Malpensa ufficialmente intitolato a Silvio Berlusconi. Sala diserta: «Lottato contro questa scelta, dovevo esserci con un finto sorriso?»

L’aeroporto di Milano Malpensa è da oggi ufficialmente intitolato a Silvio Berlusconi. A tre anni dalla scomparsa dell’ex premier, la cerimonia di venerdì 25 settembre ha sancito il cambio di nome dello scalo alla presenza dei familiari e dei vertici di governo, tra cui il presidente del Senato Ignazio La Russa, il vicepremier Matteo Salvini e il ministro degli Esteri Antonio Tajani. L’evento chiude un iter burocratico durato mesi e segnato da forti tensioni. Da un lato, l’emozione e l’orgoglio di Marina Berlusconi hanno spazzato via le incomprensioni iniziali sul metodo della proposta. Dall’altro, è rimasta evidente la spaccatura politica con il centrosinistra, culminata nell’assenza più che evidente del sindaco di Milano Giuseppe Sala. Il primo cittadino ha infatti disertato la cerimonia, confermando la sua netta contrarietà a un’iniziativa contro cui aveva già tentato di dare battaglia per vie legali.
Marina Berlusconi: «Ha trasformato in realtà idee impossibili»
Il clima tra i familiari dell’ex premier è decisamente cambiato rispetto ai primi vagiti dell’iniziativa. Se all’inizio l’amministratore delegato di Mfe, Pier Silvio Berlusconi, non aveva nascosto la sua irritazione per essere stato avvisato dalla Regione Lombardia a cose ormai fatte, il giorno del taglio del nastro è stato dominato dall’emozione. È stata la primogenita Marina a dare voce ai sentimenti di casa Arcore all’Ansa: «La consapevolezza che l’aeroporto Milano-Malpensa Silvio Berlusconi accoglierà ogni giorno migliaia di viaggiatori provenienti da tutto il mondo mi riempie di orgoglio e di emozione. Che nome migliore potrebbe avere, un ponte così, se non quello di Silvio Berlusconi?». Ricordando il Cavaliere come «un uomo che ha sempre cercato il dialogo con tutti», la presidente di Fininvest ha aggiunto: «Mio padre ha trascorso la vita guardando avanti e lontano. Mi piace pensare che, da oggi, il suo nome darà il benvenuto a chi giunge da altri Paesi e accompagnerà chi decolla verso nuove destinazioni».
L’iter burocratico e la vittoria al Tar
L’ufficialità di venerdì arriva al termine di un braccio di ferro amministrativo. La proposta era partita dalla Regione Lombardia nel giugno del 2024, incassando subito l’approvazione di Salvini. Contro la decisione si era però sollevata una fetta consistente del territorio: il Comune di Milano e tre amministrazioni in provincia di Varese, confinanti con le piste dello scalo, avevano presentato ricorso. L’accusa era quella di essere stati scavalcati, lamentando il mancato coinvolgimento degli enti locali e di SEA, la società che gestisce l’aeroporto. La partita si è chiusa lo scorso aprile, quando il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia ha respinto i ricorsi, stabilendo che i Comuni non avessero competenza sull’intitolazione.
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L’assenza di Beppe Sala e la polemica a distanza
La sentenza del Tar, tuttavia, non ha sanato la ferita politica. All’evento di Malpensa, l’assenza del sindaco di Milano non è passata inosservata, scatenando critiche più o meno velate tra i presenti. Beppe Sala non ha lasciato cadere la cosa nel vuoto e ha affidato a una nota la sua dura replica, chiarendo il perché del suo forfait: «Sento qualcuno lamentarsi della mia assenza – a dire il vero non si cita il mio nome, ma la sostanza è quella – all’intitolazione di Malpensa a Silvio Berlusconi». Il sindaco ha quindi rivendicato la sua posizione, sottolineando come la sua presenza sarebbe stata incoerente: «Ho lottato contro questa decisione, cosa avrei dovuto fare? Essere presente, con un finto sorriso? Oppure essere presente e ribadire i miei distinguo? Sono un uomo coerente e cerco di ricordarmene ogni giorno. Segnalo che nello stesso momento ero, con la fascia di sindaco Metropolitano, a Inveruno per inaugurare una piazza a Piersanti Mattarella. Ho preferito essere lì».

