Coronavirus. Perché la Polizia ha rimosso il tweet su San Michele Arcangelo (lasciando quello su Facebook)

Nella giornata di oggi, 23 marzo 2020, è stato contestato un tweet pubblicato dalla Polizia di Stato, poi rimosso, che riportava l’immagine del loro santo patrono San Michele Arcangelo con il seguente messaggio:


In questo momento così difficile la Polizia di Stato affida l’Italia al suo patrono e protettore San Michele Arcangelo, che nel 1590 si racconta fermò l’epidemia di peste a Roma. Possa la sua protezione guidarci con forza per la sicurezza e la salute di ogni cittadino.

Uno degli screenshot del tweet, attualmente rimosso.

Ci si domanda come mai il tweet è stato rimosso. Il motivo della cancellazione, da fonti interne della Polizia di Stato, è quello dell’impossibilità di moderare i tweet di risposta degli altri utenti, dove sono stati riscontrati messaggi d’odio e in alcuni casi gif animate dove si evidenziano bestemmie contro «Dio» e la «Madonna». Un’attività di moderazione che può essere svolta invece con i commenti su Facebook dove il post è ancora presente (che riporta la data corretta da 1590 a 590).

Il post Facebook è ancora online.

Di seguito alcuni dei commenti riscontrati nella pagina Facebook della Polizia di Stato:

La contestazione principale da parte di molti utenti riguarda quella del trovarci in un paese laico. Vivere in un paese laico non significa che non si possa professare la propria religione, infatti uno dei cardini della costituzione è proprio la libertà di culto. Un paese laico riconosce la separazione tra la sfera politica e la sfera religiosa, rimanendo lo Stato neutrale nei confronti delle religioni senza porre discriminazioni o preferenze rispetto ad altre. L’insulto e l’intolleranza non dovrebbero essere accettabili in una società civile.

Il parere degli esperti:

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