La serrata nella Chinatown di Milano per il coronavirus: strade deserte e locali chiusi – Il video

Ma anche nei quartieri ritrovo dei giovani, come Moscova, il tempo sembra essersi fermato. Un silenzio rotto solo dal passaggio delle bici e dalle sirene delle ambulanze

Sono le 18.30, nella Chinatown di Milano non c’è nessuno, come mostrano in maniera inequivocabile le immagini di Open. Pochissima gente in giro, locali tutti chiusi. Un silenzio assordante, un clima quasi surreale. Fino a pochi giorni via Paolo Sarpi era un brulicare di ragazzi, di commensali affascinati dalla bontà della cucina cinese. Oggi, invece, non è rimasto più niente. Una Chinatown “distrutta” prima dalla psicosi da Coronavirus, poi da un numero sempre crescente di contagi da Covid-19 in Italia.

Locali chiusi dalle 18 alle 6

«Diamo un contributo alla comunità per ridurre al minimo la possibile diffusione di malattie virali» si legge su un cartello affisso fuori da un ristorante (già al collasso con un calo del 70% del fatturato, ndr), chiuso nel rispetto dell’ordinanza emanata dalle autorità locali che prevede lo stop per bar e locali notturni dalle 18 del pomeriggio alle 6 del mattino.

Open | Chinatown deserta

Ma c’è anche chi approfitta di questo momento per prendersi qualche giorno di ferie: «Chiuso per ferie fino al 2 marzo» si legge su un altro cartello nella Chinatown di Milano.

Semideserta anche Moscova e piazza Gae Aulenti

Un silenzio rotto soltanto dal passaggio di qualche bici e dalle sirene di un’ambulanza. Il tempo sembra essersi fermato anche in piazza Gae Aulenti e persino nel quartiere Moscova, ritrovo per i giovani, soprattutto dopo il lavoro, per un aperitivo.

Open | A Moscova tutto chiuso

Foto e video di Fabio Giuffrida per Open

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