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Sanremo, Le Bambole di Pezza troppo femministe, l’attacco di un giornalista e la risposta della band

25 Febbraio 2026 - 13:40 Gabriele Fazio
«Non è una società patriarcale, a casa mia comanda mia moglie», queste le parole del giornalista, cui nome e testata ancora non sono stati individuati

Scontro ieri tra le Bambole di Pezza e un giornalista sul tema del femminismo. Lo scenario è quello della sala stampa Lucio Dalla, un giornalista cui nome e testata nessuno, nemmeno lo staff della band, ha ancora individuato, ha accusato le donne di portare avanti un tema, secondo lui, ormai passato. «Non pensate he oggi – dice il giornalista – negli anni tremila oramai, questa contrapposizione sia un po’ vecchia?», come si vede in diversi video che stanno velocemente diventando virali sui social, le ragazze rispondono: «La parola femminista ci piace molto, è importante nel momento in cui non c’è la parità». Il giornalista risponde argomentando così: «C’è la parità, non è una società patriarcale, vogliamo dire un luogo comune: “Dietro ogni grande uomo c’è una grande donna, a casa mia comanda mia moglie”». Un invito a nozze per le rocker milanesi, che non rispondono a tono: «Noi non vogliamo comandare a casa, vogliamo potere ovunque». «Non è una società patriarcale, a casa mia comanda mia moglie»

Il post su Instagram

Oggi la rock band decide di approfondire la propria risposta su Instagram con un post poi rimosso dalla piattaforma per ragioni di copyright, noi riusciamo comunque a fornirvi il copy scritto dalle ragazze «“Dietro ogni grande uomo c’è una grande donna”. Questa frase è stata detta durante l’incontro con in rappresentanti di web e radio, e purtroppo, è l’ennesima dimostrazione di quanto sia ancora radicata l’idea che una donna debba stare dietro. Dietro al successo. Dietro al potere. Dietro alla voce. Non dietro. Accanto. E se proprio vogliamo dirla tutta: non esistono grandezze che abbiano bisogno di gerarchie di genere. Esistono persone. Talento. Visione. Coraggio. Il problema non è una frase fatta. È il pensiero che la tiene in piedi. Noi non vogliamo stare dietro a nessuno. E non vogliamo nessuno dietro di noi. Parità significa camminare insieme. Non un passo indietro».

La nota di Equaly

Sulla questione Open ha chiesto a Equaly, la prima realtà italiana a occuparsi della parità di genere all’interno del settore musicale, un commento: «Che il giornalismo in Italia sia in crisi non è un segreto, che il giornalismo musicale abbia da sempre difficoltà a concentrarsi sulla musica fatta da donne è un dato di fatto, conseguentemente che taluni giornalisti facciano domande a vanvera non dovrebbe, ahimè, sorprenderci. Ma eccoci qua, come da tradizione sanremese, a commentare un nuovo maschio bianco che vuole dirci che siamo ovunque, che la parità è raggiunta da un pezzo. E ce lo dice, com’è tipico di chi non ha idea di cosa sia il femminismo, dichiarando il contrario di quanto volesse dimostrare: le donne, secondo questo giornalista, sarebbero le “grandi donne” dietro ai “grandi uomini”. Le grandi donne (ma anche le piccole), hanno bisogno di stare davanti, di palesarsi, hanno bisogno di essere riconosciute, accreditate. Non dovrebbero invece essere sacrificate, ignorate, sottovalutate, in nome di un supposto (e imposto) ruolo subordinato. Il femminismo non è un’opinione. Un professionista che sente il bisogno di parlarne dovrebbe conoscerlo, così come farebbe con qualsiasi altro tema».