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Patto di stabilità, Tajani frena la Lega: «Contrario a un’ipotesi di uscita unilaterale»

27 Aprile 2026 - 16:31 Stefania Carboni
tajani patto stabilità
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Il vicepremier e leader di Forza Italia spegne ogni ipotesi che suggestiona alcuni al Carroccio: «Ci sono i 400 miliardi del Mes, non vedo perché devono rimanere là congelati»

«Credo che sia possibile e anche giusto intervenire per tener fuori dal patto di stabilità le spese legate alle vicende di Hormuz, quindi le spese per l’energia, però deve essere un provvedimento a tempo. Sono assolutamente contrario all’ipotesi di uscire unilateralmente dal patto di stabilità». Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del Forum economico in corso a Prato. E da lì una proposta sul Mes: «Poi lo dico e lo ripeto, ci sono i 400 miliardi del Mes, non vedo perché devono rimanere là congelati. Invece di aumentare il debito pubblico si potrebbero utilizzare quei soldi per il debito pubblico».

Perché le parole di Tajani sono importanti

Sul piano europeo il governo Meloni punta a scorporare le spese energetiche dal deficit. Non una uscita vera e propria dal Patto di Stabilità, ma renderlo più “elastico” per gestire l’emergenza energia. Nella maggioranza chi ha le posizioni più dure su questo aspetto è la Lega di Matteo Salvini. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e trasporti ha collegato direttamente la crisi di Hormuz al caro energia chiedendo di «superare i vincoli del Patto» per aiutare imprese e famiglie. Oggi Repubblica ha parlato dell’ipotesi di un abbandono unilaterale che non dispiacerebbe al Carroccio (anche se la posizione non si è mai palesata esplicitamente). A spingere tra loro è il senatore Claudio Borghi: «Noi sabato scorso a Milano abbiamo fatto una manifestazione per chiedere lo scostamento di bilancio. Noto che da quel momento la nostra posizione sta diventando sempre più patrimonio comune del centrodestra e ne sono più che felice». Ma adesso arriva la doccia gelata dall’alleato Tajani. Nessuna uscita unilaterale. Così come anche il partito della premier, Fratelli d’Italia, è in una posizione cautelativa. «Io lascerei lavorare il governo – ha dichiarato il responsabile Economia FdI Marco Osnato – il Mef e il Parlamento e, come ha detto Giorgia Meloni, eviterei voli pindarici o fuochi di artificio. Continuiamo ad attuare il piano quinquennale del governo, che fino ad ora ha portato buoni risultati anche a livello economico. Abbiamo sempre considerato i parametri derivanti dai patti europei come un mezzo e non come un fine e continuiamo a considerarli tali».

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