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Trenta giornalisti licenziati dal Washington Post lanciano un nuovo giornale: ecco il The Washington Sun

11 Settembre 2026 - 14:15 Michela De Marchi
Il sito della nuova testata Washington Sun
Il sito della nuova testata Washington Sun
Dal cambio di nome del NOTUS il via al giornale. Si occuperà di cronaca locale, culturale e sportiva
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Da Washington Post a Washington Sun il passo è breve. Lo scorso febbraio 300 giornalisti della prima testata, pari circa a un terzo dell’intera redazione, sono stati licenziati da Jeff Bezos. A mesi si distanza, 30 di loro si sono riuniti per rilanciare l’informazione locale e nazionale unendosi per dare vita a un nuovo progetto editoriale. Così hanno dato vita al The Washington Sun, giornale online nato dal cambio di nome del NOTUS (News of the United States), ora non più attivo.

Il taglio di Bezos al The Washington Post

Per capire la storia di questa nuova testata bisogna fare un passo indietro. Lo scorso febbraio il Washington Post è andato incontro a una grande crisi, portando il proprietario e fondatore di Amazon, Jeff Bezos, a ricorrere a un taglio del personale. Licenziando circa 300 dipendenti degli 800 reporter della redazione americana, la testata ha chiuso la sezione sport, la rubrica settimanale sui libri e i podcast, inoltre ha ridotto significativamente gli esteri e la cronaca locale. Anche gli inviati in zone di guerra sono stati licenziati di punto in bianco, proprio mentre si trovavano sul campo: Lizzie Johnson corrispondente dall’Ucraina. Yeganeh Torbati dall’Iran e dalla Turchia, Claire Parker dal Cairo e Loveday Morris da Berlino.

Il crollo del Washington Post era già iniziato negli anni scorsi, quando neanche Bezos aveva capito come svecchiare la storica testata. Pensando di ottenere un profitto economico, il fondatore di Amazon aveva optato per la svolta a destra nel 2024, ritirando l’appoggio alla democratica Kamala Harris e dando il suo appoggio a Donald Trump. La decisione si rivelò catastrofica e fece perdere al giornale molti degli abbonati online.

La nascita della nuova testata

Di fronte alle continue difficoltà economiche, Bezos decise di licenziare il 30% della sua redazione. Trenta dei giornalisti colpiti, però, hanno scelto di colmare il vuoto lasciato dai tagli del Washington Post. Per farlo hanno rivitalizzato la testata NOTUS, lanciata nel 2023 dall’imprenditore Robert Allbritton, co-fondatore anche di Politico, per coprire principalmente notizie sul governo e sulla politica pubblica. Per inserire il giornale nell’era digitale, lo scorso maggio Allbritton aveva già optato per un rebranding, pensando di rinominarlo The Star, in onore del The Washington Star che aveva chiuso nel 1981. Poi grazie all’assunzione dei 30 ex giornalisti del Washington Post, tra cui il critico gastronomico Tom Sietsema e l’editorialista Dana Milbank, è avvenuto il cambio con l’attuale nome The Washington Sun.

Il Washington Sun come giornale per cronaca locale e sportiva

Il lancio è avvenuto mercoledì 9 settembre con un video X. «Benvenuti al Washington Sun» si legge nella didascalia. Il caporedattore Tim Grieve ha specificato che nel nome volevano «assolutamente includere ‘Washington’ per comunicare più chiaramente che ci occupiamo di Washington, sia a livello politico che locale». L’obiettivo, infatti, è di trattare anche le notizie cittadine, sportive e le previsioni meteo giornaliere dell’area di Washington grazie a un accordo con Capital Weather, che prima collaborava con il Washington Post. Soprattutto, secondo la testata il giornalismo ha bisogno di un ricambio generazionale e la novità può essere interpretata come «un grande esperimento per verificare se nella capitale del paese esiste un mercato per una pubblicazione che si occupi di notizie locali, cultura e sport, elementi che costituiscono il tessuto connettivo di qualsiasi comunità».

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