Femminicidio Manuela Petrangeli, l’ex fidanzato Gianluca Molinaro condannato all’ergastolo: la uccise a colpi di fucile fuori dal lavoro

Gianluca Molinaro, reo confesso del femminicidio della sua ex compagna Manuela Petrangeli avvenuto il 4 luglio 2024, è stato condannato all’ergastolo dalla prima Corte d’Assise di Roma, così come aveva chiesto la procura. All’uomo sono contestati i reati di omicidio aggravato dalla premeditazione e dallo stalking, di detenzione abusiva di armi e in relazione a quest’ultima accusa, anche quella di ricettazione. La 45enne Manuela Petrangeli era stata uccisa a Roma mentre si trovava in compagnia di una collega fuori dalla clinica dove lavorava. L’aggressore, l’ex compagno, l’ha attesa in macchina e, senza scendere, ha aperto il fuoco con un fucile a canne mozze. Dopo aver compiuto il gesto, aveva scritto a un’altra ex compagna, Debora Notari, dicendo: «Gli ho sparato du’ botti». Poi, era stata proprio Notari a chiamare i carabinieri e a rimanere al telefono con l’uomo fino a quando, circa un’ora dopo, si è presentato in caserma per costituirsi.
I messaggi intimidatori alla vittima
Manuela vittima di minacce e molestie continue da parte dell’uomo, con cui aveva avuto un figlio di 9 anni. I messaggi che le inviava in continuazione erano spaventosi e intimidatori: «Ti vengo a pisciare sulla bara», «Mi prenderò la mia rivincita, sarà una vendetta che ti segnerà per sempre», e persino riferimenti a Hannibal Lecter, il celebre serial killer dei film. I due erano separati da tre anni. Quel giorno, Manuela aveva appena finito di parlare al telefono con il figlio quando Molinaro è sbucato da un parcheggio e ha sparato. Sul posto i soccorsi hanno tentato invano di rianimarla. Manuela lavorava da circa vent’anni presso la casa di cura Villa Sandra, a pochi metri dal luogo dell’aggressione, mentre Molinaro era impiegato come Oss al centro di riabilitazione Don Guanella.
