Champions League, è bis Paris Saint-Germain: Arsenal sconfitto ai rigori. Decisivo l’errore dal dischetto di Gabriel

Ici c’est Paris. Dopo tre ore di tensione, è di nuovo il Paris Saint-Germain a incidere il proprio nome sulla coppa dalle grandi orecchie, un anno dopo il successo contro l’Inter. Dopo gli errori di Eze e Nuno Mendes, è il rigore tirato alto da Gabriel a consegnare la seconda Champions League della storia al PSG. Alla fine vince la squadra che ha provato di più a portare a casa la finale nei 120 minuti di gioco. L’Arsenal si consolerà con la Premier League conquistata dopo 22 anni di digiuno, ma fallisce la possibilità di triplete per il calcio inglese dopo la vittoria dell’Europa League dell’Aston Villa e della Conference League da parte del Crystal Palace.
Dieci anni dopo l’ultima finale terminata ai rigori, sono serviti i tiri dal dischetto per decretare la vincitrice. Il gol iniziale di Havertz, bravo a trafiggere Safonov dopo un rimpallo a centrocampo, aveva illuso i Gunners di portare a casa la finale nei tempi regolamentari. La squadra di Arteta ha da subito cercato di rallentare i ritmi per disinnescare i movimenti continui dei giocatori del Paris Saint-Germain. I francesi sono stati pazienti e, nonostante il dominio territoriale abbastanza sterile, è riuscito a sfondare il castello difensivo inglese e conquistarsi un calcio di rigore, eseguito perfettamente da Dembélé.
Il gol iniziale di Havertz, poi dominio PSG
La partita si è messa sin da subito nei binari voluti dall’Arsenal. Al quinto minuto, Marquinhos rinvia sul corpo di Trossard che involontariamente lancia Havertz solo davanti a Safonov. Davanti al portiere russo, l’attaccante dei Gunners non sbaglia con un tiro forte e preciso sotto la traversa. Havertz sperava di decidere un’altra finale, dopo aver segnato il gol vittoria già nel 2021 quando vestiva la maglia del Chelsea, contro il Manchester City. Dal gol dell’Arsenal inizia una partita dall’andamento monotono: il PSG attacca e l’Arsenal si difende con tutti gli uomini, sfruttando i maggiori centimetri dei propri difensori centrali. A dire il vero la squadra di Luis Enrique per tutto il primo tempo non è mai pericolosa e l’unica vera occasione di un primo tempo privo di emozioni capita di nuovo sul piede di Havertz, ribattuto da un ottimo Marquinhos.
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Il rigore di Dembélé
Nel secondo tempo lo spartito non cambia: il PSG fa la partita e l’Arsenal si difende cercando di sfruttare le occasioni in contropiede. Il primo vero tiro dei francesi è una punizione di Hakimi al 55′. Il Psg non riesce a trovare gli spazi per sfondare nella linea difensiva attenta dell’Arsenal. Fino al 62′: uno scambio tra Dembélé e Kvara manda in area il georgiano, atterrato da Mosquera. È uno spento Dembélé a incaricarsi della battuta del calcio di rigore a riportare la partita in parità: è il 14esimo gol dal dischetto su 71 finali di Champions League. Da qui inizia un altro tipo di partita, più divertente e aperta. L’Arsenal non si rifiuta più di attaccare e concede spazi al PSG che non riesce a sfruttare: prima un palo di Kvara, poi un contropiede fallito da Doué allo scadere. Anche i Gunners però impensieriscono la difesa francese, sbagliando l’ultimo passaggio. Nei supplementari prevale la stanchezza tra le due squadre, che quasi si accontentano di chiudere ai rigori. Poi a esultare è soltanto una: il Paris Saint-Germain è sul tetto d’Europa per il secondo anno consecutivo.

