Coronavirus, i numeri in chiaro. Pregliasco: «Bene il continuo calo delle terapie intensive. Ora attenzione alla riapertura: sia graduale e frazionata» – Il video

Per l’epidemiologo, il 4 maggio deve essere sinonimo di allentamento, ma molte delle misure restrittive devono rimanere anche dopo questa data

I numeri di oggi, 19 aprile, sembrano essere particolarmente positivi: meno nuovi morti e meno nuovi contagi da Coronavirus. Ma il dato più importante, secondo Fabrizio Pregliasco, epidemiologo e direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano, riguarda le terapie intensive. «La pressione sulle terapie intensive è in calo ed è l’elemento che ci interessa di più anche per la fase due».

Una fase che può cominciare a partire dal 4 maggio, ma Pregliasco mette in guardia: possiamo pensare a un allentamento, ma le misure restrittive devono rimanere anche dopo questa data. Secondo l’epidemiologo, è difficile pensare a una riapertura per macroaree, perché molte aziende hanno attività inter-regionali, quello che è importante, invece, è che in quella fase ci sia un monitoraggio continuo di eventuali nuovi focolai grazie al tracciamento e ci sia maggiore attenzione alla medicina del territorio. Quindi «scordiamoci le discoteche, saranno le ultime a riaprire. Priorità alle attività produttive».

Per quanto riguarda il “caso Piemonte”, dove i contagi sembrano in crescita costante nonostante un trend nazionale positivo, secondo Pregliasco è anche frutto del fatto che in Piemonte negli ultimi tempi c’è stato un maggiore monitoraggio del territorio che si traduce in un maggior numero di tamponi e più attenzione alle Rsa, che all’inizio dell’emergenza sono state trascurate. Anche in Lombardia il sistema sanitario si sta riprendendo. Per l’epidemiologo, la regione è pronta a ripartire, «ma la riapertura sia frazionata e graduale».

Il parere degli esperti:

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