Coronavirus, i numeri in chiaro. La ricercatrice Colaiori: «Raggiunto il picco, ora siamo sul plateau» – La videointervista

La ricercatrice dell’Istituto dei sistemi complessi del Cnr ha analizzato per Open gli ultimi dati dell’epidemia. Se ieri si erano registrati 4.053 nuovi casi positivi, il primo aprile il numero assoluto è tornato a salire: +4.782

I dati diffusi dalla Protezione civile il primo aprile dicono che in Italia, attualmente, sono stati riscontrati 110.574 casi di positività al Coronavirus: 16.847 guariti, 80.572 ancora infetti e 13.155 morti. Se nella giornata di ieri, 31 marzo, si erano registrati oltre 4.053 nuovi casi di positività, oggi il dato è tornato a salire: +4.782. «Un’oscillazione che si può spiegare con l’aumento dei tamponi. In generale, i dati di oggi sono buoni».


Francesca Colaiori, ricercatrice dell’Istituto dei sistemi complessi del Cnr, conferma che «si osserva il raggiungimento di un plateau: l’epidemia sta rallentando e si comincia a vedere una leggera diminuzione anche nel numero dei decessi, anche se questo dato oscilla in ritardo rispetto agli altri numeri». Colaiori ha fondato il gruppo Facebook physicists against sars-cov-2, dove scienziati e ricercatori condividono dati e analisi sulla diffusione del Coronavirus.

«Posizionarsi sul plateau – spiega la ricercatrice -, vuol dire che nelle rilevazioni i nuovi casi giornalieri sono costanti anziché crescere esponenzialmente. Chiaramente questo è un momento importante perché il fattore R0, ovvero quante persone riesce a contagiare un singolo individuo positivo, si sta avvicinando al numero 1».

«In molte regioni si inizia persino a vedere un rallentamento che fa appiattire ulteriormente la curva della crescita lineare dei contagi – conclude Colaiori -. Con le dovute cautele, possiamo dire che la curva sta cambiando concavità nelle regioni del Nord, a eccezione del Piemonte dove la crescita è ancora lineare. Anche nelle regioni del Centro c’è una leggera flessione, tranne che nel Lazio. Una flessione lieve si nota pure al Sud e nelle isole. Qui è la Campania la regione dove il tasso di crescita del contagio è più marcato, ancora di tipo lineare».

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