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Da oggi le auto nuove si accorgeranno se il guidatore guarda il telefono invece della strada. Come funziona la nuova tecnologia

07 Luglio 2026 - 11:18 Francesca Milano
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Entrano in vigore le nuove regole sulla sicurezza: sui veicoli nuovi arriva l'Advanced Driver Distraction Warning. Ecco come funziona
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Da oggi le auto nuove dovranno accorgersi se il guidatore guarda il telefono invece della strada. È una delle novità previste dal regolamento europeo sulla sicurezza dei veicoli, che rende obbligatori nuovi sistemi di assistenza alla guida sulle vetture immatricolate per la prima volta nell’Ue. Non cambia nulla per chi ha già un’auto, ma per chi ne compra una nuova – a partire da oggi, 7 luglio – arrivano dispositivi più avanzati contro distrazioni, incidenti con pedoni e urti con ciclisti.

Come funziona il sistema di controllo sul conducente

La novità principale si chiama Advanced Driver Distraction Warning, ADDW: un sistema avanzato di avviso della distrazione del conducente. In termini pratici, significa che l’auto deve capire se chi guida sta distogliendo lo sguardo dalla strada per troppo tempo. Succede quando si abbassano gli occhi sullo smartphone, quando si resta concentrati sul navigatore, quando si cerca una canzone sul display centrale o quando ci si gira troppo a lungo verso il sedile posteriore.

Non si tratta più soltanto dei vecchi avvisi di stanchezza, quelli che provavano a capire se il conducente fosse affaticato osservando i movimenti dello sterzo, le correzioni improvvise o le oscillazioni dell’auto nella corsia. Il nuovo sistema funziona in modo più diretto: guarda, per così dire, dove sta guardando chi guida. Nella maggior parte dei casi usa una piccola telecamera rivolta verso il conducente, spesso integrata nella zona del cruscotto, del piantone dello sterzo o vicino al quadro strumenti, e sensori capaci di funzionare anche di notte, in genere con tecnologia a infrarossi. Il software non deve “riconoscere” la persona al volante, ma stimare la posizione della testa, degli occhi e la direzione dello sguardo: se il volto è rivolto verso la strada, verso lo specchietto, verso il display centrale, verso il telefono o verso il basso.

Quando scatta l’allarme in caso di distrazione

La logica è abbastanza semplice: l’abitacolo viene diviso in aree. Guardare davanti a sé, verso la strada, è considerato compatibile con la guida. Fissare troppo a lungo zone come il grembo, il telefono, la console centrale, il vano piedi del passeggero o alcune parti dell’abitacolo può invece essere letto come un segnale di distrazione. Se l’auto procede tra 20 e 50 chilometri orari, l’avviso deve arrivare quando lo sguardo resta in una zona di distrazione per più di 6 secondi. Sopra i 50 chilometri orari la soglia scende a 3,5 secondi, perché a velocità più alte bastano pochi istanti per percorrere molti metri senza guardare davvero la strada.

L’allarme può essere visivo, sonoro o tattile: una spia sul cruscotto, un segnale acustico, una vibrazione o una combinazione di questi avvisi. Non è un sistema che prende il controllo dell’auto e non autorizza il conducente a distrarsi. Serve piuttosto a interrompere prima possibile quel momento in cui l’attenzione si sposta altrove. Un esempio: se in città chi guida abbassa lo sguardo per leggere una notifica, l’auto può richiamarlo prima che arrivi a un incrocio, a un attraversamento pedonale o a una coda improvvisa.

Novità nelle frenate: le auto riconosceranno pedoni e ciclisti

L’altra novità riguarda la frenata automatica d’emergenza. Anche in questo caso la tecnologia esiste già da tempo su molte auto, soprattutto nei modelli più recenti e nelle fasce più alte. Da oggi, però, sulle nuove immatricolazioni il sistema deve essere più capace di riconoscere pedoni e ciclisti. Non basta più intervenire solo davanti al rischio di tamponare un’auto: il veicolo deve saper leggere scenari urbani più complessi, dove il pericolo può arrivare da un attraversamento, da una bici che taglia la strada o da una persona che sbuca tra due auto parcheggiate.

Il funzionamento è quello tipico degli Adas: telecamere, radar o altri sensori osservano ciò che accade davanti al veicolo. Se il sistema calcola che l’impatto è probabile, prima avvisa il conducente. Se la frenata non arriva o non è sufficiente, l’auto può frenare da sola per evitare l’incidente o almeno ridurne la violenza. In pratica, se un ciclista attraversa improvvisamente la traiettoria dell’auto o un pedone entra sulle strisce mentre il guidatore è distratto, il sistema deve provare a intervenire prima dell’urto.

Cosa cambia per le vecchie auto

Per chi ha già un’auto non cambia nulla. Non c’è alcun obbligo di installare telecamere, sensori o nuovi software sui veicoli già in circolazione. La stretta riguarda le auto nuove immatricolate per la prima volta nell’Unione europea. Per chi compra, significa trovare di serie sistemi che fino a pochi anni fa erano spesso riservati agli allestimenti più costosi. Per i costruttori, invece, vuol dire integrare più sensori, più software e più controlli anche sui modelli d’accesso. Con un risultato inevitabile: auto più sicure, ma anche potenzialmente più costose da produrre.

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