Paesi Bassi pronti alle domeniche a piedi e allo stop al delivery. La Germania convoca il Consiglio di sicurezza. L’Italia invece… – Il video

Sono passate tre settimane da quando la Commissione europea ha inviato una lettera ai 27 ministri dell’Energia per chiedere loro di «prepararsi tempestivamente a un’interruzione potenzialmente prolungata» delle forniture energetiche. Da allora, il tema è finito sotto i riflettori ma nessun governo europeo ha effettivamente previsto piani di emergenza per ridurre la domanda di carburante, almeno finora. I primi a muoversi in questa direzione sono i Paesi Bassi, che nelle scorse ore hanno attuato il piano nazionale per la crisi energetica. La prima fase di questa strategia non prevede alcuna ripercussione per i cittadini, ma le fasi successive – se implementate – includono misure come le domeniche a piedi, la riduzione dei limiti di velocità e il divieto di consegne a domicilio.
La Germania convoca il Consiglio di sicurezza
In risposta allo shock energetico innescato dalla guerra in Medio Oriente, Francia e Spagna hanno approvato le rispettive strategie di medio-lungo periodo che puntano sull’elettrificazione dell’economia per diventare sempre più indipendenti dai combustibili fossili. La Germania, invece, sembra orientata a seguire l’esempio dei Paesi Bassi e optare prima di tutto per misure di emergenza contro la crisi. Il cancelliere Friedrich Merz ha annunciato di voler convocare «a breve» il Consiglio nazionale di sicurezza per proteggersi da eventuali problemi di approvvigionamento. «Per noi la sicurezza degli approvvigionamenti ha per la Germania la massima priorità», ha assicurato Merz, sottolineando che per garantire la stabilità delle forniture il suo governo è pronto a ricorrere a «tutti gli strumenti disponibili».
Le raccomandazioni Ue per ridurre i consumi
Il governo di Amsterdam è il primo a valutare misure per ridurre il consumo di carburante, ma la Commissione europea spinge affinché tutti gli altri Stati membri facciano altrettanto. Domani, mercoledì 22 aprile, l’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen potrebbe illustrare il piano Accelerate EU, con una serie di raccomandazioni per affrontare la crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente. Secondo alcune indiscrezioni, il documento suggerisce almeno un giorno di smart working a settimana, sconti sugli abbonamenti dei trasporti pubblici e una maggiore attenzione agli sprechi energetici domestici, invitando anche a spostare i consumi fuori dalle ore di punta. Nessuna misura vincolante, insomma. Piuttosto, una serie di linee guida per aiutare i governi a ridurre il consumo di carburanti ed essere meno vulnerabili a eventuali problemi di approvvigionamento.
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Cosa prevede il piano di emergenza italiano
Ma se dovesse davvero verificarsi una carenza di gas e petrolio, cosa succederebbe in Italia? La strategia è stata messa nero su bianco nell’ottobre del 2023 su un documento che si chiama Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale e prevede tre livelli di allerta. Il primo è quello di preallarme e scatta quando ci sono segnali concreti che la situazione potrebbe aggravarsi. Il secondo livello è quello di allarme e si attiva quando la domanda supera o rischia di superare l’offerta di gas, anche per un solo giorno. Il terzo livello, quello di emergenza, si attiva quando il gas non è sufficiente a coprire tutta la domanda e lo Stato è costretto a intervenire direttamente per dare la priorità ad alcuni clienti. L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni potrebbe rimettere mano al documento proprio alla luce della crisi energetica in corso, tenendo conto delle raccomandazioni che arrivano da Bruxelles e dall’Agenzia internazionale dell’energia: potenziamento dello smart working, razionamento dei carburanti, stretta sui consumi domestici in alcune fasce orarie, targhe alterne e domeniche a piedi.
Meloni tuona contro il Patto di Stabilità, Salvini vuole il gas russo
L’attivazione di questo piano è una decisione prettamente politica e, proprio per questo, è in capo al governo. Finora, la maggioranza di centrodestra ha escluso misure di questo genere, almeno nelle dichiarazioni pubbliche. La premier Meloni ha chiesto alla Commissione europea di sospendere il Patto di Stabilità, così da avere più margini di manovra per aiutare famiglie e imprese contro il caro bollette e il caro carburanti. La Lega si è spinta anche oltre, arrivando a chiedere un ripensamento sullo stop al gas russo. «Piuttosto che chiudere scuole, fabbriche e ospedali, torniamo a prendere gas e petrolio che arriva da tutto il mondo, Russia compresa», ha tuonato Matteo Salvini durante il raduno dei Patrioti in piazza Duomo, a Milano. Un lockdown energetico, insomma, non sembra all’orizzonte. Almeno per ora.

Foto copertina: EPA//Hannibal Hanschke
