Ultime notizie Crisi Usa - IranDonald TrumpGiorgia MeloniPapa Leone XIV
ECONOMIA & LAVOROCommissione UEGiancarlo GiorgettiGoverno MeloniLegge di bilancioPunti di VistaUnione europeaVideo

Giorgetti e i conti in tempo di guerra: «Se l’Europa non ci aiuta, faremo da soli». La citazione di Boskov e le previsioni «già da rivedere» – Il video

22 Aprile 2026 - 14:06 Giovanni Ruggiero
Via libera dal governo al documento che fa da cornice alla prossima legge di Bilancio. Le stime di crescita riviste al ribasso e la risposta del ministro sulla guerra e la necessità di «misure straordinarie». Quando arriveranno le prossime decisioni sulle accise per i carburanti

Si sente come un medico in un ospedale da campo il ministro Giancarlo Giorgetti, che in tempo di guerra come quello in corso non esclude anche che il governo «si muova da solo» se dall’Europa non dovessero arrivare aiuti sul fronte dello scostamento di bilancio. Giorgetti però non si sente così solo nell’Ue, perché altri colleghi come lui devono fare letteralmente i conti con la rigidità di Bruxelles: «Parlando con i miei colleghi, in tanti si ritrovano come me a fare il medico nell’ospedale da campo. Abbiamo feriti che arrivano da tutte le parti e che dobbiamo curare. Non possiamo dargli l’aspirina».

Approvato il Dfp 2026: Pil rivisto al ribasso su tutto il triennio

Dopo i dati pubblicati da Eurostat e Istat sul rapporto deficit/Pil, il Cdm ha dato il via libera al Documento di finanza pubblica 2026. Le stime sulla crescita sono state tagliate: il Pil scende allo 0,6% nel 2026 e nel 2027 (da 0,7% e 0,8%) e allo 0,8% nel 2028 (da 0,9%). Sul fronte del deficit, l’indebitamento netto sale lungo tutto il triennio: nel 2026 passa dal 2,8% al 2,9%, nel 2027 dal 2,6% al 2,8%, nel 2028 dal 2,3% al 2,5%, ha spiegato Giorgetti.

«Rigore è quando arbitro fischia»: Giorgetti e la questione Eurostat

Sul deficit 2025 e la classificazione di Eurostat, Giorgetti ha preferito glissare, rispondendo con la celebre frase di Vujadin Boskov: «Come diceva Boskov, rigore è quando arbitro fischia. Puoi essere d’accordo o no, ma sono queste le regole del gioco». Poi ha ammesso chiaro e tondo che uscire dalla procedura per deficit eccessivo «mi interessava moltissimo fino al 28 febbraio 2026, dopo assolutamente meno».

Stime già «discutibili» e le previsioni instabili

Il ministro ha messo subito le mani avanti sulla tenuta delle previsioni: «Non siamo in circostanze normali, ma di tipo totalmente eccezionale, e quindi le previsioni contenute nel documento, validate dall’Upb, inevitabilmente sono già oggi discutibili e nelle prossime settimane meritevoli di ulteriori aggiornamenti». Un Dfp nato già con la consapevolezza di essere precario.

Difesa, energia e Superbonus: i tre fronti che pesano sui conti

Giorgetti ha anticipato che «a brevissimo arriveranno decisioni di natura politica» sulla deroga per le spese della difesa, già prevista dalle regole europee, aggiungendo che «altrettanta attenzione merita lo shock di tipo energetico che la guerra in Medio Oriente sta generando a livello globale, europeo e italiano». Pesa ancora anche la coda del Superbonus: «Ci pesa 40 miliardi nel 2026 e poi ci sarà la coda di 20 miliardi nel 2027. Senza questi numeri l’andamento sarebbe stato discendente», ha detto il ministro, indicando che il debito/Pil è previsto al 138,6% nel 2026, al 138,5% nel 2027 e al 137,9% nel 2028.

Taglio delle accise in scadenza il 1° maggio: decisione la prossima settimana

Sulla proroga del taglio delle accise sui carburanti, Giorgetti non si è sbilanciato. «Il taglio delle accise scade il prossimo 1 maggio. Ovviamente la settimana prossima valuteremo l’ordine delle priorità», ha risposto a chi chiedeva se il governo intenda rinnovare la misura.

Nomine Consob e Antitrust, Giorgetti difende Freni e ringrazia Di Foggia

Sul sottosegretario Federico Freni, in lizza per le nomine ai vertici di Consob e Antitrust, il ministro ha tagliato corto: «Il giudizio su Freni non dovete chiederlo a me, è il mio sottosegretario, ho totale fiducia e credo sia assolutamente bravissimo e competente». L’auspicio è che le designazioni arrivino «il prima possibile, perché è giusto dare certezze al sistema». Giorgetti ha poi riservato parole di apprezzamento per Giuseppina Di Foggia, amministratrice delegata uscente di Terna, che ha rinunciato alla buonuscita: «Ringrazio Di Foggia per aver rinunciato alla severance, un atto di assoluta correttezza. Ringrazio tutti i manager che rinunceranno, e rispetterò chi non lo farà».

leggi anche