Soprammobili, oggetti vintage e opere d’arte: ecco come è andato il baratto organizzato all’alba in piazza Duomo – Il video
La Milano Design Week è iniziata lunedì all’alba. Dalle 7 del mattino piazza del Duomo si è trasformata per qualche ora in uno spazio di incontro collettivo grazie alla colazione con baratto, ideata dall’artista Maurizio Cattelan insieme al giornalista Nicolas Ballario. Fin dalle prime ore del mattino il sagrato si è riempito di centinaia di persone di tutte le età, attratte da un invito semplice e insieme spiazzante: portare con sé un oggetto per poi scambiarlo con quello di qualcun altro. Un’azione che ha trasformato per due ore la piazza in un luogo di incontro, scambio e conversazione.
Il baratto come scusa per parlarsi
Secondo la locandina dell’evento il principio era semplice: arrivare con un oggetto qualsiasi «strano, buffo, bello, brutto, originale o banale», che si possa tenere in mano, e scambiarlo con quello di qualcun altro. In realtà il baratto è diventato subito un attivatore sociale. Ogni oggetto è diventato un pretesto per fermarsi, raccontarsi, rompere la distanza tra sconosciuti. Soprammobili, libri, oggetti vintage e piccole curiosità hanno iniziato a circolare insieme alle storie che li accompagnavano, generando una rete spontanea di conversazioni. Rendendo così piazza del Duomo non più solo luogo di passaggio, ma spazio di relazione e socializzazione.

La colazione dei designer in piazza
La colazione non ha coinvolto solo il pubblico, ma anche protagonisti del design italiano e internazionale. In piazza erano presenti Marcantonio, Fabio Novembre, Charley Vezza, Giulio Iacchetti, Matteo Ragni, Matteo Cibic ed Elena Salmistraro, insieme all’assessore alla Cultura di Milano Tommaso Sacchi e alla musica della banda di Affori, che ha accompagnato il momento con una dimensione quasi di festa urbana. Tra i momenti della mattinata, il designer Charley Vezza ha portato un’opera di Gufram destinata al partecipante più anziano presente, mentre il designer Stefano Giovannoni ha scambiato un ricordo legato a Marrakech con un phon degli anni ’50.
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Il Duomo come laboratorio
L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato già lo scorso anno, quando Cattelan aveva inaugurato la Design Week con una colazione all’alba in piazza Duomo nell’ambito che aveva trasformato il risveglio milanese in una manifestazione. Anche allora la piazza era diventata un dispositivo urbano aperto, attraversato da incontri, performance improvvisate segnando l’inizio di un modo diverso di vivere lo spazio pubblico. L’edizione 2026 riprende quella intuizione ma la sposta su un piano ancora più partecipativo. Non solo stare insieme, ma scambiarsi qualcosa come pretesto per attivare relazioni. Un’apertura di Design Week che trasforma il Duomo in un laboratorio temporaneo di comunità, dove il valore non è negli oggetti ma nel modo in cui vengono messi in circolo tra le persone.
