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Asse col Canada e guerra al Big Tech, così l’Ue fa «impazzire» Donald Trump – Il video

17 Settembre 2026 - 14:00 Simone Disegni
Gli annunci a sorpresa della presidente della Commissione Ue e il rapporto con gli Usa: cosa può succedere
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Da Strasburgo – Chi si aspettava grandi annunci da Ursula von der Leyen sulle due crisi che hanno tormentato l’Europa quest’estate sarà rimasto deluso: certo la presidente della Commissione Ue ha toccato i nodi dell’emergenza climatica – annunciando un piano Ue contro le ondate di calore – e di quella migratoria a Ceuta. Ma le vere sorprese nel sesto discorso sullo stato dell’Unione della carriera di von der Leyen sono state altre. Da un lato l’impegno per fare del Canada il primo «membro associato» dell’Ue: un’opzione tutta da chiarire – non esiste questa etichetta nei Trattati – e di cui a quanto pare molti governi erano all’oscuro. Dall’altro la promessa di «scollegare» i ragazzini europei dalle piattaforme social che «rubano loro l’infanzia» con design fatti apposta per tenerli incollati agli schermi e monetizzare la loro attenzione: il Kids Act proposto dalla Commissione vieterebbe i social fino a 13 anni e richiederebbe cambiamenti strutturali al modo in cui funzionano in Europa anche altri potenti attori: videogiochi online, piattaforme di condivisione video, chatbot e “compagni” AI.

Il dito nell’occhio agli Usa di Trump

Cos’hanno in comune queste due nuove proposte? Entrambe sono un dito nell’occhio a Donald Trump. L’asse col Canada – qualsiasi forma esatta prenderà – è evidentemente una reazione alle continue minacce del leader Usa tanto all’Ue quanto al disprezzato «vicino» nordamericano. E Trump si è subito scagliato contro quella proposta di «associare» il Canada all’Ue promettendo – tanto per cambiare – ritorsioni commerciali. Ma anche la guerra alle piattaforme tech per «salvare» gli europei – giovani e non solo – dalla loro pervasività difficilmente piacerà all’Amministrazione Usa: le società che col Kids Act dovrebbero rivedere pesantemente il design e il funzionamento delle piattaforme sono in gran parte made in Usa. E per un Trump che ha appena ribadito che la ricerca sull’AI non deve conoscere frontiere, il giudizio sulla mossa Ue appare scontato. 

Le proposte di Ursula e gli alleati di Trump dentro l’Ue

A dargli una mano, sul Canada come sul tech, potrebbero essere però governi e partiti europei vicini politicamente a Washington. Entrambe le proposte di von der Leyen, ovviamente, non hanno futuro se non avranno il sostegno dei Paesi membri, specie di quelli più «pesanti». E il partito di Giorgia Meloni, che pure ha rotto personalmente nei mesi scorsi con Trump, in poche ore ha già demolito entrambe le proposte di von der Leyen, denunciando l’assurdo «inchino» dell’Ue a Mark Carney e osservando che sulle limitazioni ai social, se proprio ce ne fosse bisogno, dovrebbero occuparsi i singoli Paesi

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