Olimpiadi Milano-Cortina, la Fondazione chiude le polemiche: «Percorso inclusivo e rispettoso». E l’uomo gatto risponde agli hater sui social

La selezione dei tedofori delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 ha seguito un percorso «rigoroso, inclusivo e rispettoso». È con queste parole che la Fondazione prova a mettere a tacere una volta per tutte le polemiche sorte nei giorni scorsi riguardo al processo di selezione dei tedofori. In una nota, la Fondazione Milano-Cortina «invita a non alimentare ulteriori polemiche infondate» e precisa che «ogni tentativo di creare categorie, graduatorie o contrapposizioni tra ‘tipi’ di tedofori o tra ‘modalità’ di nomina è privo di fondamento. Lo sportivo per i suoi risultati, l’artista per la sua popolarità, il cittadino per il suo impegno: tutti portano la Fiamma, tutti rappresentano il Paese, tutti sono parte della stessa narrazione di valori».
Le polemiche sulla scelta dei tedofori
Le polemiche sulla scelta dei tedofori nascono essenzialmente da due ragioni. La prima è la decisione del Coni di arruolare anche personalità lontane dal mondo dello sport e scelte in collaborazione con i due principali sponsor, Coca Cola ed Eni, che hanno pescato sopratutto dal mondo dello spettacolo. La seconda ha a che fare con l’assenza di alcuni olimpionici che hanno fatto la storia dell’Italia nei Giochi Invernali, ma che sono stati esclusi dalla lista, ognuno per motivi diversi. È il caso, per esempio, di Silvio Fauner, eroe della staffetta che a Lillehammer ’94 fece raggiungere all’Italia uno dei suoi momenti più alti dello sport olimpico italiano. L’ex fondista è stato snobbato dagli organizzatori. Ma la Fondazione Milano-Cortina si era affrettata a spiegare che, «pur nel massimo rispetto della sua straordinaria storia sportiva», oggi Fauner ricopre una carica politica, quella di vice sindaco, «una condizione che rientra tra i requisiti preliminari di esclusione previsti e perfettamente specificati sul regolamento pubblicato sul nostro sito”
L’intervento di Salvini
In una lettera alla Gazzetta dello Sport, il vicepremier Matteo Salvini dice di aver preso a cuore la vicenda dei tedofori e di essersi attivato insieme al ministro dello Sport, Andrea Abodi, per trovare una soluzione. Ma in casa Lega, c’è anche chi la pensa diversamente. «Quella sulla scelta dei tedofori alle Olimpiadi di Milano Cortina è una polemica che sinceramente non condivido. Credo sia bello e giusto estendere il più possibile a chi le Olimpiadi non le ha mai fatte», ha detto oggi il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine di un evento. «Il successo del viaggio della fiamma è pazzesco e la storia degli atleti è sacra. Tutto mi si può dire, eccetto che io non l’abbia rispettata e valorizzata», ha aggiunto Giovanni Malagò, presidente di Fondazione Milano-Cortina.
L’uomo gatto e le critiche social
A finire travolto nella polemica è anche Gabriele Sbattella, conosciuto anche come «Uomo Gatto», concorrente del quiz Sarabanda. Sbattella ha portato la torcia olimpica il 4 gennaio a Fermo, dopo essersi candidato – insieme alla moglie – come comune cittadino, finendo coinvolto nelle polemiche. «Ho ricevuto messaggi di solidarietà in seguito alla vergognosa campagna stampa nei miei confronti e di Elena, sul fatto che siamo stati tedofori olimpici. Noi – ha risposto Sbattella – queste cattiverie non ce le meritiamo, siamo persone rispettose: abbiamo portato la fiaccola olimpica in modo serio, divertendoci. Chi si è reso responsabile di queste cattiverie ne risponderà: sono una persona perbene, però quando mi tirano i capelli graffio».
Foto copertina: ANSA/Mourad Balti Touati | Il passaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina a Gaglianico (Biella), 13 gennaio 2026
