Dfp, Bankitalia bacchetta il governo sul taglio delle accise: «Interventi limitati e di durata contenuta»

Le audizioni di peso sul Documento di finanza pubblica iniziano in un clima non proprio ottimista, colpa soprattutto della congiuntura economica e di un cessate il fuoco, ad Hormuz, che non è chiaro se si tradurrà in una tregua prolungata o in una pace. Le commissioni Bilancio di Camera e Senato, ospiti a Montecitorio, in mattinata hanno visto i rappresentanti di Istat, Bankitalia e dell’Ufficio parlamentare di bilancio e tutti e tre gli istituti, confermando sostanzialmente la validità del quadro contenuto nel Dfp, sebbene al ribasso, hanno frenato sulle eventuali tentazioni di fuga in avanti da parte del governo.
Il capo del dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia, Andrea Brandolini, è stato molto netto sull’andamento delle spese in futuro: «Sarà cruciale monitorare in modo accurato l’andamento delle spese, tenendo conto che una crescita dei prezzi più accentuata di quella prevista renderebbe ancora più difficoltoso rispettare il percorso di consolidamento programmato», ha detto.
Aiuti mirati e contenuti
E in particolare ha stigmatizzato gli attuali interventi che limitano il peso delle accise, sottolineando che gli interventi, anche futuri, non potranno essere prolungati come invece aveva lasciato intendere Giancarlo Giorgetti. «La politica di bilancio italiana sarà chiamata ad adempiere agli impegni internazionali sottoscritti in materia di difesa e a far fronte alla necessità di attenuare l’impatto della crisi energetica su famiglie e imprese. La risposta allo shock energetico andrebbe limitata a interventi mirati e di entità e durata contenute». Più in generale, Brandolini ha detto che la prospettiva di ridurre la spesa pubblica in rapporto al Pil va mantenuta e che è il debito, più delle regole Ue, a frenare la crescita: «I limitati margini a disposizione derivano, prima ancora che dalle regole della governance europea, dall’esigenza di porre il debito in rapporto al prodotto su un sentiero discendente. Secondo il quadro tendenziale del Dfp, ciò avverrebbe dal 2027».
Gelo con Istat
Il presidente di Istat, Francesco Maria Chelli, è stato poi molto secco. Al momento della pubblicazione del Dfp, era stata la stessa premier Meloni a stigmatizzare le valutazioni di Istat ed Eurostat che spesso vengono riviste al rialzo. Ma Chelli non ci sta. Il processo di validazione dei Conti di finanza pubblica «segue modalità e tempistiche dettate dai regolamenti europei”, ha detto: «La verifica dei Conti di finanza pubblica viene effettuata con cadenza semestrale (entro il 1° aprile e il 1° ottobre di ogni anno) sotto il coordinamento tecnico di Eurostat. In questo contesto, l’Istat, pur mantenendo un ruolo autonomo e indipendente come responsabile ultimo della qualità dei dati prodotti, svolge anche una funzione di coordinamento e di sintesi tra le diverse istituzioni».
