in Polonia, saremmo aperti a questo. Rafforzerebbe in modo significativo la deterrenza su Mosca». A dirlo è il vice primo ministro polacco Jaroslav Kaczynski. Il tema, ha detto, non è stato ancora discusso, ma «questo potrebbe cambiare presto».

9.20 – Mosca: «La bozza di accordo non è ancora pronta»

«La bozza di accordo non è pronta per essere presentata a un incontro al vertice»: così il capo negoziatore russo Vladimir Medinsky sull’ipotesi di un confronto tra i presidenti Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Ieri, il capo negoziatore dell’Ucraina aveva detto che i colloqui erano avanzati abbastanza da rendere possibile un incontro.

8.30 – Kiev: «Intercettati missili russi su Odessa»

«Odessa è stata attaccata», ha detto Anton Herashchenko, consigliere del ministero degli Interni ucraino sul suo account Telegram. Alcuni missili russi «sono stati abbattuti», ha aggiunto.

6.15 – Forti esplosioni a Odessa

Violente esplosioni nel centro di Odessa. Secondo quanto riferiscono sui social media gli abitanti della città, almeno 10 esplosioni si sono verificate poco prima delle 6 ora italiana. Si tratterebbe di missili lanciati sulla città. Stando al giornale online Odessa Life, è stata anche colpita «un’infrastruttura critica».

5.00 – Mosca: «Vogliamo salvare Donetsk e Lugansk»

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha rilasciato una intervista ai media bielorussi. «La sovranità delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk è stata riconosciuta dalla Russia. Abbiamo riconosciuto la loro indipendenza, le abbiamo riconosciute come stati indipendenti», ha detto. «L’operazione militare speciale è stata avviata su richiesta di queste due repubbliche: uno degli obiettivi principali consiste nel salvare queste repubbliche e ripristinare la loro statualità entro i confini del 2014, entro i confini sanciti dalla costituzione delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk».

4.00 – Bombardieri in volo, suonano le sirene

Tornano a suonare le sirene in diverse città dell’Ucraina, tra cui Kiev, Leopoli, Dnipropetrovsk e Odessa. L’allerta è scattata alle 4.20 locali (le 3.20 in Italia). Le autorità ucraine hanno segnalato la presenza di bombardieri russi in volo.

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