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Voucher, aiuti di Stato, mezzi pubblici: cosa prevede il piano Ue contro la crisi di gas e petrolio. «Tasse sugli extraprofitti? Sì, ma nazionali»

22 Aprile 2026 - 16:39 Gianluca Brambilla
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Il pacchetto Accelerate EU contiene raccomandazioni ai governi sulle misure da adottare. Ma sul medio-lungo periodo la strategia non cambia: elettrificare l'economia

Non chiamatela «crisi energetica». Piuttosto, «crisi dell’energia fossile». Nel presentare la sua strategia contro le conseguenze della guerra in Medio Oriente, la Commissione europea sceglie le parole con cura e mette in chiaro fin da subito che la risposta alla situazione in corso non può essere un passo indietro sulla transizione verde avviata con il Green Deal. Anzi, semmai occorre procedere in modo ancora più spedito per sostituire gas e petrolio – le due fonti più interessate dal blocco dello Stretto di Hormuz – con rinnovabili e nucleare. Oggi, mercoledì 22 aprile, l’esecutivo di Ursula von der Leyen ha illustrato il pacchetto Accelerate EU, che punta a fornire aiuti immediati a famiglie e imprese e confermare il percorso dell’Ue verso l’indipendenza energetica.

Aiuti di Stato e voucher contro la crisi

Gli strumenti proposti non brillano certo per ambizione e non potrebbe essere altrimenti. Per quanto le politiche energetiche siano diventate uno degli ambiti di maggiore intervento da parte dell’Unione europea, Bruxelles ha le armi spuntate per sperare di avere un impatto nel breve periodo. Ed è proprio per questo motivo che il pacchetto Accelerate EU si limita essenzialmente ad alcune raccomandazioni per contenere i consumi e a un nuovo quadro temporaneo di aiuti di Stato per consentire ai governi di aiutare famiglie e imprese più esposte alla crisi. Secondo il piano illustrato oggi a Bruxelles, la protezione dei consumatori dai picchi di prezzo può includere «regimi mirati di sostegno al reddito, buoni energetici e regimi di leasing sociale, riducendo le accise sull’energia elettrica per le famiglie vulnerabili».

Più trasporti pubblici e incentivi alle auto elettriche, salta l’incentivo allo smart working

Per limitare il consumo di petrolio e gas, la Commissione europea propone una serie di raccomandazioni per i settori più energivori, come riscaldamento e mobilità. Rispetto alle bozze circolate nei giorni scorsi, è stato eliminato l’invito a imporre almeno un giorno di telelavoro obbligatorio alle imprese. Tra le altre indicazioni, Bruxelles suggerisce incentivi fiscali mirati – incluso il leasing sociale per le famiglie più fragili – per favorire la diffusione di tecnologie pulite come batterie, pannelli fotovoltaici, pompe di calore e infissi ad alta efficienza. Spazio anche a soluzioni per la mobilità sostenibile, con il rafforzamento del car sharing e la promozione dei veicoli elettrici. È stato eliminato, invece, l’invito a tenere chiusi gli edifici pubblici quando possibile e a obbligare le aziende a evitare i viaggi aerei per motivi di lavoro, riducendo al minimo i voli per i dipendenti del settore pubblico.

Foto copertina: EPA/Olivier Hoslet | Dan Jorgensen, commissario europeo all’Energia, e Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione europea

Al via l’Osservatorio sui carburanti

L’adozione di tutte queste misure è in capo ai governi. Per quanto riguarda Bruxelles, la strategia guarda soprattutto al medio-lungo periodo. A maggio, sarà presentato un piano per l’elettrificazione, che includerà anche il primo target vincolante in materia, e un altro documento per far sì che l’elettricità sia tassata meno del gas. Tra le novità che entreranno in vigore già nelle prossime settimane c’è il lancio di un Osservatorio sui carburanti, per mappare l’offerta per il trasporto e le scorte disponibili per l’Ue. «La Commissione coordinerà con gli Stati membri i fornitori di carburante e il settore dell’aviazione (aeroporti e compagnie aeree) l’approvvigionamento di carburante alternativo per aerei e proporrà misure per ottimizzarne la distribuzione tra gli Stati membri al fine di garantirne la disponibilità in tutte le regioni e in tutti gli aeroporti», si legge nel documento.

Niente gas russo né stop all’Ets

Per quanto riguarda i prossimi passi, Bruxelles ha bocciato nuovamente una delle richieste avanzate dal governo italiano, ossia la sospensione dell’Ets, il sistema europeo di scambio di quote di CO2. «L’Ets è il motore principale della decarbonizzazione dell’Europa, e si è rivelato un successo», ha rivendicato Dan Jorgensen, commissario europeo all’Energia. Esclusa categoricamente anche un’altra suggestione lanciata dalla Lega, ossia la ripresa degli acquisti di gas e petrolio dalla Russia. «Sarebbe un errore enorme. La decisione della Commissione è molto, molto chiara: non importeremo più neanche una sola molecola di energia russa in futuro», ha assicurato Jorgensen.

Tassa sugli extraprofitti? Sì, ma a livello nazionale

Resta, ma solo a metà, l’ipotesi di un tassa sugli extraprofitti dei colossi energetici. «Una tassa comune richiede l’unanimità e non sarà facile raggiungerla, perché ci sono opinioni diverse su come affrontare la questione», ha ammesso la spagnola Teresa Ribera, vicepresidente della Commissione Ue. Allo stesso tempo, ha assicurato l’ex ministra di Pedro Sánchez, Bruxelles è disponibile a lavorare con i Paesi che intendono adottare la misura a livello nazionale, come nel caso di Italia, Germania, Spagna, Portogallo e Austria.

Foto copertina: EPA/Olivier Hoslet

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