Coronavirus, i dubbi sugli esami di maturità e di terza media. Contano le assenze? E i voti a distanza? Come cambia la scuola

Se le scuole non riapriranno agli esami potrebbero essere ammessi tutti gli studenti

Scuole chiuse, almeno fino a maggio. E poi la didattica che all’improvviso si fa sui pc o dal cellulare, comunque a distanza. Tra le molte cose che l’epidemia di Coronavirus ha trasformato nello scorso mese c’è anche la scuola. Con il continuo aumento dei casi e l’avanzare dell’epidemia il timore è che l’intero anno scolastico possa risentirne e che il “contagio” possa estendersi anche alle sessioni d’esame. 

L’esame di maturità

All’esame di Stato potrebbero essere ammessi tutti gli studenti, anche quelli con insufficienze, nel caso di una mancata riapertura delle scuole. Se le scuole dovessero riaprire invece, gli esami potrebbero svolgersi in una forma “alleggerita”. Come scrive il Corriere della Sera le commissioni d’esame potrebbero essere composte soltanto dai professori della classe. I sindacati chiedono che la seconda prova, quella di indirizzo, venga abolita. L’esame orale infine potrebbe diventare una tesina. 

L’esame di terza media 

Per quanto riguarda l’esame di terza media invece, “l’alleggerimento” potrebbe essere molto più drastico. Si parla per esempio di limitarlo al tema più la tesina, eliminando le altre prove come quella di matematica, ma nel caso le scuole dovessero rimanere chiuse la prova potrebbe anche essere abolita, anche se si tratta di un’opzione estrema. Ad ogni modo gli esami andranno chiusi entro fine luglio. 

Il 6 politico e le assenze

Non è da escludere che gli studenti possano essere tutti promossi quest’anno visto le condizioni di eccezionalità, ipotesi sulla quale però la ministra Azzolina ha già espresso la sua contrarietà. In tal caso potrebbero essere disposti dei corsi di recupero l’anno prossimo. Ad ogni modo gli insegnanti sono comunque chiamati a dare i voti nelle classi virtuali seguendo modalità decise dal collegio dei docenti. E anche le assenze verranno contate, visto che non collegarsi per la lezione a distanza può costare l’annotazione sul registro. A questo proposito, il ministero ha invitato i docenti a usare «buonsenso professionale», valutando caso per caso se l’assenza sia legata a un problema tecnico o a cattiva volontà.

Il parere degli esperti:

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