«Abolite la Maturità», torna la protesta degli studenti dopo il caso delle “scene mute” dell’anno scorso: il blitz in un liceo di Roma

«Valditara prova a cancellare il dissenso vietando le scene mute. Abolire la Maturità significa ripensare la scuola e il nostro futuro. Vogliamo un’istruzione che educhi al pensiero critico e ci renda liberi di esprimerci, discutere e anche dissentire». Con queste parole la studentessa Bianca Piergentili, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio, spiega a Open le ragioni della protesta studentesca che hanno organizzato contro l’esame di Stato. Oggi, 18 giugno, si è tenuta la prima prova di italiano per mezzo milione di maturandi.
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Il blitz degli studenti al liceo di Roma
Questa mattina gli studenti hanno organizzato un blitz davanti al liceo Plinio Seniore di Roma con un’azione dimostrativa al grido di uno slogan che non lascia spazio a interpretazioni. «Aboliamo la maturità. Valditara bocciato», si legge si cartelli degli studenti. Al centro della mobilitazione c’è il rifiuto di un esame vissuto come «un semplice retaggio del passato piuttosto che come un vero strumento educativo». «Sono anni che denunciamo come l’attuale maturità non risponda alle reali esigenze della comunità studentesca, ignorando un percorso che dura anni», spiega la studentessa Piergentili.
Il precedente dell’anno scorso: le scene mute (ora vietate)
La mobilitazione è un gesto di continuità con le forti tensioni esplose lo scorso anno. In quell’occasione, diversi maturandi scelsero la linea del silenzio totale all’orale. Si presentarono davanti alla commissione, ma rifiutarono di rispondere alle domande come forma di protesta contro il sistema scolastico considerato troppo competitivo. Un gesto di disobbedienza civile e simbolica che non aveva comunque impedito la promozione degli studenti, salvati dal tesoretto di punti accumulato tra i crediti del triennio e i voti degli scritti.
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«Vogliamo una scuola diversa»
Scappatoia che, però, non era andata giù al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Proprio per arginare il fenomeno, il ministero ha infatti rivisto il regolamento, stringendo le maglie del voto. Ora per essere promossi alla maturità è necessario svolgere tutte e tre le prove, i due scritti e l’orale. «Abbiamo bisogno di una scuola che ci formi, ci accresca e ci renda cittadini consapevoli del futuro. Oggi questo la scuola non è in grado di farlo e, invece di mettersi in discussione rimane ferma a cent’anni fa», conclude la studentessa.

