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«Sono stato operato d’urgenza», Giuseppe Conte e il racconto della malattia: «Un fulmine a ciel sereno, mi hanno salvato la fede e Olivia»

25 Giugno 2026 - 23:33 Alba Romano
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Ospite di Storie al bivio di sera, il leader del M5S parla per la prima volta dell’intervento d’urgenza a cui si è sottoposto: «La prospettiva non era rosea, poteva diventare davvero tutto complicato»
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«La malattia è stata un fulmine a ciel sereno. Ero entrato in ospedale per alcuni controlli e da un giorno all’altro sono stato operato». È un Giuseppe Conte totalmente inedito quello che si racconta a Monica Setta nella puntata di Storie al bivio di sera in onda martedì 30 giugno alle 21.30 su Rai2. Per la prima volta, l’ex premier parla dell’intervento chirurgico che ha dovuto affrontare al Gemelli di Roma per rimuovere una neoplasia. «La prospettiva non era rosea, poteva diventare davvero tutto complicato. La paura c’era, ma sono rimasto lucido. Non ho pianto ma pregato, lo confesso. Mi hanno dato forza la mia profonda fede e la famiglia».

«È stata Olivia a darmi forza anche stavolta, nella malattia»

Oltre al racconto della malattia, l’intervista ha toccato anche aspetti della sua vita privata, soffermandosi sul rapporto con la compagna Olivia Paladino. «Ci siamo conosciuti quando i nostri figli andavano alle elementari – racconta – Io venivo da una separazione e andavo cauto, ma quell’incontro si era subito dimostrato importante. Tra noi una grande passione e la voglia di costruire un amore solido in modo cauto e sereno». Olivia, prosegue l’ex premier, «è una donna prudente, con un intuito eccezionale. Aveva capito per prima che sarei stato premier quando nel 2018 mi chiesero la disponibilità in un incontro con Salvini e Giorgetti. È stata lei a darmi forza anche stavolta, nella malattia. Oggi i nostri figli fanno entrambi la maturità, sono legatissimi fra loro, siamo una famiglia». 

I tempi del Covid

E, infine, i retroscena al tempo del Covid. «È stato un periodo terribile, non mi sono mai ammalato ma avevo paura perché se mi fossi fermato sarebbe stato letale – confessa Conte – Mi è capitato di piangere, sono un uomo umile con i piedi ben piantati per terra, né santo né eroe. Ma in quei giorni trattenere la commozione davanti alle vittime della pandemia per un uomo normale come me era impossibile». E alla domanda sulla possibilità che torni a fare il premier Conte è netto: «Palazzo Chigi per me non è una ossessione. Anche la prima volta non me lo aspettavo. Dico sempre, scherzando, che passavo da Palazzo Chigi e trovando il portone aperto avevo pensato ci fosse una visita guidata, non che cercassero un premier». Interpellato infine sui futuri assetti politici e sull’eventuale ingresso di Matteo Renzi nel campo progressista, Conte ha rimandato ogni discussione al momento opportuno, sottolineando come «l’essenziale» sia «avere una proposta comune per far ripartire l’Italia. Certo, per me autorevolezza, coerenza e affidabilità sono doti necessarie se si fa politica».

Foto copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MEO | Il presidente del M5S Giuseppe Conte alla terza edizione de “Il giorno de La Verità” a Roma, 23 giugno 2026

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