Ultime notizie Carmelo CinturrinoFestival di SanremoJeffrey EpsteinTrapianti
SOSTENIBILITÀCambiamento climaticoENIExtinction RebellionFestival di SanremoGreenwashingMusicaPoliziaSuoni e VisioniTvVideo

Sanremo, blitz di Extinction Rebellion contro l’Eni. Il poliziotto agli attivisti: «Durante un controllo non avete alcun diritto» – Il video

25 Febbraio 2026 - 15:43 Gianluca Brambilla
Il movimento ambientalista accusa l'azienda italiana di greenwashing. Tredici persone sono state portate in commissariato per un fermo identificativo

Nella serata inaugurale del Festival di Sanremo, davanti al Teatro Ariston, un gruppo di attivisti di Extinction Rebellion ha inscenato una protesta contro Eni, tra i principali sponsor dell’evento. L’azione è scattata sul green carpet, con l’obiettivo di denunciare «le politiche ecocide e le operazioni di greenwashing» legate ai grandi player energetici, Eni in testa. I manifestanti – una decina in tutto – hanno superato le transenne prima di essere allontanati dalla sicurezza privata e dalle forze dell’ordine. In un video diffuso dal movimento si sente un agente rispondere così agli attivisti che avevano il telefono acceso e chiedevano quale fosse il loro status giuridico: «Durante un controllo di polizia non avete nessun diritto».

Sei ore in commissariato e il foglio di via

Tredici persone sarebbero state trattenute e poi portate in commissariato per un fermo identificativo che gli attivisti giudicano «illegittimo», perché – sostengono – i documenti erano già stati mostrati sul posto. L’ultima persona sarebbe stata rilasciata alle 4.20 del mattino, dopo oltre sei ore. Nel frattempo, il questore di Imperia ha disposto per alcuni di loro il foglio di via obbligatorio dal Comune di Sanremo per un periodo da uno a tre anni. Oltre al provvedimento amministrativo, si profila anche una denuncia per manifestazione non preavvisata e inottemperanza agli ordini dell’autorità. Una contestazione che, alla luce delle nuove norme, potrebbe avere un peso economico rilevante.

Il decreto sicurezza e l’appello a Mattarella

La protesta si intreccia con il nuovo decreto sicurezza, che entra in vigore proprio oggi e prevede sanzioni fino a 10mila euro per chi «turba il pacifico svolgimento di una riunione in luogo pubblico» o manifesta senza preavviso alla Questura. Per gli attivisti, il rischio è che la protesta diventi «un lusso per pochi». Da qui l’appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Il decreto colpisce forme di protesta legittime, limita pesantemente i diritti fondamentali e comprime lo spazio democratico del dissenso pacifico. L’80esimo anniversario della nostra Repubblica – denuncia Extinction Rebellion – rischia di essere la fine della democrazia per come la conosciamo».

La causa civile di Greenpeace e ReCommon contro Eni

Non è la prima volta che Eni finisce nel mirino dei gruppi ambientalisti. Sul fronte giudiziario, il colosso dell’Oil & Gas guidato da Claudio Descalzi si trova ad affrontare la causa civile avviata da Greenpeace e ReCommon. Il procedimento – che punta a far accertare le responsabilità della società energetica rispetto al contributo alla crisi climatica – è ripartito proprio lo scorso gennaio. Le due associazioni chiedono al tribunale di imporre alla multinazionale una revisione della propria strategia industriale in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Un contenzioso che corre su un binario diverso rispetto alle azioni di piazza, come quella vista ieri sera a Sanremo, ma che affonda le radici nella stessa accusa: le politiche climatiche delle grandi compagnie energetiche non sono compatibili con quanto raccomandato dagli esperti per contenere il riscaldamento globale.

Lo speciale su Sanremo 2026

leggi anche