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La presidenza fa ricco Trump: in un anno più di 2 miliardi di ricavi grazie alle criptovalute

01 Luglio 2026 - 12:22 Gianluca Brambilla
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I guadagni del presidente sono più che triplicati da quando ha rimesso piede a Washington. La Casa Bianca: «Nessun conflitto di interessi, lavora nell'interesse del popolo americano»
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Fra screzi con gli alleati, guerre ancora dall’esito incerto e un indice di popolarità in caduta libera, c’è almeno una cosa di cui Donald Trump può dirsi soddisfatto a circa un anno e mezzo dal suo ritorno alla Casa Bianca: le sue finanze personali. Nel 2025, il presidente americano ha incassato almeno 2,2 miliardi di dollari, una cifra che include anche i beni immobiliari a lui intestati. Un bel balzo rispetto all’anno precedente, quando ancora non sedeva nello Studio Ovale, in cui le sue imprese si erano limitate a incassare 622 milioni.

L’accordo con gli Emirati Arabi e le accuse di conflitto di interessi

Tutti questi numeri sono riportati nella dichiarazione finanziaria di Trump relativa al 2025, pubblicata proprio nelle scorse ore e passata al setaccio da tutti i principali giornali americani. Dall’analisi delle carte, emerge una vicenda che più di ogni altra ha contribuito a far lievitare i guadagni dell’inquilino della Casa Bianca: l’acquisto da parte di una società di investimento legata agli Emirati Arabi di World Liberty Financial, la società di criptovalute della famiglia Trump.

Un’operazione contestata a gran voce dai democratici, che accusano il presidente di corruzione e conflitti di interessi. Poco dopo l’accordo con la società emiratina, infatti, l’amministrazione Trump ha acconsentito all’esportazione di chip dagli Emirati Arabi verso gli Stati Uniti, incontrando una certa resistenza anche da parte di alcuni funzionari dell’agenzia per la sicurezza nazionale. La Casa Bianca, però, nega ogni ipotesi di conflitto di interessi: «Né il Presidente né la sua famiglia si sono mai trovati, né si troveranno mai, in situazioni di conflitto di interessi», dichiara Anna Kelly, portavoce della Casa Bianca. «Tutte le azioni – aggiunge – sono intraprese nel migliore interesse del popolo americano».

La criptovaluta $TRUMP ha fruttato più di mezzo miliardo di dollari

Fino a pochi anni fa, Trump aveva liquidato le criptovalute come un rifugio per truffatori e criminali. Una volta tornato alla Casa Bianca, però, ha cambiato radicalmente idea, non solo promuovendo politiche lassiste per il settore ma anche investendo in prima persona in quel mercato. L’operazione che più di ogni altra ha fatto arricchire il presidente è la memecoin $TRUMP, una valuta virtuale che ha iniziato a vendere pochi giorni prima del suo insediamento, che gli ha generato oltre mezzo miliardo di dollari di ricavi.

Gli accordi di branding immobiliare

Ma le criptovalute, osserva il New York Times, non sono l’unico comparto in cui emergono potenziali conflitti di interesse. La Trump Organization, azienda di famiglia, ha sfruttato la popolarità del presidente in alcune parti del mondo per concedere in licenza il nome «Trump» ad alcune proprietà ed edifici. Soltanto due accordi siglati con Arabia Saudita e Qatar hanno fruttato oltre 14 milioni di dollari di ricavi per l’inquilino della Casa Bianca.

Le vittorie in tribunale contro i media

I nuovi documenti pubblicati nelle scorse ore rivelano anche che Trump deve ancora più di 50 milioni di dollari a E. Jean Carroll, la scrittrice che lo ha accusato di abusi sessuali e diffamazione. Ma a far sorridere le finanze del presidente ci ha pensato anche una serie di vittorie legali, spesso contro grosse aziende dei media. Abc News ha raggiunto un accordo in una causa intentata da Trump per diffamazione, mentre Paramount ha accettato di pagargli un risarcimento per un montaggio contestato di un’intervista andata in onda sul programma “60 Minutes”, in onda sulla Cbs. Meta, una delle aziende che si è allineata più velocemente al nuovo vento politico dopo le elezioni del 2024, ha raggiunto un accordo in una causa intentata da Trump per la sospensione dei suoi account Facebook e Instagram dopo la rivolta del 6 gennaio 2021 a Capitol Hill.

Foto copertina: EPA/Samuel Corum | Il presidente Donald Trump seduto alla Resolute Desk dello Studio Ovale

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