Tutti pazzi per il curling: ecco perché questo sport ci appassiona così tanto – Il video
Negli ultimi giorni il curling è ovunque. Ciclicamente, ad ogni Olimpiade invernale (ma non solo), questa disciplina torna a entusiasmare esperti e non. Ed è ciò che sta succedendo anche con i Giochi di Milano-Cortina 2026, dove Amos Mosaner e Stefania Constantini hanno avuto la meglio sul Regno Unito nel doppio misto, portando a casa una strepitosa medaglia di bronzo. Questo sport, fino a non molto tempo fa, compariva nel dibattito pubblico solo ogni quattro anni, oggi invece è diventato quasi oggetto di culto. Ma perché ci piace così tanto? Perché è uno sport che è l’esatto opposto di ciò a cui siamo abituati. Nel curling non vince chi è più forte o più veloce. Vince chi pensa meglio, chi sa aspettare, chi sa rinunciare a un punto adesso per vincerne tre dopo. È pura strategia e precisione assoluta. Non è un caso che venga anche chiamato gli “scacchi sul ghiaccio”.
Uno sport antico
Il curling nasce in Scozia diversi secoli fa, sui laghi ghiacciati. È uno degli sport organizzati più antichi ancora in attività. Dalla Scozia viene esportato soprattutto in Canada, dove diventa parte integrante della cultura sportiva nazionale. Il riconoscimento olimpico, però, arriva solo nel 1998, ai Giochi di Nagano, in Giappone. Oggi le nazioni di riferimento restano Canada e Scozia, insieme a Svezia, Svizzera e Norvegia, mentre l’Italia si è ritagliata uno spazio di primo piano grazie ai successi recenti, che l’hanno portata a detenere titoli mondiali e olimpici nella specialità del misto. Parallelamente, il curling ha saputo infiltrarsi anche nella cultura pop: lo si intravede già negli anni Sessanta, quando i Beatles provano a giocarci in Help!, e compare fugacemente anche in un classico della saga di James Bond come Al servizio segreto di Sua Maestà.
Il curling in Italia
In Italia il curling entra davvero nelle case con le Olimpiadi di Torino 2006, ma resta per anni una curiosità più che una disciplina seguita. Il cambio di passo arriva con Pechino 2022, grazie all’oro nel doppio misto conquistato da Stefania Constantini e Amos Mosaner. Quel successo segna uno spartiacque: il curling acquisisce una legittimità sportiva e mediatica. Da quel momento aumenta l’interesse, gli eventi sportivi vengono seguiti da migliaia di persone e sui social proliferano video, post e meme.
Perché il curling funziona oggi
Ma perché il curling oggi spopola? Il punto centrale è che il curling rappresenta l’opposto del modello sportivo dominante. Non premia la forza fisica né l’esplosività. Premia la capacità di lettura del gioco, la gestione del tempo, la strategia a lungo termine. Ogni partita è una sequenza di decisioni: quando attaccare, quando difendere, quando rinunciare deliberatamente a un punto per costruire un vantaggio successivo. Da qui la definizione di “scacchi sul ghiaccio”. Le scope, elemento iconico e spesso frainteso, non servono a pulire il campo ma a scaldare il ghiaccio, influenzando traiettoria e velocità della pietra. Il margine d’errore è minimo e, spesso, le conseguenze di una scelta sbagliata emergono solo diversi lanci dopo.
Fair play e autoregolamentazione
C’è poi un aspetto culturale che colpisce il pubblico contemporaneo: il fair play. Nel curling non esiste una figura arbitrale invadente. Gli atleti si autoregolano, segnalano le proprie infrazioni e mantengono un clima di rispetto reciproco costante. In un contesto sportivo sempre più caratterizzato da proteste, polemiche e tensioni, questo codice etico appare quasi controcorrente. E proprio per questo risulta affascinante.
Uno sport accessibile
Il curling è anche uno sport accessibile. Non richiede un’età specifica né una preparazione fisica estrema. Questo ha favorito la nascita e la crescita di club anche in Italia, come quello di Sesto San Giovanni, attivo da anni e frequentato da appassionati di tutte le età, ben prima dell’attuale esposizione mediatica. È una disciplina che vive di comunità, di club, di relazioni sociali. Un modello lontano dallo sport iper-professionalizzato, ma forse più vicino alle esigenze di una parte crescente di pubblico.
Il ruolo dei social
E poi ci sono i social network. I meme hanno amplificato la sua diffusione, trasformandolo in un fenomeno pop. Ma l’ironia è solo una parte. Chi si appassiona scopre uno sport complesso, rigoroso, profondamente mentale. Il successo del curling racconta qualcosa di più ampio: la voglia di uno sport diverso, meno muscolare e più strategico, capace di dimostrare che vincere non è sempre una questione di forza. A volte è una questione di testa, tempo e precisione.
