La storia di Jacopo, dal Covid sul balcone in Piazza Navona allo Stadio Olimpico. Oggi l’addio con la chitarra: «Affitto scaduto, qua sono tutti B&B»

Era diventato noto nel 2020 grazie alle note della sua chitarra che avevano incantato una Piazza Navona deserta durante la pandemia da Covid. I video delle sue esibizioni impazzati online lo avevano fatto poi presto approdare su palchi che in molti possono solo sognare di calcare, dallo Stadio Olimpico per la finale di Coppa Italia alla Camera dei Deputati fino all’inaugurazione dei Mondiali di sci di Cortina 2021. Stasera, 11 luglio, alle 20, Jacopo Mastrangelo farà la sua ultima esibizione dalla terrazza che l’aveva reso famoso: «Devo lasciare l’appartamento: forse diventa un B&B».
Il Covid e i concerti dalla terrazza in Piazza Navona
Al tempo, nel 2020, aveva 19 anni, si stava preparando per la maturità e si sarebbe di lì a poco iscritto alla Facoltà di Economia. Quando aveva imbracciato la sua chitarra elettrica ed era uscito sul suo balcone, non immaginava che quella scelta gli avrebbe cambiato la vita. Con la sua chitarra distorta, aveva intonato l’Inno di Mameli, poi Puccini, Verdi, Mascagni, fino a Vasco Rossi, Pausini, Jovanotti e Renato Zero. Ma è con l’esibizione del sesto giorno e la performance di Deborah’s Theme di Morricone che ha raggiunto la notorietà. «In un primo momento, ho suonato per un mese, quasi ogni giorno. Poi io o mio papà li postavamo», racconta Jacopo a Open. Così e partito il tamtam social che lo ha reso noto, in un momento in cui ci si sentiva tutti un po’ isolati e costretti a comunicare a distanza, con striscioni e canti dai balconi.
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La terrazza di Ieri, oggi e domani
Una carriera da autodidatta alle prese non solo con la chitarra elettrica: «Suono anche quella acustica e altri tipi di chitarre, come il basso, ma anche la batteria. Mi piace molto la musica», racconta. I grandi che lo hanno ispirato spaziano «da Brian May, a Joe Satriani, Andy Timmons fino a John Mayer». Una passione, quella della musica, portata avanti anche in famiglia, insieme a quella per il cinema. E proprio legata a quest’ultimo è la storia della terrazza dalla quale suonerà per l’ultima volta stasera: lì, il grande maestro e regista Vittorio De Sica girò una scena del terzo episodio di Ieri, oggi e domani. Un primo palcoscenico di tutto rispetto, quindi, che ha funto solo da preludio ad altri, sempre più grandi.
Gli ingaggi e i contatti con i Big della musica
Quando gli si chiede quale esibizione lo abbia appassionato di più tra quelle eseguite negli ultimi anni, per lui è difficile rispondere. Di certo, la prima telefonata di Virginia Raggi, allora sindaca di Roma, per suonare in Campidoglio la ricorda con particolare emozione: «Ricordo che mi chiamò al telefono, mentre ero in pigiama». Di lì a cascata gli altri ingaggi: dal concerto di Natale alla Camera dei Deputati, all’inaugurazione dei Mondiali di Sci di Cortina del 2021 fino allo Stadio Olimpico per l’apertura della finale di Coppa Italia. «Poi ci sono stati diversi premi a cui mi hanno invitato a suonare», continua Jacopo, ma anche i contatti telefonici con grandi big come Vasco Rossi, Laura Pausini e Giuliano Sangiorgi.
L’addio all’adorato balcone, forse presto sede di un B&B
Oggi però il suo legame con la celebre terrazza si chiude: «Noi saremo qua ancora solo per qualche giorno. Siamo in affitto. Purtroppo il contratto è scaduto e non ce lo rinnovano». Finisce così, con un po’ di amarezza, un pezzo di strada in una casa nella quale viveva con la famiglia dal 2013, quando aveva solo 13 anni. Il futuro della casa è però ancora e incerto: «Può essere che diventi un B&B, perché qua la maggior parte lo sono. Le persone che abitano a Piazza Navona o comunque nei dintorni si contano sulle dita della mano. Il resto sono o B&B o uffici». Ora Jacopo, che oggi ha 25 anni, continua a suonare – anche se le occasioni sono meno che in passato – e si sta per laureare in economia: «L’economia non è bella come la musica. Comunque mettiamola così: è una professione necessaria al sostentamento».
Il concerto dell’addio e il messaggio all’Europa
Stasera il messaggio che Jacopo diffonderà dalla sua terrazza sarà duplice: «Da un lato è un “ciao” rivolto a tutti, come per dire “me ne vado”. Purtroppo sto andando via da casa e mi dispiace. Dall’altro è anche un gesto di solidarietà per l’Unione Europea». Sottolinea infatti come ogni volta che ha suonato, ha rivolto anche un sguardo all’attualità: che fossero l’emergenza Covid, i maturandi o il contesto geopolitico e sociale attuale in Europa, l’intento è sempre quello di mandare un messaggio. Per questo stasera suonerà «l‘Inno alla gioia, che è l’inno europeo». Per l’addio alla casa – anche se lui dice «vorrei chiamarlo un “arrivederci”» – invece, suonerà Stop crying your heart out degli Oasis. Con una convinzione: «Le stelle stanno svanendo, però non è detto che un giorno non possano tornare. Comunque, quello che è stato rimane».
Foto copertina: Jacopo Mastrangelo, per sua gentile concessione.

