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Biennale, tensione al corteo pro Pal. Contro Israele venti padiglioni restano chiusi «per il genocidio in Palestina» – Il video

08 Maggio 2026 - 19:35 Bruno Gaetani
Tensioni dentro e fuori l'evento. A promuovere la mobilitazione è il collettivo «Art Not Genocide Alliance». Nel pomeriggio il corteo in solidarietà della Flotilla
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Momenti di tensione al corteo pro Pal alla Biennale di Venezia nei pressi dell’Arsenale. I manifestanti, circa 2mila, hanno tentato di sfondare il cordone della polizia, che li ha bloccati anche con l’uso di manganelli. Dopo pochi minuti, gli attivisti si sono allontanati ed è tornata la calma. I manifestanti, che sono partiti da via Garibaldi intorno alle 17, hanno protestato contro la presenza di Israele alla Biennale.

Venti padiglioni chiusi per sicurezza

Mentre il presidente Pietrangelo Buttafuoco litigava con il governo italiano e l’Unione europea sull’opportunità di far partecipare o meno la Russia, tra i corridoi della Biennale di Venezia le proteste si dirigono verso un altro padiglione: quello israeliano. Secondo quanto riporta il canale Telegram Global Project, una ventina di padiglioni, tra i Giardini e l’Arsenale, hanno aderito a una protesta anti-Israele. «Decine di padiglioni ed esposizioni della Biennale di Venezia rimangono chiusi per lo sciopero di lavoratrici e lavoratori della cultura contro la presenza del Padiglione israeliano e il genocidio ancora in corso in Palestina», riferisce Global Project.

I Paesi che hanno aderito alla protesta anti-Israele

Finora, l’elenco dei Paesi che hanno aderito alla protesta comprende: Austria, Belgio, Egitto, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Slovenia, Spagna, Svizzera, Turchia, Finlandia, Olanda, Irlanda, Qatar, Malta, Cipro, Ecuador, Regno Unito e Arti Applicate, ma la lista è in aggiornamento.

Il corteo «contro il genocidio» e in solidarietà alla Flotilla

Tra i promotori della mobilitazione, che gli organizzatori definiscono «senza precedenti», c’è il collettivo Anga, un acronimo che sta per «Art Not Genocide Alliance». Alle 16.30 di oggi, venerdì 8 maggio, si terrà un corteo che partirà da via Garibaldi e proverà a raggiungere il padiglione israeliano all’Arsenale per protestare «contro il genocidio e la militarizzazione dell’economia, per i diritti di lavoratrici e lavoratori e in solidarietà con gli attivisti della Global Sumud Flotilla Thiago e Saif, detenuti ora in Israele».

Salvini: «Visiterò i padiglioni di Russia e Israele»

Nelle ultime settimane, il presidente della Biennale, Buttafuoco, si è scontrato con il governo italiano e con la Commissione europea dopo aver consentito l’apertura di tutti i padiglioni di Paesi coinvolti in conflitti internazionali, tra cui Russia, Iran e Israele. Una mossa accolta con sdegno dai partiti della maggioranza, ad eccezione della Lega. «Ci sono cento nazionalità diverse che partecipano alla Biennale di Venezia. Visiterò il padiglione americano, quello cinese, quello italiano, quello israeliano, spero anche quello armeno e ogni altro padiglione», ha rincarato oggi il vicepremier Matteo Salvini.

Foto copertina: ANSA/Andrea Merola | La protesta promossa da “Art Not Genocide Alliance” durante l’opening della 61/a Biennale d’Arte di Venezia, 6 maggio 2026

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