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Olimpiadi, squalificato lo skeletonista ucraino: il casco in memoria degli atleti morti non passa il regolamento. Heraskevych: «Ricorrerò al Tas»

12 Febbraio 2026 - 10:31 Cecilia Dardana
Vladyslav Heraskevych
Vladyslav Heraskevych
Secondo il Cio, l'atleta «non ha preso in considerazione alcuna forma di compromesso». Heraskevych contesta l'interpretazione della regola

Vladyslav Heraskevych, atleta ucraino di skeleton, non potrà partecipare alla gara di oggi ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. La squalifica è stata decisa dalla giuria della Federazione Internazionale di Bob e Skeleton (Ibsf) perché il casco dell’atleta, realizzato in memoria degli atleti ucraini caduti nella guerra russa, «non è conforme al regolamento». Il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) ha annunciato «con rammarico» il ritiro dell’accreditamento, sostenendo che l’atleta ha «rifiutato di conformarsi alle Linee Guida sull’espressione visiva degli atleti». «Nonostante i numerosi scambi e incontri di persona tra il Cio e il signor Heraskevych, l’ultimo dei quali questa mattina con la presidente Kirsty Coventry, questi non ha preso in considerazione alcuna forma di compromesso», si legge nella nota del Comitato Olimpico.

La spiegazione del Cio

Il Cio sottolinea che l’intenzione non era bloccare il messaggio, ma regolamentare il modo in cui veniva espresso: «L’essenza di questo caso non sta nel messaggio, ma nel modo in cui voleva esprimerlo». Heraskevych, ricordano dal Cio, «ha potuto esporre il suo casco in tutte le prove di allenamento» e gli era stata offerta «la possibilità di esporlo subito dopo la gara, durante il passaggio nella zona mista». Il Cio ricorda inoltre che «le Linee Guida sull’espressione visiva degli atleti sono il risultato di una consultazione globale condotta nel 2021 con 3.500 atleti provenienti da tutto il mondo» e hanno «il pieno supporto della Commissione Atleti del Cio e delle Commissioni Atleti delle Federazioni Internazionali e dei Comitati Olimpici Nazionali».

Heraskevych: «Ricorrerò al Tas»

Heraskevych non accetta la decisione e annuncia azioni legali: «Credo che dobbiamo continuare a lottare per i nostri diritti. Ho detto fin dal primo giorno che non sono d’accordo con ciò che il Cio ci dice, quindi probabilmente presenteremo un ricorso al Tas e difenderemo i nostri diritti». L’atleta ucraino contesta l’interpretazione della regola: «Altri atleti si stavano già esprimendo, e non hanno dovuto affrontare le stesse cose. Quindi, all’improvviso, solo un atleta ucraino in queste Olimpiadi verrà squalificato per questo casco, che non viola alcuna regola». La presidente del Cio Kirsty Coventry ha tentato un ultimo incontro per trovare una soluzione: «Non dovevo essere qui, ma ho pensato fosse molto importante parlare con lui di persona. La sfida era trovare una soluzione per il campo di gara. Purtroppo non siamo riusciti a trovarla», ha spiegato, visibilmente commossa. «Volevo davvero vederlo gareggiare. È stata una mattina emotiva».

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