Caso Claudia Conte, Piantedosi querela Dagospia: «Continuativa, massiva e seriale campagna diffamatoria»

Il ministro dell’Interno Matteo Piandedosi contro Dagospia. L’avvocato Roberto De Vita, su mandato del titolare del Viminale, ha presentato una denuncia-querela nei confronti di Roberto D’Agostino, direttore responsabile della testata online, per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa. L’azione legale riguarda l’attribuzione a Piantedosi di «aver favorito in modo illecito l’assegnazione di incarichi pubblici retribuiti a Claudia Conte», la quale, durante un’intervista con Money.it, aveva dichiarato di non poter mentire sulla sua relazione con lo stesso ministro.
La nota dell’avvocato di Piantedosi
L’avvocato ha spiegato in una nota, ripresa da AdnKronos, che l’iniziativa è stata adottata «in relazione a una campagna diffamatoria continuativa, massiva, seriale e persistente», caratterizzata – si legge – da «un’insistenza narrativa e da una progressiva amplificazione attraverso oltre 50 contenuti pubblicati in poche settimane tra articoli, rilanci, flash, citazioni indirette, fotodidascalie e post riconducibili a Dagospia e ai suoi canali social».
Secondo la ricostruzione del legale del ministro dell’Interno, tali contenuti avrebbero diffuso «affermazioni, insinuazioni e allusioni ritenute infondate, attribuendo a Piantedosi di aver fatto ottenere illegittimamente incarichi pubblici anche retribuiti ed altre munificenze pubbliche alla dottoressa Claudia Conte». Una narrazione che, sempre secondo la nota, avrebbe «generato nell’opinione pubblica la convinzione di aver asservito la propria funzione istituzionale a presunti interessi personali, così ledendo gravemente la reputazione e l’integrità personale, professionale ed istituzionale».
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La replica di Dagospia
In un articolo pubblicato oggi, mercoledì 6 maggio, Dagospia ha respinto le accuse: «Abbiamo fatto il nostro lavoro, dovrebbe essere il ministro a chiarire il perimetro di una relazione extraconiugale mai smentita, così da fugare dubbi e ombre legati al delicato incarico di ministro della legalità».

