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La paura della Lega: Giorgia Meloni vuole i ministri di Draghi nel suo governo?

La leader di Fdi e le telefonate con il premier: due nomi indicati da Palazzo Chigi. Che però smentisce tutto

Perché la Lega spinge per indicare i ministri di centrodestra prima del voto? Dietro le insistenze del Carroccio non ci sono ragioni elettorali. Ma invece c’è la volontà di fermare, o almeno frenare, Giorgia Meloni. Che invece, secondo un sospetto che circola tra i lumbard, ha aperto un’interlocuzione con Mario Draghi. Di più: avrebbe addirittura un accordo per inserire nell’eventuale nuovo governo della leader di Fratelli d’Italia qualche ministro dell’attuale esecutivo. Il nome che circola con più insistenza è quello di Roberto Cingolani. Ma Draghi avrebbe “raccomandato” anche un suo fedelissimo. Ovvero l’ex direttore generale di Bankitalia ed attuale membro del board della Bce Fabio Panetta. Una circostanza smentita da Palazzo Chigi. Ma che però va a legarsi ad altri indizi. E si sa, tre indizi fanno una prova.


La telefonata

All’epoca della crisi del governo Meloni diffondeva tesi complottiste sul salvataggio dell’esecutivo «con il favore delle tenebre». Intanto, però con Draghi aveva un filo diretto. I retroscena dei giornali raccontavano di una (o più) telefonate tra i due. Con un argomento piuttosto sorprendente: le promesse della campagna elettorale. Quelle di Berlusconi da subito sono partite in modo esplosivo: pensioni a mille euro per tutti e un milione di alberi da piantare. E la Meloni ha parlato con Draghi dei conti pubblici e delle possibilità di espansione del bilancio proprio per capire se ci fosse spazio per questo tipo di promesse. La risposta è stata ovviamente negativa. Ma l’interlocuzione ha aperto un dialogo tra l’attuale premier (dimissionario) e la possibile futura inquilina di Palazzo Chigi.


Oggi, spiega un retroscena di Repubblica, le cose si sono evolute. Nel corso dei contatti Draghi avrebbe tracciato il difficile scenario economico che attende il nuovo esecutivo a partire da settembre. E avrebbe anche suggerito un paio di nomi di ministri che darebbero autorevolezza al governo Meloni. Cingolani, appunto. E Panetta, che potrebbe prendere il posto di Daniele Franco al ministero dell’Economia. Il quotidiano racconta di un abboccamento tra i due alla festa di compleanno del leader Dc Gianfranco Rotondi. Un “fitto colloquio”, come viene definito. Che potrebbe portare fino a via XX Settembre. Anche se Panetta preferirebbe invece un ruolo di prestigio in Bankitalia. L’attuale governatore Ignazio Visco è al secondo mandato. È stato confermato nel 2017.

La Lega irritata e il caso Ita Airways

La Lega è irritata. Per queste voci e per il fatto che l’interlocuzione con Draghi possa portare a una “continuità” con l’attuale esecutivo che il Carroccio vede come il fumo negli occhi. Da qui è iniziata la battaglia dei ministri da indicare prima del voto. Portata avanti da Matteo Salvini. In funzione anti-Meloni? Più che altro, in funzione anti-Draghi. Intanto durante la conferenza stampa di ieri il premier ha anche in qualche modo risposto proprio a Meloni. Sull’argomento Ita-Airways, la compagnia “di bandiera” che ha preso il posto di Alitalia e che dovrebbe essere privatizzata. La presidente di Fdi aveva chiesto di non andare avanti con l’asta in attesa del nuovo esecutivo.

Parlando di un “rilancio” della nostra compagnia di bandiera. E cercando di fare più o meno quello che fece Berlusconi all’epoca di Prodi e della vendita di Alitalia ad Air France. «Su Ita il governo andrà fino in fondo e deciderà», ha detto ieri Draghi dopo il Cdm. E il ministro dell’Economia Franco ha spiegato che «nessuna delle due proposte pervenute», ossia quella di Lufthansa-Msc e quella del fondo statunitense Certares, «è pienamente coerente con quanto richiesto dal Dpcm. Per cui in tempi molto brevi, in questi giorni, verrà chiesto loro di formulare ulteriori proposte, chiedendo di rispondere in tempi brevissimi».

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