L’aria condizionata in auto non è sempre consentita: ecco quando fa scattare la multa

Ammettiamolo: molti viaggi e spostamenti in auto durante l’estate sarebbero decisamente più faticosi senza l’aria condizionata. Le alte temperature possono infatti trasformare l’abitacolo in un vero e proprio forno e, nei casi più estremi, contribuire persino al surriscaldamento del motore. Per ragioni ambientali, però, l’uso dell’aria condizionata non è sempre consentito. In alcune situazioni, infatti, tenere acceso il climatizzatore può comportare una multa che supera i 400 euro.
Cosa dice la legge
A disciplinare la questione è l’articolo 157 del codice della strada, dedicato alle norme relative all’arresto, alla fermata e alla sosta dei veicoli. In particolare, il comma 7-bis stabilisce il divieto di mantenere acceso il motore di un veicolo fermo o in sosta al solo scopo di far funzionare l’impianto di climatizzazione. In pratica, l’aria condizionata può essere utilizzata normalmente durante la marcia, ma non è consentito lasciare il motore acceso mentre si aspetta qualcuno o durante una sosta in un’area di servizio esclusivamente per raffrescare l’abitacolo.
La differenza tra fermata e sosta
Per capire quando l’aria condizionata può rimanere accesa è necessario distinguere tra fermata, sosta e arresto del veicolo. Il divieto non riguarda infatti le situazioni imposte dalla circolazione, come una coda o un semaforo rosso, nelle quali il motore può restare acceso e il climatizzatore continuare a funzionare. Diverso è invece il caso della fermata o della sosta volontaria, ad esempio quando ci si ferma in un’area di servizio o in un parcheggio. In queste circostanze il Codice della strada vieta di lasciare acceso il motore esclusivamente per alimentare l’aria condizionata e raffrescare l’abitacolo.
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Non per tutte le auto, però, valgono le stesse regole
Come abbiamo detto il divieto è stato introdotto con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento atmosferico prodotto dai motori a combustione interna lasciati inutilmente accesi. La norma riguarda quindi i veicoli alimentati a benzina, diesel, GPL e metano. La norma però non si applica alle auto elettriche, non essendoci combustione e quindi emissioni dirette di gas di scarico.
Quanto costa la multa
La norma è stata introdotta nel Codice della strada nel 2007, modificata nel 2010 e successivamente aggiornata negli importi delle sanzioni nel 2014 e nel 2022. Le multe per chi lascia il motore acceso con l’aria condizionata in funzione durante la sosta non sono affatto trascurabili. Attualmente la sanzione può variare da un minimo di 223 euro fino a un massimo di 444 euro. L’importo minimo viene generalmente applicato alla prima violazione in assenza di circostanze aggravanti, mentre le sanzioni più elevate possono riguardare situazioni particolarmente gravi, come la recidiva o la presenza del veicolo in aree considerate sensibili dal punto di vista ambientale.
Non solo in Italia
L’Italia non è l’unico Paese ad aver introdotto misure di questo tipo. Diverse nazioni europee stanno adottando norme simili per ridurre l’inquinamento atmosferico nelle aree urbane e scoraggiare il funzionamento inutile dei motori durante le soste. In Francia, ad esempio, è vietato mantenere acceso il motore per alimentare l’aria condizionata durante la sosta e le sanzioni possono arrivare fino a 135 euro. Anche in Spagna la normativa sul traffico vieta di lasciare il motore acceso inutilmente durante una sosta. Di conseguenza, non è consentito utilizzare il climatizzatore se questo richiede il funzionamento del motore. In Germania, invece, gli automobilisti devono rispettare sia il Codice della strada sia le normative ambientali. L’articolo 30 stabilisce infatti che, a veicolo fermo, sono vietati i rumori inutili e le emissioni di scarico evitabili. Lasciare acceso il motore senza necessità, anche per utilizzare l’aria condizionata, può comportare una multa fino a 80 euro.

